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Lo sai che? Se litigo col fisco prevalgono le leggi o le circolari?

Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 marzo 2017

Il contrasto fra norme di legge e prassi amministrativa, si risolve sempre a favore delle norme di legge, sia a favore che contro il contribuente, ma una buona difesa può comunque vincere la controversia.

La Cassazione conferma la prevalenza della legge sulle istruzioni ministeriali

Quante volte, sia personalmente che attraverso l’esperienza di conoscenti ed amici, oppure, a volte, nei film e nelle serie televisive, abbiamo visto la burocrazia al lavoro. Funzionari che, dall’altra parte della scrivania, citano circolari ministeriali a memoria a difesa della propria attività amministrativa.

Ogni volta lo sguardo perplesso del contribuente si perde nelle spiegazioni, talvolta diaboliche o incomprensibili, che vengono utilizzate per sostenere che l’amministrazione ha sempre ragione ed il contribuente sempre torto.

Perché lo dice la tale o la talaltra circolare o istruzione ministeriale.

Oggi finalmente intervengono i giudici della corte di Cassazione a spiegare che non è così come spesso sostengono i burocrati.

La Cassazione [1] ha ricordato che le circolari ministeriali non sono leggi e non possono essere utilizzate come norme da rispettare obbligatoriamente.

Anzi.

Le circolari non sono utilizzabili neppure per interpretare le norme da applicare ai contribuenti, ma sono valide solo per i funzionari della amministrazione finanziaria che si devono attenere a quelle istruzioni interne per poter svolgere correttamente il proprio lavoro amministrativo.

Dunque le circolari rappresentano una tutela per il contribuente, in quanto guidano i dipendenti pubblici nello svolgimento della propria attività amministrativa affinchè essa rispetti le leggi ed i cittadini.

Il rapporto fra l’operato del Parlamento e dell’Agenzia delle Entrate è assolutamente chiaro: le norme di legge prevalgono sempre sulla indicazioni interpretative, attuative ed applicative, delle stesse norme, come emanate dal fisco nelle circolari e nelle risoluzioni ministeriali.

Di conseguenza la Cassazione interviene a ristabilire l’equilibrio, ricordando che le sentenze devono essere emesse dai giudici sulla base delle norme di legge e della loro interpretazione, non sulla base delle circolari o delle istruzioni rilasciate dai ministeri.

Il caso esaminato dalla Cassazione

Nel caso particolare esaminato dalla Cassazione i giudici avevano emesso una sentenza a favore del contribuente basando la propria decisione sul contenuto di una circolare ministeriale [2].

Invece la Cassazione ha ritenuto che i giudici non potessero fondare il proprio giudizio sulla circolare interpretativa e che avrebbero dovuto esaminare esclusivamente le norme di legge [3].

 

Cosa può fare ora il contribuente

I supremi giudici hanno cassato dunque la sentenza rinviandola alla Commissione Tributaria Regionale in altra composizione.

Ma il contribuente non deve disperare, infatti la Cassazione ha già tracciato la strada, ed anche se la sentenza è sfavorevole alla difesa, i giudici hanno ricordato che, se da una parte, non è utilizzabile la circolare amministrativa, dall’altra parte il contribuente può difendersi con tutti i mezzi di prova, a propria disposizione, in modo da consentire al giudice di prendere la propria decisione, non su una istruzione amministrativa, ma sulla sola norma di legge applicabile.

note

[1] Cass. sent. n. 6185 del 10.3.2017.

[2] Circolare Ministeriale n. 31/E del 2.10.2006.

[3] Dpr n. 441/1997 – art. 4 co. 2.


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