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Lo sai che? Riscatto degli anni di laurea per anticipare la pensione

Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2017

Riscatto del corso di studi universitario: come funziona, utilità dei contributi riscattati per il diritto e la misura della pensione.

In quest’ultimo periodo, con l’entrata in vigore della normativa sul cumulo dei contributi, che consente di raggiungere la pensione sommando i versamenti presenti in casse diverse, si parla molto anche di riscatto degli anni di laurea. Il riscatto del corso di studi, difatti, consentendo all’interessato di contare su diversi anni di contributi ulteriori, può essere molto utile per anticipare la pensione, sommando il periodo della laurea agli anni di contributi presenti in diverse casse.

Tuttavia, in molti nutrono forti dubbi sull’utilità del riscatto, soprattutto a causa dei costi che questo comporta. Effettivamente, in base alle regole attuali, il riscatto è conveniente per i lavoratori a inizio carriera, mentre risulta eccessivamente oneroso per chi è vicino alla pensione: il problema, però, è che i lavoratori a inizio carriera godono di scarse possibilità economiche, delle quali invece sono dotati i lavoratori a fine carriera.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza, sia sull’utilità dei contributi da riscatto per la pensione, sia sui loro costi.

Contributi da riscatto: diritto e misura della pensione

Va innanzitutto chiarito che i contributi da riscatto degli anni di laurea sono utili sia al diritto che alla misura della pensione: in pratica, questi contributi avvicinano il lavoratore alla pensione e aumentano anche l’ammontare dell’assegno, come i contributi obbligatori.

Bisogna poi sapere che i contributi da riscatto sono ammessi in tutte le gestioni previdenziali (ad esempio, può riscattare la laurea sia un dipendente che un commerciante), inclusa la Gestione Separata [1] e le casse dei professionisti, anche se queste ultime gestioni hanno delle regole particolari per determinare l’onere di riscatto.

Riscatto della laurea: calcolo del costo

Veniamo ora al calcolo dei costi del riscatto. La determinazione dell’onere è differente a seconda che il periodo da riscattare sia calcolato col sistema retributivo (sino al31 dicembre 1995, per chi ha meno di 18 anni di contributi alla stessa data, o sino al 31 dicembre 2011, per chi ne possiede almeno 18) o contributivo:

  • se si utilizza il calcolo retributivo, bisogna:
    • calcolare la pensione includendo i periodi da ricongiungere ed escludendoli;
    • fare la differenza tra i due trattamenti;
    • moltiplicare la differenza per un coefficiente, diverso per uomini e donne, per individui inattivi e attivi, che varia con l’età e la contribuzione posseduta al momento della domanda;
    • il risultato di questa complessa operazione corrisponde all’onere di riscatto, che può essere pagato in 120 rate, con interessi;
  • se si utilizza il calcolo contributivo, per ogni anno riscattato è necessario applicare l’aliquota vigente nella gestione previdenziale a cui appartiene l’iscritto (33% per i dipendenti) per il reddito imponibile degli ultimi 12 mesi.

Riscatto della laurea: calcolo del costo per gli inoccupati

Se l’interessato non ha mai lavorato, dunque non risulta iscritto ad alcuna gestione previdenziale, l’onere si calcola applicando al minimale della gestione artigiani e commercianti (15.548 euro nel 2017) l’aliquota contributiva vigente nella gestione dipendenti (come abbiamo detto, pari al 33%).

In questo caso, gli anni riscattati sono dunque determinati col metodo contributivo e non potranno dar luogo all’eventuale passaggio dal sistema contributivo al retributivo-misto.

Dato che il lavoratore, al momento del riscatto, non è iscritto ad alcuna gestione, essendo inoccupato, il montante maturato è trasferito, a domanda dell’interessato, presso la gestione previdenziale di prima iscrizione. La norma comunque non prevede un obbligo di presentazione della domanda di trasferimento all’atto dell’iscrizione alla prima gestione previdenziale obbligatoria: si può quindi inoltrare la richiesta anche in un momento successivo, trasferendo i contributi in una gestione diversa dalla prima.

Riscatto della laurea: benefici fiscali

L’onere relativo al riscatto della laurea può essere dedotto fiscalmente dal reddito dell’interessato.

Se l’interessato non ha reddito, il familiare che lo ha fiscalmente a carico può detrarre il 19% dell’onere dalle imposte.

note

[1] D.lgs 184/1997.


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