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Lo sai che? Minacciare con un bastone in mano è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2017

Prendere in mano un bastone e, senza usarlo, minacciare una persona integra reato; si può sporgere querela contro il responsabile.

Non c’è bisogno di usare un’arma per poter essere condannati penalmente. Basta prenderla in mano e brandirla per far scattare il reato di minaccia. Così, chi impugna un bastone e lo sventola davanti a una persona solo per intimidirla commette il reato di minaccia [1] ed è punibile con una multa fino a 1.032 euro. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [2]. La Corte, in proposito non ha dubbi che minacciare con un bastone in mano è reato, anche se poi la vittima non viene minimamente sfiorata.

Per comprendere la portata di questo principio dobbiamo partire dal dato letterale dell’articolo inserito nel codice penale [1], articolo che disciplina il reato di minaccia e stabilisce quanto segue: «Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro». La norma ha una portata molto ampia nella descrizione del comportamento vietato, al fine di comprendere qualsiasi tipo di azione che possa avere una valenza intimidatoria. Valenza che certamente ha il gesto di chi impugna un bastone nel corso di un litigio con un’altra persona. Basta, secondo la Cassazione, il semplice fatto di avere il pezzo di legno tra le mani e, con la voce o l’atteggiamento, incutere timore nell’altra persona per consentire a quest’ultima di sporgere querela. Non è necessario, quindi, per essere condannati penalmente, né brandire né agitare il bastone. Il semplice fatto di avere l’oggetto tra le mani, di per sé idoneo a provocare lesioni, basta per prospettare un imminente male all’integrità fisica altrui. E tanto basta perché la minaccia con un bastone si traduca in un reato.

Un esempio ci aiuterà a immaginare quali implicazioni pratiche potrebbe avere la sentenza in commento.

Immaginiamo che il cane del nostro vicino di casa abbai dalla mattina alla sera senza consentirci mai di riposare. Facciamo presente la questione al proprietario ma questi non ci sente: sostiene che non può impedire al proprio animale di abbaiare, specie la notte quando tutti i randagi “si chiamano a vicenda”. Noi però sosteniamo che il problema si pone durante tutto il giorno e non solo nelle ore serali. La questione non trova una soluzione e, così, un giorno, per la collera, perdiamo il controllo e, uscendo di casa, ci avviciniamo al giardino del vicino con un palo di scopa in mano, quasi a far capire che potremmo utilizzarlo contro il cane o contro il proprietario. La nostra intenzione, però, non è né quella di ferire, né di spaventare seriamente, ma solo di far capire che non ne possiamo più. Invece, per tutta risposta, il vicino ci denuncia sostenendo di essere stato minacciato con un bastone in mano. Davanti alle autorità, che ci chiamano per sentirci, difendiamo le nostre buone intenzioni e anche i testimoni confermano che il bastone è rimasto solo nelle nostre mani, mai puntato verso il cielo o verso la vittima. Era solo stretto nel pugno.

Chi ha ragione?

La sentenza della Cassazione qui in commento non dà scampo a chi minaccia con un bastone in mano: il reato è chiaro ed acclarato, perché questo gesto è suscettibile di generare timore per la propria integrità fisica, anche se l’arma (impropria) non viene utilizzata, né brandita, né agitata, né puntata contro la vittima.

Se, poi, insieme al bastone si pronunciano insulti e parolacce nei confronti dell’altro interlocutore, si configura anche l’illecito di ingiuria che, dall’anno scorso, non è più reato. Per questo comportamento, quindi, tutto ciò che si può fare è agire in via civile per il risarcimento del danno; all’esito del giudizio il giudice condanna il colpevole anche al pagamento di una multa.

note

[1] Cass. sent. n. 15590/17.

[2] Art. 612 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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