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News Ape volontaria, ecco le penalizzazioni sulla pensione

News Pubblicato il 24 marzo 2017

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In arrivo i decreti attuativi sull’anticipo pensionistico: vediamo quali sono i tagli sulla pensione per chi chiede l’Ape volontaria.

Taglio medio della pensione del 4,7% annuo, per chi richiede l’Ape, cioè l’anticipo pensionistico, in misura pari all’85% della futura prestazione: è quanto emerge dalla definizione dei decreti attuativi in materia, che hanno il compito di stabilire, tra i vari aspetti, anche l’ammontare delle penalizzazioni che l’anticipo della pensione comporta.

La platea dei potenziali interessati alla misura è molto ampia e comprende tutti coloro che hanno compiuto 63 anni di età e possiedono almeno 20 anni di contributi (esclusi gli iscritti alle casse dei liberi professionisti). L’Ape peraltro, potrà essere richiesta anche da chi continua a lavorare: in questi casi, avendo necessità di un assegno più basso, diventa più bassa anche la penalizzazione della pensione. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare il punto sul funzionamento dell’Ape, in attesa dei chiarimenti definitivi da parte dei decreti attuativi di prossima emanazione.

Ape volontaria: come funziona

Innanzitutto è opportuno chiarire il funzionamento dell’anticipo pensionistico: l’Ape consiste in un prestito (con natura di credito al consumo) erogato mensilmente da una banca, esente da tassazione, che l’interessato può scegliere di percepire per un determinato periodo, che precede la maturazione dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia: il periodo non può essere superiore a 3 anni e 7 mesi.

Dato che questo trattamento è erogato per scelta si parla di Ape volontaria, per distinguerla dall’Ape sociale, che è invece una prestazione erogata dallo Stato, che non va restituita.

A proposito della restituzione del prestito relativo all’Ape volontaria, questo finanziamento va restituito gradualmente, nell’arco di 20 anni, con rate di ammortamento mensili: queste rate saranno poi trattenute direttamente sulla pensione, una volta maturata.

Per coprire il rischio di eventuale premorienza, con successiva impossibilità di restituire la somma percepita a titolo di Ape, il prestito deve essere garantito da una polizza assicurativa obbligatoria: in questo modo, l’impossibilità di restituire il prestito non produce conseguenze sulla eventuale pensione ai superstiti, che viene quindi pagata regolarmente.

L’Ape non è, dunque, una prestazione pensionistica vera e propria, ma un trattamento che accompagna al pensionamento un lavoratore che, in possesso dei requisiti, voglia cessare l’attività lavorativa o si trovi senza occupazione: grazie all’anticipo pensionistico, l’interessato non resta senza reddito, ma percepisce un trattamento sotto forma di prestito, per un breve periodo di tempo, accettando di addebitarlo sulla futura pensione.

Ape volontaria: requisiti

Possono accedere all’Ape volontaria i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi), nonché alle forme sostitutive ed esclusive dell’Ago e alla Gestione separata Inps, a condizione che:

  • abbiano compiuto il 63° anno di età;
  • siano in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi (43 mesi);
  • non siano già titolari di una pensione diretta;
  • la pensione attesa sia di importo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’Ape: considerato che nel 2017 la rata mensile della pensione minima ammonta a 501,89 euro, l’importo non deve essere inferiore a 702,65 euro.

Ape volontaria: ammontare

L’ammontare dell’Ape volontaria, che può essere erogata non oltre la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ma per un minimo di 6 mesi, in base a quanto reso noto non può superare il 90% della futura pensione.

Ma a quanto ammontano le penalizzazioni sulla pensione?

Ape volontaria: penalizzazioni

Come anticipato, le decurtazioni dipenderanno innanzitutto dalla durata dell’erogazione dell’assegno e dall’ammontare della percentuale di pensione richiesta: se Tizio, ad esempio, chiede il 90% della futura prestazione e Caio ne chiede il 50%, è ovvio che Tizio prenderà, in futuro, una pensione più bassa. Lo stesso vale per un lavoratore che inizia a percepire l’Ape a 63 anni di età, rispetto a un altro che la percepisce a 65 anni: più breve è la durata del prestito, più bassa sarà la penalizzazione sulla pensione.

Vediamo alcuni esempi per capire meglio l’applicazione dei tagli sulla pensione:

  • un lavoratore chiede un anticipo, per 24 mesi, pari all’85%: ipotizzando che la pensione netta sia pari a 1.300 euro, l’Ape ammonterà a 1.105 euro, mentre la pensione iniziale, al netto della rata del prestito, sarà di 1.168 euro, che poi si rivaluteranno nel tempo in base all’andamento dell’inflazione di riferimento;
  • se l’anticipo viene chiesto per 12 mesi e scende al 60% della pensione, invece, l’Ape sarà pari a 780 euro, ma la pensione sarà di 1.207 euro.

In base alle ipotesi elaborate a palazzo Chigi, comunque, la percentuale dell’85% è quella che in genere garantisce uno scostamento minimo tra la pensione netta ipotetica, l’importo dell’Ape e la pensione gravata dalla rata.

Ad ogni modo, il rateo annuo sulla pensione non potrà superare il 30% della stessa, tenendo conto di altri impegni finanziari in corso come, per esempio, un mutuo casa o un altro prestito bancario.

Ape volontaria: la domanda

Le domande di Ape potranno essere presentate a partire da maggio 2017.

Nel dettaglio, si dovrà dapprima presentare all’Inps la domanda per ottenere la certificazione del diritto all’anticipo finanziario.

Una volta certificato il diritto, l’Inps specificherà anche la misura dell’importo minimo e massimo dell’Ape, calcolato sulla base delle disposizioni dettate dal decreto in corso di emanazione.

A questo punto, le persone interessate  dovranno presentare all’Inps:

  • la domanda di Ape;
  • una contestuale domanda di pensione di vecchiaia, da liquidarsi al momento di perfezionamento dei requisiti.

Nella domanda andranno indicati la banca e l’assicurazione che si assumerà il rischio premorienza: finanziatore e assicurazione dovranno essere scelti tra quelli che aderiranno alle apposite convenzioni che saranno stipulate a breve.

In questi accordi saranno inoltre definiti il tasso di interesse (sinora ipotizzato al 2,5% annuo) e la misura del premio assicurativo per premorienza.

 

Ape volontaria: credito d’imposta

Sugli interessi del finanziamento e sui premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, comunque, è riconosciuto un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50% di un ventesimo degli interessi e dei premi complessivamente dovuti.

Questo credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è recuperato direttamente dall’Inps nella sua qualità di sostituto d’imposta.


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2 Commenti

  1. Non si capisce leggendo il testo se il requisito di 20 anni di contributi è da intendersi inclusivo degli eventuali contributi versati per riscatto di laurea, maternità o altre contribuzioni di questo tipo.
    Non è neppure chiaro se di parla di contributi per solo lavoro dipendente o per solo lavoro autonomo o cumulativamente per entrambi

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