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Lo sai che? Multa in città dove non siamo mai stati: errore o clonazione targa?

Lo sai che? Pubblicato il 27 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 marzo 2017

Se ti arriva una multa per una violazione in una città dove non sei mai stato non è detto che il problema sia una clonazione della tua targa: ecco come fare ricorso.

Ti è mai capitato di ricevere una multa per divieto di sosta proveniente da una città in cui non sei mai stato o in cui certamente non ti trovavi nel giorno e nell’ora indicati in verbale? È chiaro che un fatto del genere ti faccia pensare, immediatamente, al rischio qualcuno che abbia clonato la targa della tua auto. O che, magari, il titolare della macchina contravvenzionata abbia fatto qualche piccola modifica alla propria targa trasformando, con del nastro isolante nero, una F in una E, una C in una G o un 6 in un 8.

Ma è davvero possibile una clonazione della targa o che qualcuno sia riuscito a far cadere in errore la polizia? Oppure si tratta di un semplice errore nella lettura della targa? In verità, ricevere una multa per divieto di sosta in una città non dipende necessariamente da questo. Tutto può ricondursi a un mero errore materiale dell’organo accertatore. Difatti, quando viene elevata una multa per divieto di sosta, il vigile riporta il numero della targa nel verbale che poi porta in ufficio; qui un operatore “lo inserisce manualmente nel terminale che, a sua volta, effettuerà una lettura telematica negli archivi della motorizzazione e del Pra per verificare l’intestatario della carta di circolazione. Successivamente, in maniera automatica, verrà prodotto un verbale da notificare tramite posta. In caso di inserimento di un dato errato della targa non è previsto un controllo sulla corrispondenza col tipo di veicolo. Pertanto ecco svelato il meccanismo che ha consentito a quel verbale di essere notificato a casa di un soggetto diverso dal responsabile [1].

Come fare annullare la multa per divieto di sosta in città diversa? Nel caso di errore nella lettura della targa, in genere è sufficiente presentare un ricorso in autotutela all’organo accertatore: si tratta di una richiesta di annullamento della multa presentato in carta semplice, con raccomandata a.r. L’automobilista deve far presente di non essersi mai recato nella città ove è stata elevata la multa. Può essere utile corroborare tale dichiarazione con una dichiarazione testimoniale riportata per iscritto (cui va allegata copia del documento di identità del testimone): ad esempio il datore di lavoro che afferma che, nel momento della multa, l’automobilista in realtà era a lavoro. Insieme a ciò è fondamentale inviare una fotocopia della carta di circolazione. La dichiarazione del testimone non è di solito sufficiente a vincere la dichiarazione del pubblico ufficiale, quale è quella del vigile, ma di certo serve ad avviare l’indagine sulla regolarità della contravvenzione e ad effettuare un controllo, confrontando modello e colore del veicolo multato (dati generalmente riportati) sull’avviso originario. Anche in assenza di testimoni, comunque è diritto dell’automobilista chiedere all’organo accertatore di eseguire un controllo sulla regolarità dei dati riportati nel verbale.

Attenzione: il ricorso in autotutela non interrompe i termini per fare ricorso. Con la conseguenza che se la risposta dovesse essere negativa o del tutto assente e, nel frattempo, scadono i termini per presentare impugnazione al giudice di pace (30 giorni dalla notifica della multa) o al Prefetto (60 giorni dalla notifica), non c’è più modo di opporsi. Ecco perché, a meno che la risposta della polizia intervenga immediatamente, è sempre bene preparare le carte per depositare il ricorso nei termini.

Ecco un possibile modello di ricorso per errata lettura della targa.

Stiliamo il ricorso come se fosse indirizzato al Prefetto, ma lo stesso contenuto può essere usato per il ricorso al giudice di pace, con la modifica ovviamente dell’intestazione e l’indicazione dell’ufficio giudiziario competente e la richiesta di fissazione di udienza.


Egr. Sig. Prefetto

Oggetto: ricorso ex art. 203 d.lgs. n. 285/1992 avverso verbale di violazione del … n. … elevato dalla polizia di… notificato in data….

Il sottoscritto, nato a …, il …, c.f. …, residente in …, in data … riceveva la notifica del verbale emarginato in oggetto. Con lo stesso gli veniva contestata l’infrazione di divieto di sosta, avvenuta in data…, in via…, della città di ….

Tuttavia, l’auto del ricorrente, nello stesso momento riportato nell’impugnato verbale, non si trovava nella località indicata dagli agenti accertatori, bensì era bensì era parcheggiato in …., come attestato anche dalla dichiarazione del sig…, che si allega alla presente.

Tanto fa ritenere allo scrivente che la multa sia il frutto di un errore materiale, per non corretta indicazione della targa del trasgressore. Si chiede pertanto di voler effettuare i dovuti controlli all’esito dei quali annullare la contravvenzione impugnata. Una verifica dell’originale avviso di violazione consentirà alle autorità di rilevare l’errore o comunque la diversità di modello e di colore dell’auto multata.

A tal fine si allega copia della carta di circolazione dell’auto multata…

Ciò premesso si chiede al Prefetto di… di voler disporre l’archiviazione del verbale impugnato.

Data, firma

note

[1] Così Silvio Scotti, Piera Speziali, in Multe e ricorsi, ed. Giuffré, Corriere della Sera, 2017.


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