Professionisti L’opposizione di terzo

Professionisti Pubblicato il 25 marzo 2017

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I mezzi di impugnazione delle sentenze, l’opposizione di terzo ordinaria e straordinaria; la procedura prevista dal codice di procedura civile.

Concetto e casi

L’opposizione di terzo (artt. 404 e ss.) è un mezzo di impugnazione straordinario, in quanto proponibile nonostante il passaggio in giudicato della sentenza, concesso al terzo per rimuovere gli effetti pregiudizievoli che una sentenza, pronunciata tra altre persone, può avere sulla sua sfera giuridica.

L’opposizione di terzo presenta alcune caratteristiche eccezionali:

  • è proponibile da chi non fu parte, ma terzo, nel giudizio sfociato nella sentenza impugnata;
  • è un rimedio facoltativo in quanto la sua mancata proposizione non determina preclusioni. infatti le ragioni non fatte valere con l’opposizione di terzo potrebbero essere tutelate, con altri strumenti giuridici quali l’eccezione di inopponibilità della sentenza pronunciata inter alios o una autonoma azione di accertamento finalizzata alla dichiarazione della inopponibilità della sentenza al terzo e della sussistenza del diritto di quest’ultimo anche se incompatibile con la sentenza stessa.

L’opposizione di terzo può essere:

  • Ordinaria (art. 404, co. 1). È quella concessa ai terzi che siano titolari di un diritto assolutamente incompatibile col diritto dichiarato nella sentenza pronunziata «inter alios», ovvero di un diritto dipendente dal titolo in base al quale il diritto dichiarato nella sentenza fu fatto valere;
  • revocatoria (art. 404, co. 2). È quella concessa ai terzi — creditori o aventi causa d’una delle parti — che soffrirebbero un pregiudizio di fatto, quando la sentenza sfavorevole al loro debitore o dante causa, sia stata pronunciata a loro danno per effetto di dolo o collusione tra le parti.

 

Il Procedimento di opposizione di terzo

La sentenza, per essere opponibile dal terzo, deve essere passata in giudicato o deve essere, comunque, esecutiva.

La competenza appartiene allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.

Le forme del procedimento sono quelle da osservare davanti al giudice presso il quale è proposta l’opposizione.

L’opposizione ordinaria non è soggetta a termini.

L’opposizione revocatoria va, invece, proposta entro trenta giorni (art. 325). il termine decorre dal giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza   del dolo o della collusione.

La sentenza che pronuncia sull’opposizione di terzo decide insieme il rescindente e il rescissorio (e cioè ha una duplice direzione: da un lato elimina la sentenza opposta viziata, cd. giudizio rescindente; quindi, in un momento logicamente successivo, decide il merito della causa, cd. giudizio rescissorio).


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