Professionisti La revocazione

Professionisti Pubblicato il 25 marzo 2017

Articolo di




> Professionisti Pubblicato il 25 marzo 2017

I mezzi di impugnazione delle sentenze: la revocazione ordinaria e straordinaria. Quali sono i motivi dell’impugnazione per revocazione?

La revocazione è un mezzo di impugnazione diretto contro un vizio della volontà del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, ed è fondata sulla esistenza di particolari circostanze che, se fossero state conosciute dal giudice, avrebbero portato ad un giudizio diverso.

La revocazione può essere:

  • ordinaria, quando impedisce il passaggio in giudicato della sentenza essendo proponibile entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o entro sei mesi (non più un anno, ex 69/2009) dalla pubblicazione;
  • straordinaria, quando è proponibile anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza.

Sono impugnabili per revocazione le sentenze pronunciate in unico grado (inappellabili) o in grado di appello.

 

Possono essere impugnati per revocazione i provvedimenti della Corte di Cassazione?

La riforma del processo di cassazione di cui al D.Lgs. 2-2-2006, n. 40 ha esteso l’impugnazione per revocazione a tutti i provvedimenti della Suprema Corte se pubblicati a decorrere dal 2 marzo 2006 (ex  art. 27, co. 2, D.Lgs. 40/2006).

Più precisamente l’art. 391bis c.p.c. prevede l’espressa impugnabilità — sempre e solo per errore di fatto ai sensi dell’art. 395, numero 4 c.p.c. — oltre che delle sentenze della Corte di Cassazione (di qualunque contenuto) anche delle ordinanze pronunciate ai sensi dell’art. 375, co. 1, numeri 4 e 5 c.p.c. Inoltre, ai sensi dell’art. 391ter c.p.c., il provvedimento con il quale la Corte ha deciso la causa nel merito (ai sensi dell’art. 384 c.p.c.) è impugnabile per revocazione per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 del primo comma dell’art. 395 c.p.c. e per opposizione di terzo.

La L. 25-10-2016, n. 197, di conversione del D.L. 31-8-2016, n. 168 per ottenere la ragionevole durata del procedimento è intervenuta nella normativa procedurale distinguendo il procedimento di correzione (per il quale non ci sono limiti di tempo) dalla revocazione delle sentenze di Cassazione, per le quali è previsto un limite da 60 giorni dalla notificazione a sei mesi dalla pubblicazione. Sul ricorso  per revocazione, anche per le ipotesi regolate dall’art. 391ter, la Corte pronuncia nell’osservanza delle disposizioni di cui all’art. 380bis, c. 1 e 2, se ritiene l’inammissibilità, altrimenti rinvia alla pubblica udienza della sezione semplice (art. 391bis). Detta riforma, però, si applica ai ricorsi depositati dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge (pubblicata in G.U. 29-10-2016, n. 254) ed ai ricorsi per i quali non è stata ancora fissata l’udienza o l’adunanza in camera di consiglio (art. 1bis, c. 2, D.L. 168/2016 conv. dalla L. 197/2016   cit.).

È proponibile la revocazione straordinaria anche nei confronti di altri provvedimenti a contenuto decisorio: il decreto ingiuntivo (art. 656), il lodo arbitrale (art. 831), le ordinanze di convalida di sfratto o licenza per finita locazione (C. Cost. 20-12-1989, n. 558) le ordinanze di convalida di sfratto per morosità che siano l’effetto del dolo di una delle parti in danno dell’altra (C. Cost. 20-2-1995, n. 51).

Quali sono i motivi dell’impugnazione per revocazione?

I motivi di revocazione sono tassativamente indicati dall’art. 395:

  1. se la sentenza è l’effetto del dolo di una delle parti in danno dell’altra;
  2. se si è giudicato in base a prove riconosciute  o dichiarate  false;
  3. se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi, non prodotti per causa di forza maggiore o fatto dell’avversario;
  4. se la sentenza è l’effetto di errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa;
  5. se la sentenza è contraria ad altra avente autorità di giudicato tra le stesse parti;
  6. se la sentenza è l’effetto del dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato.

Poiché i vizi elencati sub 4) e 5) possono essere rilevati sulla base della sola sentenza, non sussiste, rispetto ad essi, la necessità di garantire la possibilità di impugnare anche oltre i limiti del giudicato. In tali casi, perciò, la revocazione non ha i caratteri propri dell’impugnazione straordinaria e deve essere proposta prima del passaggio in giudicato della sentenza (revocazione ordinaria).

Termini per la revocazione

I termini per la revocazione sono fissati in:

  • 30 giorni dalla notifica della sentenza, per i nn. 4 e 5;
  • 30 giorni dalla scoperta del dolo o della falsità, dal recupero del documento, o dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta il dolo del giudice negli altri casi.

Legittimazione e procedimento

Legittimato attivo nell’impugnazione per revocazione è la parte soccombente; legittimato passivo, l’altra parte.

Anche il PM. è legittimato, quando la sentenza è stata pronunciata senza la sua preventiva audizione, o quando la sentenza è effetto della collusione delle parti diretta a frodare la legge.

La domanda si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, inteso, ovviamente, come stesso ufficio giudiziario e non come medesima persona fisica. si propone con ricorso se si tratta di revocazione di sentenza della Cassazione o nei processi di rito speciale (controversie locative).

il procedimento è quello ordinario, e si svolge con una fase rescindente (in cui si valuta l’esistenza o meno del motivo di revocazione) ed una fase rescissoria (in cui è deciso il merito della causa) e si conclude con sentenza.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI