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Piani di investimento detassati: ecco quando non paghi tasse

14 Dicembre 2016
Piani di investimento detassati: ecco quando non paghi tasse

La detassazione dei Piani Individuali di Risparmio sono esenti da imposizione, ecco i massimali e i requisiti per potere usufruire del beneficio.

Si chiamano PIR ovvero Piani individuali di risparmio e sono esenti da imposta sui redditi diversi e di capitale.

Dal 2017 cambia difatti la normativa di settore, chi investe in un piano individuale potrà avere di fatto la possibilità di ridurre il  proprio carico fiscale.
Il nuovo regime si pone come obiettivo principale quello di stimolare l’investimento nel capitale di rischio delle imprese.

Il regime fiscale in questione prevede l’esenzione da imposizione dei redditi diversi e redditi di capitale derivanti dagli strumenti finanziari compresi nei Pir.

Quali investimenti non sono esenti?

Non sono esenti i redditi di capitale e i redditi diversi derivanti dalla detenzione o negoziazione di partecipazioni qualificate e quelli che concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef del risparmiatore.

Fino a quanto si può investire in regime di esenzione?

L’ investimento massimo previsto per i PIR in regime di esenzione non può superare i 30mila euro per ciascun anno solare, fino a uno stock massimo di 150mila euro.

Requisiti per usufruire dell’esenzione 

Per usufruire dell’esenzione è necessario che si rispettino i seguenti requisiti:

  • che almeno il 70% del valore del PIR sia investito in azioni o quote di società non immobiliari, anche non quotate, che siano fiscalmente residenti in Italia oppure in altri Paesi Ue o dello Spazio economico europeo, e che abbiano una stabile organizzazione in Italia;
  • che almeno il 30% della quota del 70% (pari al 21% dell’investimento complessivo) debba essere investita in azioni o quote di società diverse da quelle che compongono l’indice Ftse Mib di Borsa italiana oppure indici equivalenti di altri mercati regolamentati;
  • inoltre gli strumenti finanziari inseriti nel Pir devono essere detenuti per almeno cinque anni;
  • è fatto infine divieto di inserire nel Pir una quota superiore al 10 per cento in depositi e conti correnti oppure in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con società appartenenti al medesimo gruppo dell’emittente o della controparte;
  • infine è concesso ad ogni contribuente di avere un solo PIR, perchè si possa usufruire delle agevolazioni.

Il beneficio è valido se gli strumenti vengono ceduti?

Gli strumenti ceduti entro i 5 anni sono sottoposti al pagamento da parte del risparmiatore delle imposte non versate in forza dell’agevolazione, insieme agli interessi, senza l’applicazione di sanzioni.

Nel caso in cui invece si richieda il rimborso degli strumenti finanziari, per evitare di perdere le agevolazioni fruite, il contribuente dovrà reinvestire l’ammontare conseguito in altri strumenti finanziari entro 30 giorni dal rimborso. Naturalmente i nuovi strumenti dovrebbero mantenere le condizioni di ammissibilità delle quali si è detto nei paragrafi precedenti.

Si paga la successione per i PIR a seguito di morte del titolare? 

Quando gli strumenti vengono trasferiti a causa della morte dell’originario titolare il trasferimento non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni.



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