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Lo sai che? Cosa succede se abbandono una causa?

Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

Fondo intercluso con servitù di passaggio coatto: venderò il fondo a una delle persone confinanti, a cui non interessa il passaggio in causa. Io abbandono la causa. Cosa dice la legge in proposito?

 

Al fine di rispondere al quesito è bene ricordare che cosa s’intende per servitù e qual è la finalità di questo istituto.

Il codice civile definisce la servitù come quel peso imposto sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente ad un altro proprietario.

Affinché possa costituirsi un diritto di servitù sono, dunque, necessari due presupposti:

  • che il peso imposto sul fondo servente sia rivolto a soddisfare un’esigenza di utilità in favore del fondo dominante;
  • che i fondi appartengano a due soggetti diversi.

L’utilità poi può avere svariati contenuti potendo anche consistere nella semplice maggiore comodità o addirittura nella maggiore amenità del fondo dominante.

Le servitù possono essere volontarie o coattive. Si dicono servitù volontarie quando vengono liberamente costituite dai soggetti interessati mediante contratto o per testamento. Al contrario la servitù si definisce coattiva quando il diritto alla costituzione della servitù è riconosciuto dalla legge: in tal caso, qualora manchi un contratto, il diritto reale in esame potrà essere costituito mediante una sentenza.

Solo per completezza esplicativa, si parla di fondo intercluso facendo riferimento al caso in cui un fondo è circondato da altri fondi e non ha alcuna uscita sulla via pubblica né l’uscita sulla pubblica via può essere realizzata senza eccessivo dispendio economico o disagio. In ipotesi del genere è la legge stessa che riconosce al proprietario del fondo intercluso il diritto ad ottenere la costituzione di una servitù di passaggio sui fondi confinanti legittimando, nel caso di volontà contraria dei proprietari dei fondi limitrofi, l’intervento del giudice.

In ultimo, è bene ricordare che, tra i modi di estinzione della servitù, l’ipotesi principale è data dall’estinzione per confusione: con questa espressione s’intende dire che la servitù si estingue quando la proprietà del fondo dominante e quella del fondo servente si riuniscono in capo alla medesima persona.

Il lettore non precisa quante siano le parti in causa: in altre parole non dice se il processo è stato instaurato soltanto tra lui e la persona alla quale ora intende vendere il fondo o se vi sono altre parti processuali, quindi i proprietari di altri fondi con i quali il suo terreno eventualmente confina e che potrebbero avere un interesse nel processo in atto. Qualora la causa presenti solo due parti processuali (cioè il lettore ed il proprietario del fondo servente), la riunione della qualità di proprietario dei fondi confinanti in capo alla medesima persona a seguito della compravendita determinerà il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio. In tal caso verrà dichiarata la cosiddetta cessazione della materia del contendere, cioè il giorno dell’udienza verrà riportato nel verbale d’udienza, per il tramite del difensore, che il lettore e la controparte processuale non hanno più alcun interesse a proseguire il giudizio avendo raggiunto un accordo transattivo mediante la vendita del terreno. Il giudice, preso atto della nuova situazione venutasi a creare ed accertata l’avvenuta compravendita (sarà bene produrre quindi una copia del contratto di vendita), pronuncerà la cessazione della materia del contendere con sentenza.

Nel caso in cui invece le parti processuali siano più di due la soluzione non è così immediata poiché è possibile che le altre parti in causa abbiano interesse alla definizione del giudizio. In tale ipotesi sarà opportuno che il giorno dell’udienza il lettore chieda, sempre per il tramite del suo difensore, che il giudice disponga la cessazione della materia del contendere nei suoi confronti in quanto, essendosi spogliato della qualità di proprietario del fondo, egli non è più un soggetto attivo della causa. A sua maggior tutela è bene che nel contratto di compravendita, che dovrà essere prodotto in udienza, l’acquirente dichiari di sollevarlo da ogni responsabilità inerente il fondo in oggetto. Tuttavia l’acquirente del suo fondo, avendo acquisito la qualità di proprietario, subentrerà nella sua posizione processuale. Al fine di ottenere l’interruzione del processo per cessata materia del contendere il nuovo proprietario dovrà raggiungere un accordo con le altre parti processuali che dovranno anch’esse dichiarare di non aver più alcun interesse a proseguire la causa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo


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