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Naspi, spetta se non è sottoscritto il patto di servizio?

16 Aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Aprile 2017



L’indennità di disoccupazione spetta se il lavoratore non ha sottoscritto il patto di servizio, pur avendo reso la dichiarazione di disponibilità?

Percepisco la Naspi, ho reso la did e ho contattato il centro per l’impiego per sottoscrivere il patto di servizio, ma non mi hanno mai richiamato: perdo l’indennità?

La percezione dell’indennità di disoccupazione (Naspi) non può essere pregiudicata, nel caso del lettore, dalla mancata sottoscrizione del patto di servizio.

In particolare, per quanto riguarda Naspi e patto di servizio, il decreto di riforma attuativo del Jobs Act [1] prevede, per il lavoratore, l’obbligo di rendere la Did (cioè la dichiarazione di immediata disponibilità a un nuovo impiego e alla formazione e riqualificazione).

La Did può essere resa anche in sede di presentazione della domanda di disoccupazione, quindi presso l’Inps, o, ancora, presso il portale Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), non solo presso il centro per l’impiego.

Naspi e patto di servizio

Una volta resa la Did, il lavoratore ha l’obbligo di contattare il centro per l’impiego, entro 15 giorni, per sottoscrivere il patto di servizio, cosa che il lettore, nel caso di specie, ha fatto. L’interessato, contattando il centro per l’impiego per richiedere la sottoscrizione del patto di servizio, ha dunque adempiuto correttamente a tutti gli obblighi di legge.

Se, in seguito, il centro per l’impiego non ricontatta più il disoccupato per sottoscrivere il patto di servizio, questi non può essere sanzionato con la sospensione, la decurtazione o la perdita della Naspi, in quanto da parte sua non c’è stato alcun inadempimento.

L’interessato può essere sanzionato, invece, nel caso in cui il centro per l’impiego lo convochi per sottoscrivere il patto di servizio e non si presenti. Nei casi in cui, al contrario, il lavoratore si sia reso disponibile alla stipula del patto di servizio e i servizi per l’impiego non lo contattino, non solo l’interessato continua a percepire la disoccupazione, ma, trascorsi 60 giorni, il disoccupato può richiedere l’assegno di ricollocazione, anche tramite il portale Anpal.

Ma vediamo ora quali sono i casi in cui l’interessato perde l’indennità di disoccupazione.

Sanzioni per mancata partecipazione alle attività

Chi percepisce un’indennità di disoccupazione, Naspi, Asdi, Dis Coll o mobilità, in caso di mancato rispetto ingiustificato degli obblighi assunti con la sottoscrizione del patto di servizio subisce delle pesanti sanzioni, che arrivano alla perdita dell’indennità e dello stato di disoccupazione.

Vediamo quali sono le sanzioni previste per ogni violazione:

  • in caso di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti, previsti per la conferma dello stato di disoccupazione e per la profilazione e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché per la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività, si applicano le seguenti sanzioni:
    • la decurtazione di un quarto di una mensilità, corrispondente a 8 giorni di prestazione, in caso di prima mancata presentazione;
    • la decurtazione di una mensilità, corrispondente a 30 giorni di prestazione, alla seconda mancata presentazione;
    • la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione;
  • le stesse sanzioni appena elencate si applicano anche in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro (in relazione alla sola Asdi, l’indennità di disoccupazione spettante dopo la Naspi, è prevista la decurtazione di una mensilità e la concessione dei soli incrementi per carichi familiari, in caso di prima mancata presentazione e la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, per la seconda mancata presentazione);
  • in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva del lavoro e in caso di mancata partecipazione allo svolgimento di attività ai fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, si applicano le seguenti sanzioni:
    • la decurtazione di una mensilità, corrispondente a 30 giorni di prestazione, alla prima mancata partecipazione;
    • la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione;
    • in caso di mancata accettazione, in assenza di giustificato motivo, di un’offerta di lavoro congrua si applica la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione;
    • per l’Asdi, si ha, in tutti e tre i casi, la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.

Decorrenza delle sanzioni

Le sanzioni elencate decorrono dal giorno successivo a quello in cui si è verificata la violazione e sono immediatamente applicate dall’Inps, dato che l’istituto ne viene a conoscenza tramite il sistema informativo unitario delle politiche attive, in tempo reale.

In relazione alle sanzioni, il lavoratore perde non solo l’indennità di disoccupazione, ma anche i contributi figurativi, per il periodo di applicazione della decurtazione.

Se il provvedimento sanzionatorio viene comunicato all’Inps quando l’interessato ha già terminato di percepire la disoccupazione, questi deve restituire l’importo dovuto.

Ricorso contro le sanzioni

Contro i provvedimenti sanzionatori adottati dai centri per l’impiego, il lavoratore può proporre ricorso all’Anpal, che provvede ad istituire un apposito comitato con la partecipazione delle parti sociali.

L’Inps deve comunque notificare ai titolari delle prestazioni di disoccupazione un’apposita comunicazione che indichi la violazione e la corrispondente sanzione, assieme alla durata della decurtazione della prestazione espressa in giornate.


note

[1] Dlgs 150/2015.


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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    articolo esaustivo e utile, peccato però che forse le leggi e i procedimenti non vengono recepiti (spesso nemmeno creati) in modo corretto e completo da tutti, e come spesso accade in Italia ogni realtà locale evidentemente fa un pò come gli pare.
    Sto per richiedere l’indennità di disoccupazione e ho pronti tutti i documenti ad eccezione di questo “Patto di Servizio”, conditio sine qua non per ricevere l’indennità Naspi; il mio obbiettivo è ovviamente quello di completare tutte le procedure il prima possibile e col minimo dispendio di tempo e risorse. Premesso che ho già protocollato online il mio stato occupazionale, lo scenario è abbastanza confuso:

    – il centro per l’impiego mi dice che senza la ricevuta della richiesta telematica dell’INPS non mi sottoscrivono il Patto di Servizio

    – in una rapida consulenza presso il CAF mi viene invece detto che posso fare il Patto di Servizio al cpi prima di fare la richiesta telematica della Naspi sul sito dell’INPS o presso il caf stesso, procedura confermata da un mio amico che ha firmato il Patto presso il cpi (di un comune diverso dal mio) contestualmente alla variazione dello stato occupazionale, ed ha portato poi tutte le carte al suo caf.

    – di due operatrici del numero verde INPS a cui ho chiesto chiarimenti una non sa cosa dirmi, l’altra mi conferma, dopo una ripassata al riferimento normativo che avrebbe già dovuto conoscere, che si fa prima la richiesta telematica

    Ditemi voi se questa è una situazione chiara.

  2. Salve, percepisco la Naspi ma non ho stipulato il Patto di servizio, sia per mia negligenza che per quella del patronato a cui mi sono rivolto. Ho letto però il Dlgs 150/2015 art. 21 comma 2 che riporta chiaramente che se non è l’utente a recarsi entro 15 giorni al Cpi è dovere del Cpi stesso contattarlo entro 60 giorni per la stipula del Patto di Servizio. E’ corretto?

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