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Come aprire un asilo famiglia in casa

30 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2017



Negli ultimi tempi gli asilo famiglia sono diventati una realtà anche in Italia in quanto forniscono un servizio utile e, allo stesso tempo, rappresentano un’interessante opportunità di lavoro.

Il concetto di asilo famiglia trae origine nel nord Europa, nascendo come valida alternativa agli asili nido pubblici e privati. L’idea viene accolta immediatamente con favore in quanto in questo modo molte donne inoccupate a causa delle recenti gravidanze potevano aprire la propria casa per i bambini di altre donne impegnate con il lavoro, mettendo in pratica un’attività remunerativa.

Nell’asilo famiglia una mamma con uno o più figli, mette a disposizione la propria casa e accoglie altri bambini, nutrendoli e accudendoli in un orario diurno prestabilito, dietro il pagamento di una retta mensile che si aggira intorno ai 300/600 euro, a seconda degli orari e dei servizi offerti.

Pertanto, il nido famiglia, svolto da una persona nella sua abitazione, si rivolge a bambini dai 3 ai 36 mesi che non devono essere più di 4 o 5 per educatrice, il numero è importante per garantire loro l’attenzione necessaria e l’assistenza simile a quella che una madre rivolge al proprio figlio. Tale attività può essere aperta in una casa di proprietà, affitto o comodato d’uso, in locali condominiali comuni o in saloni parrocchiali o comunali. E’ essenziale che tutti gli ambienti rispettino i canoni di sicurezza e di igiene per l’incolumità dei bambini, devono essere luminosi, ben areati, adeguatamente puliti e senza pericoli. Inoltre, gli impianti a gas e ed elettrici devono essere a norma, con prese di corrente protette.

Gli spazi dedicati ai bambini devono essere di almeno 4 mq a testa, se si trovano all’interno di un’abitazione privata non devono interferire con gli spazi abitativi. Chi desidera aprire un nido famiglia deve essere in possesso di un titolo di studio, come ad esempio il diploma del liceo psico-pedagogico o la laurea in scienze della formazione primaria, e, in particolare, deve aver frequentato dei corsi di formazione finanziati dalla Regione e prestare un certo numero di ore di tirocinio.

Con riferimento all’organizzazione societaria, il nido famiglia può presentarsi sotto diverse forme:

  1. a) è possibile costituire una cooperativa, aperta da un gruppo di persone che devono poi per legge figurare come ditta artigiana o associazione in partecipazione;
  2. b) è possibile costituire una ditta individuale volta alla prestazione di servizi;
  3. c) se la struttura è di una famiglia, è possibile stipulare un’associazione con scrittura privata che disciplini i rapporti tra le famiglie associate. Le Regioni possono prevedere anche dei contributi con appositi bandi, utili alla ristrutturazione e organizzazione dei locali.

Dal punto di vista burocratico è necessario rivolgersi al Comune della città in cui si intende aprire l’asilo famiglia, depositando la comunicazione di inizio attività presso l’Ufficio dei Servizi Sociali.

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