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Lo sai che? Chi dichiara la prescrizione?

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2017

Se il tuo debito è scaduto e vuoi far dichiarare la prescrizione devi per forza ricorrere al giudice.

Se hai letto la nostra guida su Quando decade un debito saprai certamente che, scaduto un certo lasso di tempo – che è diverso a seconda della natura del debito stesso – il creditore non può più pretendere, dal debitore, i soldi da questo dovutigli. È il meccanismo della cosiddetta «prescrizione». Ma chi dichiara la prescrizione? In altri termini, come ci si può liberare dalle pretese del creditore che insiste per ottenere un pagamento per un debito scaduto e, quindi, a lui non più dovuto? Chi accerta e decide la prescrizione? La soluzione è molto più facile di quanto non si possa pensare. Cerchiamo di capire, quindi, qual è la procedura per far dichiarare la prescrizione.

La prescrizione è un meccanismo che opera in automatico. Non c’è bisogno di alcuna attività. Basta che trascorra la mezzanotte dell’ultimo giorno previsto dalla legge come tempo utile per richiedere il pagamento. Dopodiché, anche senza l’intervento di un giudice o di un tribunale, il credito cade in prescrizione e nulla è più dovuto. Beninteso: il creditore può sempre allungare la prescrizione (leggi Come allungare la prescrizione) se si attiva prima della scadenza; ma quand’anche lo faccia e, dopo l’atto interruttivo, decorre di nuovo tale termine, il debitore è affrancato dall’obbligo di pagare.

Ti sembrerà, a parole, molto facile dire che la prescrizione è automatica, ma nei fatti come puoi liberarti dal creditore che, magari, per strada o per telefono ti ricorda sempre di pagare? Come dormire sonni tranquilli con la certezza matematica che nessuno ti intimerà mai il pagamento e che nessun ufficiale giudiziario verrà a casa tua a pignorarti i beni? Esistono due modi per far dichiarare la prescrizione: difendersi o attaccare. Cerchiamo di spiegarci meglio.

Difendersi

Immaginiamo che un creditore solleciti un pagamento ormai prescritto. Il debitore può limitarsi a far finta di nulla, in attesa che il creditore lo citi in causa. In tal caso, al debitore basterà costituirsi in giudizio, difendersi ed eccepire la prescrizione: in altre parole gli basta far notare al giudice che si è verificata ormai la prescrizione e che, in tale frangente, il creditore è stato completamente inerte. In questo modo il giudice dichiara la prescrizione e, con la sentenza in mano, il debitore può stare tranquillo che nessuno più lo molesterà.

Il creditore potrebbe, piuttosto che agire con una citazione, notificare al debitore un decreto ingiuntivo. In tal caso il debitore deve sollevare l’opposizione entro 40 giorni e, anche in questo caso, eccepire la prescrizione. Il giudice dichiarerà la prescrizione e revocherà il decreto ingiuntivo.

Attaccare

Immaginiamo però che il debitore sia una persona piuttosto ansiosa, a cui non piace dormire con l’idea che, da un momento all’altro, potrà arrivargli una citazione in causa o il postino con l’ennesima diffida. Insomma, vuol farla finita con questa spada di Damocle delle pretese di pagamento da parte del creditore. Che può fare? Anziché attendere che ad agire sia il creditore, può egli stesso avviare una causa (cosiddetta «azione di accertamento negativo del credito») e chiedere al giudice di dichiarare la prescrizione. Così, con la conseguente sentenza, il debitore non dovrà più temere alcuna richiesta di pagamento.

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Autore immagine: 123rf com


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