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Si può staccare l’utenza se non si paga luce e acqua?

28 marzo 2017


Si può staccare l’utenza se non si paga luce e acqua?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 marzo 2017



Possibile il distacco dell’energia elettrica se non si paga la bolletta, ma non per l’acqua considerato il grave e irreparabile pregiudizio.

Senza la luce si può vivere; senza l’acqua no. È questo che sembra potersi evincere da due diversi orientamenti della Cassazione che, in tema di conseguenze in caso di morosità nel pagamento delle utenze, ha ritenuto illegittimo il distacco della fornitura idrica [1] e consentito invece quello dell’utenza elettrica [2]. La questione finisce per definire (sebbene in modo indiretto) il servizio come indispensabile o meno, riversandosi sul potere dell’amministratore di condominio di distaccare le utenze ai proprietari morosi nei pagamenti delle spese periodiche: possibilità astrattamente concessa dal codice civile [3] (che consente la sospensione dei «servizi suscettibili di utilizzazione separata») ma spesso avversata dai tribunali.

Ma procediamo con ordine e vediamo che succede in caso di mancato pagamento della bolletta dell’acqua e di mancato pagamento della bolletta della luce.

Mancato pagamento dell’acqua

Secondo la cassazione [1], è legittimo il ricorso in via d’urgenza al tribunale, da parte dell’intestatario dell’utenza, cui sia stata sospesa la fornitura dell’acqua per mancato pagamento della bolletta. Ciò al fine di evitare il prodursi di un grave e irreparabile danno conseguente al distacco della predetta fornitura idrica.

Il provvedimento in commento veniva emesso a seguito di un procedimento sommario d’urgenza (con ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), quindi senza scendere nel merito della vicenda e analizzare, nel concreto, le ragioni delle parti.

Mancato pagamento della luce

A differenza di quanto deciso per l’acqua, per la Cassazione [2] è legittima la clausola, inserita nel contratto di fornitura della corrente elettrica, in forza della quale scatta il distacco dell’utenza per il ritardato pagamento anche di una sola bolletta. Una volta però che l’utente ha pagato il debito, la luce deve essere immediatamente ripristinata, a pena di risarcimento del danno e salvo che la società erogatrice dimostri l’ignoranza incolpevole dell’avvenuto pagamento. «La mancata conoscenza del pagamento – afferma la Corte di cassazione – da parte dello specifico ufficio addetto alla sospensione e riattivazione del servizio, essendo un fatto interno alla società e non dipendente dall’utente, non esclude l’obbligazione risarcitoria se non sia fornita la prova che essa dipende da causa estranea alla società e alla sua organizzazione».

note

[1] Cass. sent. n. 16894/2016.

[2] Cass. sent. n. 25731/2015.

[3] Art. 63 disp. att. cod. civ.: questa norma, in via di autotutela e senza ricorrere previamente al Giudice – attribuisce all’amministratore condominiale, ove il regolamento lo consenta, il potere di sospendere al condòmino moroso l’utilizzazione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.


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