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News Sentenze tributarie esecutive: il decreto sulle garanzie

News Pubblicato il 30 marzo 2017

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> News Pubblicato il 30 marzo 2017

Ricorso vinto contro il Fisco: la sentenza è immediatamente esecutiva ma il contribuente potrebbe dover prestare garanzie di solvibilità.

Finalmente in vigore il decreto ministeriale [1] disciplinante le garanzie che il contribuente deve prestare se le somme dovute dal Fisco o Equitalia, per effetto di una sentenza di condanna a loro carico, è superiore a 10.000 euro (senza considerare le spese di lite).

Come noto, con la recente riforma del processo tributario [2], è stata definita una volta per tutte l’immediata esecutività delle sentenze di condanna favorevoli al contribuente.

L’attuale ordinamento prevede infatti che le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali, sono immediatamente esecutive. Tuttavia il pagamento di somme dell’importo superiore a diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinato dal giudice, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell’istante, alla prestazione di idonea garanzia.

Il senso della garanzia è quello di evitare che, nelle more dell’esecutività della sentenza favorevole al contribuente (ma non ancora definitiva), questi diventi insolvente e non possa, in caso di capovolgimento dell’esito del giudizio di secondo grado a favore del Fisco, restituire le somme già ricevute.

I costi della garanzia, anticipati dal contribuente, sono a carico della parte soccombente all’esito definitivo del giudizio.

Il pagamento delle somme dovute a seguito della sentenza deve essere eseguito entro novanta giorni dalla sua notificazione o dalla presentazione della garanzia, se dovuta. In caso di mancata esecuzione della sentenza il contribuente può richiedere l’ottemperanza alla commissione tributaria provinciale ovvero, se il giudizio è pendente nei gradi successivi, alla commissione tributaria regionale.

Ebbene, a distanza di mesi dall’ingresso della norma che ha previsto la prestazione di garanzie, è finalmente entrato in vigore il decreto ministeriale che disciplina condizioni e termini delle stesse.

Ipotesi in cui va prestata la garanzia

Il giudice può disporre che il contribuente presti idonea garanzia nelle seguenti ipotesi:

  • pagamento da parte dell’ente impositore di somme superiori a 10.000 euro diverse dalle spese di lite;
  • sospensione dell’atto o di sentenza sfavorevole al contribuente;
  • sospensioni aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali, nonché Iva all’importazione;
  • richieste di misure cautelari da parte dell’ente impositore (ipoteca e sequestro conservativo).

Contenuto e soggetti abilitati al rilascio della garanzia

La garanzia è costituita sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore nominale, o di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa commerciale che, a giudizio dell’ente a favore del quale deve essere prestata, offra adeguate garanzie di solvibilità ovvero di polizza fideiussoria rilasciata da un’impresa di assicurazione.

Per le piccole e medie imprese, dette garanzie possono essere prestate anche dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi, iscritti  nell’apposito albo.

Per i gruppi di società, con patrimonio risultante dal bilancio consolidato superiore a 250 milioni di euro, la garanzia può essere prestata mediante diretta assunzione dell’obbligazione da parte della società capogruppo o controllante.

La prestazione di garanzia resta ferma anche in caso di cessione della partecipazione nella società controllata o collegata. In ogni caso la società capogruppo o controllante deve comunicare in anticipo all’ente a favore del quale e’ prestata la garanzia l’intendimento di cedere la partecipazione nella società controllata o collegata.

La garanzia, che va redatta in conformità ai modelli approvati con decreto del direttore generale delle finanze, deve avere ad oggetto l’integrale restituzione della somma pagata al contribuente, comprensiva di interessi.

Durata della garanzia

La durata della garanzia è:

  1. nell’ipotesi di pagamento da parte dell’ente impositore di somme superiori ad € 10.000,00 diverse dalle spese di lite: fino al termine del nono mese successivo a quello del passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio o fino al termine del nono mese successivo a quello dell’estinzione del processo;
  2. nell’ipotesi di sospensione dell’atto o della sentenza sfavorevole: fino al nono mese successivo a quello del deposito del provvedimento che conclude la fase del giudizio nella quale la sospensione è disposta. La garanzia cessa automaticamente dalla data di deposito della sentenza favorevole al contribuente;
  3. nell’ipotesi di sospensioni aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali, nonché Iva all’importazione: fino al termine del nono mese successivo al passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo all’estinzione del processo;
  4. nell’ipotesi di richieste di misure cautelari da parte dell’ente impositore: fino al termine del nono mese successivo a quello della definitività dell’atto impositivo, dell’atto di contestazione o del provvedimento di irrogazione delle sanzioni.

Il contribuente è tenuto al pagamento delle somme garantite entro tre mesi decorrenti dal deposito del provvedimento che conclude la fase di giudizio nella quale la sospensione è disposta.

Escussione della garanzia

Ai fini dell’escussione della garanzia, l’ente a favore del quale è prestata comunica al garante l’ammontare delle somme dovute, mediante posta elettronica certificata, lettera raccomandata con avviso di ricevimento o con altro mezzo idoneo.

Ferma restando l’efficacia della garanzia, il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato dal garante entro trenta giorni dal ricevimento della suddetta comunicazione.

L’eventuale mancato pagamento dei premi o delle commissioni della garanzia da parte del contribuente non può in nessun caso essere opposto all’ente a favore del quale è prestata la garanzia ed è escluso sia il beneficio della preventiva richiesta di pagamento al debitore principale, sia quello della preventiva escussione dello stesso.

note

[1] D.M. n. 22 del 6 febbraio 2017 (Regolamento di attuazione dell’articolo 69, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sulla garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore del contribuente)

[2] D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 che ha modificato l’art. 69 del D.Lgs. 546/92.


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