Diritto e Fisco | Articoli

Quando è competente il Tribunale delle Imprese?

16 Apr 2017


Quando è competente il Tribunale delle Imprese?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Apr 2017



Tre cooperative partecipano a un programma costruttivo comune per realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata. Per questioni di soldi sono in causa: è competete il Tribunale delle Imprese?

La controversia che vede opposte le cooperative menzionate ha ad oggetto l’accertamento di uno o più crediti di una delle società verso le altre e, conseguentemente, la condanna al pagamento.

Rapportando tale ricostruzione della vertenza al dato letterale dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 168/2003 contenente le materie di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa, la controversia in oggetto non parrebbe di appannaggio di queste ultime. L’accertamento di un credito prodromico al suo recupero non sembra poter rientrare, infatti, nei rapporti societari [1]. Tuttavia, nel caso concreto, la vertenza nasce a causa di uno specifico e pregresso rapporto tra le imprese menzionate ossia quel contratto di consorzio che, pur non essendo stato formalizzato, pare essere alla base dei rapporti economici fra le tre cooperative che hanno realizzato il progetto immobiliare. A ben vedere, quindi, oggetto di accertamento dovrebbe essere proprio tale contratto tra imprese che diviene pertanto prodromico a quello del credito finalizzato al recupero del medesimo. D’altronde, solo un’indagine specifica circa i rapporti esistenti tra le tre cooperative può consentire al giudice di verificare nel quantum il credito asseritamente vantato il quale, diversamente, non avrebbe titolo per nascere.

Ciò detto, va allora indagato se l’accertamento di un rapporto consortile di fatto tra imprese e, nello specifico tra cooperative, possa ricondursi a quei rapporti societari di cui parla l’articolo 3, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 168/2003, laddove disegna le competenze delle sezioni specializzate di impresa, dal momento che le successive questioni (vale a dire, l’accertamento del credito nel quantum e la condanna al pagamento) diverrebbero questioni alla prima connesse e, quindi, automaticamente rientranti, in ipotesi, nella competenza del Tribunale delle Imprese ai sensi del comma 3 della norma succitata.

In proposito, non è dato rinvenire pronunce specifiche sul punto. Tuttavia, poiché la materia oggetto di vertenza è quella dell’accertamento del credito e della conseguente azione di condanna al pagamento, si segnala che recentemente il Tribunale di Roma [2], ha statuito la competenza del Tribunale delle Imprese per il complessivo rapporto tra l’amministratore e la società e, dunque, rientra nella competenza della sezione specializzata la controversia relativa alla pretesa creditoria azionata dal professionista contro la società per i compensi maturati quale membro del collegio sindacale della srl.

Pur con i dovuti distinguo, dovuti essenzialmente al diverso rapporto oggetto di indagine nella sentenza sopra segnalata, per così dire organico all’ente societario medesimo, si può considerare tale pronunciato come uno spunto per allargare il concetto di “rapporti societari” menzionato nell’articolo 3 del decreto legislativo n. 168/2003, tanto è vero che in dottrina si tende a ricostruire l’elencazione di cui alla norma succitata non già in senso tassativo ma esclusivamente esplicativo.

Vero è, infatti, che l’eventuale proposizione di azione giudiziaria per dirimere la controversia proposta nel quesito dinnanzi al tribunale per le imprese non può prescindere dall’accertamento del rapporto sussistente fra le tre cooperative nella realizzazione del progetto comune (vuoi che sia un consorzio, una società consortile o una rete d’impresa) che, pertanto, dovrà costituire il fulcro della domanda giudiziale da rivolgersi alla sezione specializzata a pena di inammissibilità della domanda per incompetenza o, al più, stralcio della posizione e riassegnazione ad una sezione di contenzioso ordinario. Sul punto infatti, si registra un pregresso orientamento giurisprudenziale secondo cui la ripartizione delle funzioni tra sezioni specializzate e le sezioni ordinarie del medesimo tribunale non implica l’insorgenza di una questione di competenza, attenendo piuttosto alla distribuzione degli affari giurisdizionali all’interno dello stesso ufficio; ne consegue che, ove il tribunale ordinario abbia impropriamente dichiarato la propria incompetenza per essere competente la sezione specializzata, ovvero abbia dichiarato la propria competenza negando quella della sezione specializzata, è inammissibile il regolamento di competenza proposto avverso l’indicata pronuncia, poiché trattasi appunto di questione che concerne la ripartizione degli affari interni dello stesso ufficio [3].

Più di recente, invece, è dato registrare che la ripartizione delle controversie tra sezione specializzata per le imprese e le sezioni ordinarie del tribunale in materia è una questione di competenza e, quindi, la relativa decisione può essere oggetto di regolamento di competenza (la Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia relativa ad un’azione risarcitoria intrapresa da una società nei confronti del direttore generale e alla relativa competenza del giudice del lavoro o sezione specializzata in tema di imprese) [4].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Di cui all’art. 3, co. 2, lett. a), d. lgs. n. 168 del 27.06.2003.

[2] Trib. Roma sent. n. 19214 del 28.09.2015.

[3] Cass. sent. n. 24565 del 22.11.2011.

[4] Cass. sent. n. 15619 del 24.07.2015.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI