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Lo sai che? Quali cartelle conviene rottamare?

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017





> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017

Non sempre è conveniente rottamare una cartella esattoriale: ecco come scegliere le cartelle da inserire nella rottamazione.

Scade tra pochi giorni il termine per rottamare le cartelle esattoriali, usufruendo di uno sconto sul debito, pari alle sanzioni e agli interessi di mora. In questo articolo ti aiutiamo a capire come evitare di rottamare inutilmente quelle cartelle che probabilmente l’Agente della riscossione non ti richiederà più.

Cos’è la rottamazione delle cartelle?

Con la rottamazione delle cartelle, tecnicamente nota come definizione agevolata, i contribuenti hanno l’opportunità di estinguere il loro debito con l’Agente della riscossione, usufruendo di uno sconto sulle somme dovute [1].

In particolare con la rottamazione si risparmiano:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora;
  • una parte dell’aggio di riscossione, che va ridotto in proporzione alle sanzioni e agli interessi di mora rottamati.

La rottamazione può essere richiesta per i debiti che sono stati affidati all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2016.

Il debito da rottamare può avere ad oggetto ad esempio:

  • imposte e tasse di vario genere, come Irpef, Iva, bolli auto, etc.;
  • tributi locali, categoria in cui rientrano l’Imu, l’Ici, la tassa rifiuti e in generale tutto quello che va pagato ai Comuni e alle Regioni;
  • le multe stradali, che costituiscono delle sanzioni amministrative;
  • i contributi previdenziali dovuti all’Inps;
  • i contributi dovuti alle Casse previdenziali, quali la Cassa commercialisti e la Cassa avvocati.

Fino a quando può essere richiesta la rottamazione?

Mancano ancora pochi giorni per presentare la domanda di rottamazione.

Infatti, grazie alla proroga decisa dal Governo, il termine previsto è il 21 aprile 2017 [2]. Le domande presentate oltre tale termine non saranno considerate ammissibili.

Quindi, vista la proroga tanto attesa, per poter risparmiare qualcosa sulle cartelle esattoriali è bene prepararsi per la scadenza del 21 aprile.

Come faccio a sapere quali cartelle posso rottamare?

Per ogni contribuente l’Agente della riscossione predispone un elenco dei debiti esattoriali, che viene definito estratto di ruolo.

Nell’estratto di ruolo sono contenute tutte le cartelle di pagamento emesse a carico di una persona o di una società. Vengono indicati, oltre ai dati identificativi del soggetto:

  • l’ente che ha inizialmente chiesto il pagamento delle somme (tipo l’Agenzia delle Entrate, il Comune, l’Inps);
  • la tipologia del debito;
  • l’anno a cui risale il debito;
  • gli importi dovuti a titolo di tributo, sanzioni e interessi;
  • le spese di notifica della cartella;
  • il compenso dovuto all’Agente della riscossione.

Per decidere quali cartelle rottamare, il primo passo è richiedere all’Agente della riscossione il proprio estratto di ruolo.

Il contribuente può richiedere gli estratti di ruolo personalmente, o per mezzo di un delegato, nei seguenti modi:

  • recandosi allo sportello del concessionario;
  • tramite posta elettronica certificata, la cosiddetta pec.

Il modulo da compilare per la richiesta degli estratti di ruolo è scaricabile dai siti internet di Equitalia e, per la Sicilia, Riscossione Sicilia s.p.a..

Quali cartelle conviene rottamare?

Nonostante con la rottamazione il risparmio sul debito sia assicurato, va valutato attentamente per quali cartelle presentare la domanda di rottamazione.

Ecco in sintesi quali cartelle conviene rottamare:

  • le cartelle in cui la somma dovuta per sanzioni è molto alta. In questo caso il risparmio è elevato;
  • le cartelle molto vecchie, per le quali sono maturati molti interessi di mora, con notevole riduzione del debito;
  • le cartelle per cui l’Agente della riscossione ha notificato un preavviso di fermo o di iscrizione ipotecaria. Infatti, dal momento di presentazione della domanda di rottamazione, non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi sui veicoli o nuove ipoteche sugli immobili;
  • le cartelle per le quali si teme di subire in tempi brevi un pignoramento. Anche in questo caso, la domanda di rottamazione blocca le nuove azioni esecutive.

Per quali cartelle non conviene fare domanda di rottamazione?

Nonostante la possibilità di avere uno sconto sul debito, non è detto che sia conveniente chiedere la rottamazione delle cartelle.

Infatti, generalmente non conviene rottamare:

  • le cartelle che sembrano prescritte. Sui singoli termini di prescrizione previsti dalla legge ti consigliamo di leggere l’articolo Prescrizione cartelle esattoriali;
  • le cartelle che siamo sicuri di non aver mai ricevuto. Infatti le cartelle per legge devono essere notificate secondo una specifica procedura. Se tale procedura non è rispettata, la cartella è nulla e può essere impugnata;
  • le cartelle per cui è stata già proposta una opposizione, quando ci sono buone possibilità di vincere la causa. In questo caso dobbiamo valutare se conviene rottamare il debito e rinunciare alla causa (con un risparmio certo, dato dalla eliminazione di sanzioni e interessi di mora) o proseguire nel giudizio, con l’obiettivo di annullare l’intero debito;
  • i debiti che sappiamo già di non poter rispettare. La rottamazione può essere pagata in cinque rate al massimo. Se anche una sola rata non viene pagata, viene pagata tardi o viene pagato un importo minore, il contribuente decade dalla rottamazione. A causa della decadenza dalla rottamazione, per lo stesso debito non potrà più essere richiesta alcuna rateazione all’Agente della riscossione, che potrà pretendere il pagamento in un’unica soluzione.

In ogni caso quindi è essenziale valutare attentamente se si ha a disposizione la liquidità necessaria per pagare la rottamazione.

Attenzione a non rottamare due volte la stessa cartella!

Nella fretta di rottamare il debito, si rischia di pagare due volte la stessa cartella. Spieghiamoci meglio con un esempio pratico.

L’imposta di registro dovuta per un contratto di locazione può essere richiesta dalla Agenzia delle Entrate sia al locatore che al conduttore. Se nessuno dei due paga l’avviso di liquidazione inviato dalla Agenzia, il debito verrà affidato all’Agente della riscossione.

Dunque, sia il locatore che il conduttore troveranno nei propri estratti di ruolo la medesima cartella, avente ad oggetto appunto l’imposta di registro non pagata. Ebbene, è sufficiente che uno dei due presenti domanda di rottamazione, estinguendo così il debito per entrambi.

Cosa fare per le cartelle che non vengono rottamate

Dopo aver esaminato gli estratti di ruolo, avremo scelto quali cartelle rottamare e quali no.

Per le cartelle non rottamate le possibili soluzioni sono due.

Come detto, potremmo decidere di non rottamare alcune cartelle perché il debito è eccessivo e non vogliamo rischiare di decadere dalla rottamazione. In questo caso possiamo attendere la notifica di un atto successivo dell’Agente della riscossione, come una intimazione di pagamento o un preavviso di fermo. Non appena tale atto successivo viene notificato, può essere richiesta la normale rateazione delle cartelle esattoriali [3].

Diverso è il caso in cui una cartella non venga inclusa nella rottamazione perché, ad esempio, prescritta o non notificata.

Anche in questa ipotesi dovremo attendere un successivo atto dell’Agente della riscossione. Ricevuta la notifica di tale atto, sarà possibile presentare ricorso per far valere la prescrizione o la mancata notifica della cartella, che ne costituisce il presupposto. A quest’ultimo proposito puoi leggere Cartelle di pagamento Equitalia: come impugnare la notifica.

Numero rate

Codice rateazione

Luglio 2017

Settembre 2017

Novembre 2017

Totale rate 2017

Aprile 2018

Settembre 2018

Totale 2018

Totale

unica

100%

100%

100%

2 rate

2A

70%

70%

30%

30%

100%

2B

70%

70%

30%

30%

100%

3 rate

3A

70%

70%

15%

15%

30%

100%

3B

35%

35%

70%

30%

30%

100%

3C

35%

35%

70%

30%

30%

100%

3D

35%

35%

70%

30%

30%

100%

3E

35%

35%

70%

30%

30%

100%

4 rate

4A

35%

35%

70%

15%

15%

30%

100%

4B

35%

35%

70%

15%

15%

30%

100%

4C

24%

23%

23%

70%

30%

30%

100%

4D

24%

23%

23%

70%

30%

30%

100%

5 rate

24%

23%

23%

70%

15%

15%

30%

100%

note

[1] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

[2] Il termine inizialmente previsto per presentare la domanda di rottamazione era il 31 marzo 2017.

[3] Rateazioni concesse ai sensi dell’art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.


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