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Bonus pensionati, arrivano le nuove quattordicesime


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 aprile 2017



Quattordicesima estesa a 1 milione 250000 pensionati in più e più ricca per i vecchi beneficiari.

Quattordicesime estese a nuovi pensionati e più consistenti per i pensionati che già ne avevano diritto: grazie alla Legge di bilancio 2017 [1], difatti, questa misura vede l’ampliamento della platea dei beneficiari e del suo importo.

In particolare, l’importo della quattordicesima è stato aumentato, sino a 655 euro, per i pensionati che già ne beneficiano (circa 2,1 milioni), cioè per coloro che possiedono un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo Inps, mentre potranno beneficiare dei vecchi importi, sino a 504 euro, i pensionati che possiedono redditi superiori a 1,5 volte e fino a 2 volte il trattamento annuo minimo Inps.

L’ampliamento dei destinatari della quattordicesima e l’aumento dell’importo per chi ne ha già diritto, tra l’altro, sono affiancati dall’incremento della no tax area per i pensionati (cioè della soglia di reddito al di sotto della quale non sono dovute le imposte) e formano un “pacchetto” di misure finalizzate ad aumentare il potere d’acquisto per i pensionati con redditi più bassi.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sulla quattordicesima: chi ne ha diritto, a quanto ammonta, quali sono le novità.

Quattordicesima: che cos’è e chi ne ha diritto

La quattordicesima [2] è un importo aggiuntivo che viene erogato ai pensionati dai 64 anni in su, che possiedono determinate condizioni di reddito. In particolare, i pensionati, per ottenere l’importo aggiuntivo, devono possedere i seguenti requisiti:

  • almeno 64 anni di età;
  • essere titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago: dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori) e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima (ad esempio Inpdap, Enpals, Ipost, fondo elettrici, telefonici, etc.), gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria;
  • un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, cioè non superiore a 9786,86 euro (per l’anno 2016), per la percezione della quattordicesima in misura integrale;
  • un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, per la percezione parziale del beneficio: nel dettaglio, il reddito non deve superare:
  • 10122,86 euro, per chi ha meno di 15 anni di contributi (18 se lavoratore autonomo);
  • 10206,86 per chi ne possiede meno di 25 (28 se autonomo);
  • 10290,86 euro per chi ne possiede oltre 25 (28 se autonomo).

Con la nuova normativa, la quattordicesima è stata estesa a chi percepisce redditi sino a 2 volte il minimo: l’importo aggiuntivo spetta in misura piena, cioè, a chi percepisce sino a 13.049,14 euro annui. Inoltre, il beneficio è aumentato per chi già percepisce la quattordicesima.

Quattordicesima: vecchi importi

L’importo della quattordicesima varia a seconda degli anni di contributi posseduti e del reddito del pensionato. In particolare, sino all’anno 2016 era pari a:

  • 336 euro fino a 15 anni di contributi, se l’interessato era lavoratore dipendente, o sino a 18 anni di contributi se si trattava di un lavoratore autonomo;
  • 420 euro oltre 15 anni di contributi e fino a 25 anni se ex lavoratore dipendente, o oltre 18 anni di contributi e sino a 28 anni se ex lavoratore autonomo;
  • 504 euro oltre 25 anni di contributi se ex dipendente, oltre 28 anni se ex autonomo.

Gli importi elencati si riferivano al beneficio spettante in misura piena, cioè spettante a chi non supera 1,5 volte il trattamento minimo. Per chi superava tale soglia, ma non superava la soglia determinata da 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della somma aggiuntiva ipoteticamente spettante, il beneficio era determinato dalla differenza tra la suddetta soglia e il reddito percepito.

Ad esempio, se un pensionato percepisce 10.000 euro di reddito annuo e ha oltre 25 anni di contributi, per capire a quale importo ha diritto dobbiamo:

  • moltiplicare il trattamento minimo, pari a 501,89 euro, per 1,5 volte e per 13 mensilità;
  • otteniamo così 9786,86 euro, ai quali dobbiamo aggiungere 504 euro, quattordicesima spettante (sino al 2016) per chi ha oltre 25 anni di contributi;
  • otteniamo dunque 10.290,86 euro: sottraendo i 10.000 euro di reddito, otteniamo 290,86 euro di quattordicesima, cioè l’importo corrispondente alla differenza tra la soglia di 10.290,86 euro e il reddito stesso, in questo caso pari a 10.000 euro.

Quattordicesima: importi 2017

Dal 2017, per chi ha un reddito sino a 1,5 volte il trattamento minimo, la quattordicesima ammonta a:

  • 437 euro fino a 15 anni di contributi, se il beneficiario era lavoratore dipendente, o sino a 18 anni di contributi se era un lavoratore autonomo;
  • 546 euro oltre 15 anni di contributi e fino a 25 anni se ex lavoratore dipendente, o oltre 18 anni di contributi e sino a 28 anni se ex lavoratore autonomo;
  • 655 euro oltre 25 anni di contributi se ex dipendente, oltre 28 anni se ex autonomo.

Anche in questo caso, per chi supera 1,5 volte il trattamento minimo, ma non supera la soglia determinata da 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, il beneficio è determinato dalla differenza tra la suddetta soglia e il reddito percepito.

Dal 2017, inoltre, la quattordicesima è estesa a chi attualmente non la percepisce, se il reddito non supera 2 volte il trattamento minimo; gli importi, per questi pensionati, sono pari a quelli che precedentemente spettavano a chi già beneficiava della misura:

  • 336 euro fino a 15 anni di contributi, se l’interessato era un lavoratore dipendente, o sino a 18 anni di contributi se era un lavoratore autonomo;
  • 420 euro oltre 15 anni di contributi e fino a 25 anni se ex lavoratore dipendente, o oltre 18 anni di contributi e sino a 28 anni se ex lavoratore autonomo;
  • 504 euro oltre 25 anni di contributi se ex dipendente, oltre 28 anni se ex autonomo.

Gli importi elencati, anche in questo caso, si riferiscono all’erogazione del beneficio in misura piena, mentre chi supera 2 volte il trattamento minimo, ma non supera la soglia determinata da 2 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, ha diritto all’importo aggiuntivo corrispondente alla differenza tra la suddetta soglia e il reddito percepito.

Il pagamento del beneficio rimodulato avverrà nel mese di luglio 2017: solo per i pensionati che compiono 64 anni dal 1° agosto in poi, questa è pagata, proporzionalmente ai mesi in cui si possiede il requisito di età, nel mese di dicembre.

Quattordicesima: su quali pensioni spetta

Ricordiamo infine le pensioni su cui è riconosciuta la quattordicesima:

  • la pensione di anzianità;
  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione anticipata;
  • l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità;
  • la pensione ai superstiti, cioè di reversibilità e indiretta.

Le pensioni in questione devono essere erogate:

  • dall’Ago: si tratta dell’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, alla quale sono iscritti la generalità dei dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori e mezzadri;
  • dalle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della stessa (cioè, ad esempio, dal fondo elettrici, dall’ex Inps- Inpdap- Ipost, Enpals, etc.).

La quattordicesima non è invece riconosciuta sulle pensioni di invalidità civile, sulla pensione o assegno sociale, sulle pensioni di guerra e le rendite Inail, né sulle pensioni liquidate da fondi differenti.

note

[1] L. 232/2016.

[2] Art. 5 L. 127/2007.

[3] D.L. 81/2007.

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1 Commento

  1. Ancora non riesco a capire quanto mi spetta percepisco 612€di pensione reversibilità ed ho 73 anni grazie

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