HOME Articoli

Lo sai che? Come fare a riaprire un processo penale?

Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

Denuncia per violenza privata, procedimento archiviato: cosa devo fare per far riaprire il processo?

La riapertura delle indagini preliminari a seguito di decreto di archiviazione può essere chiesta dal pubblico ministero al giudice per le indagini preliminari soltanto, nel caso in cui la richiesta sia motivata dalla esigenza di nuove investigazioni [1].

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, anche con una pronuncia delle stesse Sezioni Unite, ha precisato che per nuove investigazioni debbano intendersi nuove acquisizioni pervenute in un secondo momento a seguito di nuovi apporti provenienti da fonti diverse rispetto a quelle valutate nel procedimento archiviato [2] e che il giudice per le indagini preliminari non può non autorizzare la riapertura delle indagini a seguito di successiva richiesta formulata dallo stesso pm e ciò anche quando non siano emersi nuovi elementi e l’organo dell’accusa si limiti a prospettare al giudice un nuovo piano di indagine [3].

In altre parole, non è necessario che il pubblico ministero fondi la propria richiesta su elementi nuovi, perché egli potrà anche richiedere di compiere nuove indagini finalizzate ad accertare l’ipotetica esistenza di elementi nuovi; l’unica causa che impedisce la riapertura delle indagini è il fatto che la richiesta del pm sia fondata esclusivamente su di una possibile valutazione diversa degli elementi di prova già acquisiti e conosciuti al momento dell’archiviazione.

Da quanto espone il lettore, le fotografie scattate dai Carabinieri non sono state – stranamente – trasmesse al pubblico ministero unitamente alla comunicazione della notizia di reato, quindi né il lettore, né il suo avvocato, né il pm o il gip hanno potuto esaminarle prima che fosse pronunciato il provvedimento di archiviazione. Pertanto, se il lettore è sicuro che tali fotografie non erano inserite nel fascicolo delle indagini preliminari e che esse apportano elementi nuovi non conoscibili sulla base della sola relazione dei Carabinieri, potrebbe utilmente utilizzarle per indurre il pm a richiedere al gip la riapertura delle indagini. Gli sarà, però, probabilmente chiesto di spiegare come e quando egli ha ottenuto queste fotografie e, se dovesse emergere che ne era venuto a conoscenza (lui o il suo avvocato) prima dell’archiviazione, difficilmente la sua richiesta sarà seguita dal pm o accolta dal gip. Lo stesso può dirsi per la registrazione della chiamata e per la testimonianza sui fatti, perché queste ben potevano esposte e acquisite al momento dell’opposizione alla richiesta di archiviazione. Sebbene, infatti, non si impedisca la riapertura delle indagini nel caso in cui al momento dell’archiviazione gli elementi su cui si fonda la richiesta erano già a conoscenza della persona offesa, ma non del pm, il fatto di avere omesso di esporre tali fatti al momento dell’opposizione potrebbe essere giudicato negativamente sia dal pm che dal gip.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Andrea Iurato

note

[1] Art. 414 cod. proc. pen.

[2] Cass., SS.UU., sent. n. 9 del 2000.

[3] Cass. sent. n. 15615 del 2004.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI