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Lo sai che? Denuncia archiviata: decisione impugnabile?

Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2017

Ho fatto una denuncia ma è stata archiviata. Se e come ci si può appellare alla decisione di archiviazione presa dal magistrato? 

La decisione del pubblico ministero di iscrivere un procedimento nel registro degli atti non costituenti notizie di reato non è impugnabile in alcun modo.

Il codice di procedura penale, infatti, prevede che siano impugnabili solo i provvedimenti relativi alle richieste di archiviazione del pubblico ministero e ai decreti di archiviazione del giudice per le indagini preliminari; in questi casi, infatti, si tratta di provvedimenti che sono conseguenti all’iscrizione di una notizia di reato e che, in quanto tali, sono soggetti al controllo di un giudice.

Nel caso che riguarda il lettore, invece, non vi è mai stata l’iscrizione di una notizia di reato, ma direttamente la registrazione della sua denuncia nel registro degli atti non costituenti notizia di reato; questo atto è proprio del pubblico ministero e non può essere sindacato da alcun giudice.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione è univoca e consolidata nell’affermare che il denunciante in questi casi non può presentare alcun tipo di ricorso o impugnazione, potendo al massimo limitarsi a presentare una nuova denuncia, oppure – in casi estremi – a denunciare l’omissione del pubblico ministero laddove un fatto che costituisce palesemente un reato non venga registrato come tale.

Con riferimento ai fatti che il lettore ha esposto in denuncia, si può consigliare di evitare la via penale, poiché in effetti – da quel che emerge nella denuncia – ciò che egli lamenta (non corretta esecuzione a regola d’arte delle opere di rifacimento del tetto di un fabbricato condominiale e non realizzazione come da progetto e da computo metrico estimativo approvato) ha valore di una semplice controversia civilistica e non pare avere rilevanza penale. Si consiglia, pertanto, di rivolgersi ad un avvocato civilista per valutare come procedere per ottenere giustizia; se invece il lettore fosse a conoscenza di elementi che dovessero fornire rilevanza penale a questi fatti – ad esempio un qualche raggiro volto a celare i difetti dei lavori svolti, ciò che comporterebbe la commissione di una truffa – allora potrebbe provare a presentare una nuova querela, avendo cura di evidenziare i fatti di rilevanza penale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Andrea Iurato


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