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Fondo di Garanzia Inps: quando interviene?

29 Marzo 2017 | Autore:
Fondo di Garanzia Inps: quando interviene?

Il Fondo di Garanzia assicura ai lavoratori una garanzia minima in caso di mancata liquidazione del tfr e dei crediti diversi dal tfr derivati dal rapporto di lavoro da parte dell’impresa in stato di insolvenza.

Con legge n. 297 del 1982 è stato istituito il Fondo di Garanzia che consente ai lavoratori dipendenti di ottenere il pagamento del tfr  e delle retribuzioni degli ultimi tre mesi nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato e quando l’impresa sia assoggettata a fallimento o, in caso di datore di lavoro non soggetto a fallimento, lo stesso venga sottoposto senza esito ad esecuzione forzata. Nel dettaglio, per quanto riguarda le retribuzioni degli ultimi tre mesi, il pagamento effettuato dal Fondo di garanzia è relativo ai crediti di lavoro, diversi da quelli spettanti a titolo di trattamento di fine rapporto, inerenti gli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro rientranti nei dodici mesi che precedono:

  1. la data del provvedimento che determina l’apertura del fallimento;
  2. la data di inizio dell’esecuzione forzata;
  3. la data del provvedimento di messa in liquidazione o di cessazione dell’esercizio provvisorio o dell’autorizzazione alla continuazione dell’esercizio di impresa per i lavoratori che abbiano continuato a prestare attività lavorativa, o la data di cessazione del rapporto di lavoro, se questa è intervenuta durante la continuazione dell’attività dell’impresa [1].

A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Brescia [2]: un uomo diceva di aver lavorato alle dipendenze di una ditta e di avere diritto al tfr. La ditta veniva poi dichiarata fallita e il ricorrente chiedeva di essere ammesso al passivo, promuovendo istanza di pagamento al Fondo di Garanzia per il tfr e per i crediti diversi rimasti insoddisfatti. L’Inps contestava la domanda, affermando che riguardava il pagamento di retribuzioni risalenti a periodo antecedente i dodici mesi precedenti la dichiarazione di fallimento del datore di lavoro e rilevava, in ogni caso, come l’importo richiesto fosse superiore alla somma massima erogabile da parte del Fondo di Garanzia.

Fondo di Garanzia Inps: cos’è?

Come detto nell’articolo dal titolo Fondo di garanzia INPS: come ottenere il pagamento di TFR e buste paga dall’impresa fallita, il Fondo di garanzia dell’Inps ha lo scopo di assicurare ai lavoratori (lavoratori dipendenti, apprendisti, dirigenti di aziende industriali e soci delle cooperative di lavoro) una garanzia minima in caso di mancata liquidazione del trattamento di fine rapporto e dei crediti diversi dal tfr derivati dal rapporto di lavoro da parte dell’impresa che si trovi in stato di insolvenza.

Il Fondo in questione corre in aiuto del lavoratore anche nel caso in cui l’impresa sia soggetta a una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria), sostituendosi al datore di lavoro che non ha adempiuto a propri doveri, provvedendo al pagamento:

  • del trattamento di fine rapporto o tfr. A tal fine, il credito da riconoscere a titolo di tfr deve essere preventivamente accertato, attraverso l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura, che il lavoratore può ottenere mediante il deposito presso la cancelleria del tribunale della domanda di ammissione al passivo tramite la quale potrà concorrere alla distribuzione dell’attivo del fallimento;
  • dei crediti di lavoro diversi dal tfr: si tratta delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo di retribuzione degli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro (comprendendo gli importi dovuti a titolo di tredicesima e per prestazioni di malattia e maternità, mentre sono escluse le indennità per ferie non godute e le indennità di malattia a carico dell’Inps che il datore di lavoro avrebbe dovuto anticipare).

Nel caso oggetto della sentenza, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore si è inserito nella procedura esecutiva già promossa da terzi nei confronti della impresa ex datrice di lavoro e, dopo, ha proposto domanda di insinuazione al passivo del fallimento. Tuttavia, il ricorso non viene accolto in quanto tra la data della cessazione del rapporto di lavoro e quella dell’inizio della esecuzione forzata da parte del lavoratore mediante insinuazione nella procedura esecutiva presso terzi è decorso un periodo di tempo superiore a dodici mesi. La legge prevede, infatti che il Fondo di Garanzia liquida solo le mensilità degli ultimi tre mesi a condizione che rientrino nei 12 mesi che precedono la data della domanda diretta all’apertura della procedura concorsuale stessa. Tale termine non è di tipo prescrizionale né di decadenza ma semplicemente delimita l’ambito di operatività della garanzia del pagamento a carico del Fondo ispirato all’esigenza di sollecitare un pronto esercizio delle azioni nei confronti del datore di lavoro al fine di contenere il rischio del pagamento da parte del Fondo e, dunque, della intera collettività.


note

[1] Art. 2, co. 1, d. lgs. n. 297 del 29.05.1982.

[2] Trib. Brescia sent. n. 383 dello 09.03.2017.

 

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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