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Non ho presentato la dichiarazione Irap: che fare?

16 Aprile 2017


Non ho presentato la dichiarazione Irap: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Aprile 2017



Ho presentato istanza per rimborso Irap pagata da un professionista che svolge l’attività senza autonoma organizzazione. L’Ae non ha potuto procedere perché non ho trasmesso la dichiarazione (anno d’imposta 2012). Devo ripresentare l’istanza?

All’origine di tutta la vicenda vi è la seguente domanda: aveva il cliente del lettore l’obbligo di presentare la dichiarazione Irap? Da questa discende l’ulteriore domanda: qual é l’effetto dell’avvenuto pagamento dell’imposta non dovuta ma, d’altro canto, della mancata trasmissione telematica della dichiarazione?

Dato per scontato che non v’era assoggettamento all’Irap del professionista, ne discende che egli non era tenuto a presentare alcuna dichiarazione. Ulteriore conseguenza è che il lettore, quale intermediario, non era tenuto ad eseguire alcuna trasmissione telematica. La questione potrebbe chiudersi qui. Se il professionista non è tenuto a pagare l’imposta, allo stesso modo non è tenuto a presentare alcuna dichiarazione. Il lettore, dunque non aveva alcun onere di trasmissione. Le somme versate dal suo cliente costituiscono un indebito: l’Amministrazione Finanziaria ha l’obbligo di farne il rimborso. Il diniego, comunque sia stato motivato, va impugnato nelle forme di legge dinanzi alla Commissione Tributaria previo esperimento della procedura di mediazione prevista nel caso che ci occupa a pena di improcedibilità del ricorso.

Altra questione riguarda la mancata trasmissione delle altre dichiarazioni fiscali, sebbene regolarmente pagate. A questo proposito appare opportuno regolarizzare l’omissione utilizzando gli strumenti all’uopo predisposti dalle norme finanziarie dal lettore ben conosciute. La regolarizzazione, però, dovrà riguardare solo gli altri aspetti. Non anche l’Irap in quanto non sussisteva l’obbligo di dichiarazione e, a cascata, l’obbligo di pagamento. La presentazione tardiva delle dichiarazioni decorsi i termini per il ravvedimento operoso è considerata omessa e, se presentata, costituisce titolo per la riscossione delle imposte in essa liquidate. Nel caso in esame, però, le imposte sono state già versate e nei termini di legge.

Per quanto riguarda le attività che potrebbero essere svolte dall’Amministrazione Finanziaria in sede di applicazione di sanzioni o di accertamenti dell’omissione della dichiarazione Irap, dovranno formare oggetto di impugnazione nel momento in cui verranno notificate, se lo verranno. In quella sede troverà collocazione opportuna l’attività da intraprendere per contestare il diniego del rimborso; nel senso che in quei procedimenti del tutto eventuali, dovrà opportunamente introdursi il riferimento a quello da promuovere (o meglio: promosso) per il mancato rimborso, specie nel caso in cui si riuscisse ad ottenere una sentenza che, come è prevedibile, condanni l’Amministrazione Finanziaria a rimborsare le somme incassate indebitamente.

Per quanto concerne, invece, la presentazione, seppur tardiva, delle dichiarazioni diverse da quella Irap per le quali il contribuente ha regolarmente eseguito i versamenti dovuti, sembra opportuno rappresentare i fatti all’Amministrazione Finanziaria nel loro veritiero svolgimento. La data dell’incarico dovrà essere quella effettiva, con la conseguenza che al lettore saranno applicate le relative sanzioni coperte peraltro da assicurazione nella misura del 90%. Ciò appare più corretto nei confronti del suo cliente il quale, in questo modo, potrebbe forse evitare l’applicazione delle sanzioni. E se avvenisse che l’Agenzia lo faccia, egli avrà buone ragioni per impugnarle, avendo diligentemente conferito l’incarico per la trasmissione e versato il dovuto. La giurisprudenza sul punto, ad onor del vero, è altalenante. Ogni cosa a suo tempo, però! Quando dovesse essere notificato un avviso di accertamento, si potranno adottare le eventuali decisioni.

A proposito dell’incarico di trasmissione, è appena il caso di ricordare che esso non può essere genericamente riferito a qualunque dichiarazione: la Corte di Cassazione ha, infatti, chiarito che il contribuente non è esonerato a seguito del conferimento di un incarico generico allo svolgimento delle attività fiscali, derivante dal solo fatto che il contribuente avesse conferito al commercialista l’incarico di tenuta della contabilità, dovendo ritenersi che l’invio telematico richieda uno specifico incarico, trattandosi di adempimento cui il contribuente può provvedere in via autonoma. Secondo la Suprema Corte, in definitiva, gli intermediari sono obbligati a trasmettere le dichiarazioni, soltanto se incaricati di predisporle [1].  L’incarico, pertanto, dovrà essere quanto più specifico possibile. In ogni caso eventuali sanzioni al contribuente – la cui applicabilità è alquanto dubbia, come detto – sarebbero contenute nella misura minima poiché il versamento delle imposte è avvenuto regolarmente. E sarebbero coperte dalla polizza assicurativa con la franchigia del 10%. Lo stesso è a dirsi per le sanzioni eventualmente applicate nei confronti del lettore.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza

note

[1] Cass. sent. n. 13138 dell’11.06.2014.


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