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Lo sai che? Posso donare denaro a mio figlio senza andare dal notaio?

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2017

Posso dare a mio figlio che ha una propria famiglia una somma non modica in denaro (120.000 €), evitando un atto notarile, con relativo costo (si tratterebbe di una donazione)?

Dal punto di vista fiscale, la legge [1] stabilisce che per le donazioni a favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro l’imposta è determinata dall’applicazione dell’aliquota al 4%. Da ciò si desume che sotto questa soglia, la donazione effettuata da un padre a favore del figlio non è soggetta a tassazione alcuna.

Ovviamente, la somma – non essendo irrisoria – potrà far scattare un campanello d’allarme nei confronti dell’Agenzia delle Entrate che, evidenziata la disposizione bancaria, potrà avviare le relative verifiche volte ad accertare la provenienza lecita o meno delle somme donate. Pertanto, potrà accadere che qualche funzionario convochi il lettore per avere dei chiarimenti sulla provenienza di quel denaro; tuttavia, basterà provare che le stesse sono frutto di risparmi decennali, oltre che della buona uscita lavorativa (tfr), per giustificare la movimentazione economica. Stesso discorso potrà verificarsi nei confronti del figlio anche se, bonifico alla mano, l’Ente accertatore potrà tracciare la provenienza di quel denaro e, quindi, potrà dedurre la ragione liberatoria del bonifico da effettuato dal lettore. Sul punto, si consiglia comunque di specificare nella causale le ragioni del bonifico, in modo tale da rendere infraintendibile il passaggio di denaro. Dal punto di vista civilistico, il codice civile [2] dispone l’esenzione dall’atto pubblico per le donazioni di modico valore: la donazione di modico valore che ha per oggetto beni mobili è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata la tradizione. La modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante. Pertanto, se il patrimonio del lettore avesse una consistenza milionaria, allora questa donazione potrebbe essere considerata come di modico valore e, così, esente da qualsiasi onere formale. Viceversa, se queste somme – come pare di desumere – sono frutto di anni di risparmi, allora le somme che si vogliono donare dovranno essere formalizzate da un Pubblico Ufficiale. Conseguenza dell’omessa stipula dell’atto pubblico è la nullità dell’atto per assenza di forma [3]. Tuttavia, come pare di capire, questa disposizione non dovrebbe nuocere agli interessi di nessun altro soggetto, visto che non esistono debiti a carico del lettore, né ulteriori “potenziali” eredi che potrebbero essere lesi da questa disposizione liberatoria. E così, in assenza di controinteressati, la mancata contestazione di quella donazione affetta da nullità per vizio di forma, continuerà a produrre i suoi effetti e il figlio, quale beneficiario, potrà godere delle relative somme.

Per maggiori informazioni sul tema leggi Come donare denaro al figlio senza avere problemi con il fisco.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

note

[1] Art. 2, co. 49, d.l. n. 262 dello 03.10.2006, convertito con l. n. 286 del 24.11.2006.

[2] Art. 783 cod. civ.

[3] Art. 782 cod. civ.


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