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Lo sai che? Mantenimento negato ai giovani

Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2017

Separazione e divorzio: niente assegno di mantenimento se l’ex coniuge è giovane e non riesce a dimostrare di non potersi mantenere.

Per chi è giovane è più difficile ottenere l’assegno divorzile se non riesce a dimostrare che non è in grado di mantenersi e di non disporre di redditi propri. Il mantenimento è solo per chi ha goduto, durante il matrimonio, di un tenore di vita che non può più permettersi dopo la sentenza di separazione. È quindi per coloro che riescono a dare prova, durante il giudizio, di non avere alcun reddito o di averne uno più basso dell’ex. Prova che, comunque, deve essere sempre fornita e non può essere presunta.

Non basta quindi chiedere il mantenimento, asserendo – ma non dimostrando – la propria difficoltà economica. Peraltro, se si aggiunge la giovane età del richiedente, le cose si mettono ancora peggio. Niente atteggiamenti parassitari, insomma, dicono i giudici e, da ultimo, il Tribunale di Cagliari con una recente ordinanza [1]. Il giudice sardo ricorda, con una stringata motivazione, come la giurisprudenza attuale abbia decretato l’addio al mantenimento per le coppie giovani, se sono ancora in grado di lavorare.

Leggi: Addio alla ex moglie che può lavorare e Addio mantenimento alla moglie.

La vicenda attiene a una giovane coppia che si separa e, a sorpresa, questa volta è l’uomo a chiedere l’assegno di mantenimento. Ma il giudice non è della stessa opinione e ritiene che vada negato il mantenimento all’ex coniuge giovane.

“Giovani e belli” era il titolo di un vecchio film di Risi, ma potremmo anche dire “Giovani e forti” per chi, ancora nella decade dei trent’anni, può trovare occupazione e non deve limitarsi a sopravvivere con l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge che, peraltro, non ha alcuna colpa nella separazione se non il fatto che, dalle dichiarazioni dei redditi, risulta formalmente più “ricco”. Solo “formalmente”: perché il giudice si accorge che qualcosa non quadra. «Non è dato sapere quale fosse l’attività lavorativa e il reddito del D. e non può affermarsi che quest’ultimo potesse fare conto sulle entrate della moglie perché gli fosse garantito il mantenimento del medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio; inoltre, con riferimento alla determinazione di un assegno divorzile, non vi è prova dell’oggettiva impossibilità in capo al D. di provvedere al proprio sostentamento tenuto anche conto della sua età». Come dire: cosa ha fatto, per tutto questo tempo, il coniuge che chiede il mantenimento? Due sono le cose: se ha poltrito su un divano e non ha cercato un lavoro, non ha più diritto a campare a spese dell’ex; se, invece, ha lavorato e ciò non risulta dalle carte depositate in tribunale, è presumibile che si tratti di “nero” e che, quindi, stia dichiarando falsamente di non avere le disponibilità per mantenersi.

Insomma, per l’ex moglie o il marito giovane, che non dimostri le proprie difficoltà economiche il mantenimento può essere ridotto o annullato.

note

[1] Trib. Cagliari, ord. del 22.3.2017.

Autore immagine: 123rf com

R.G. 2016/9530

TRIBUNALE ORDINARIO di CAGLIARI

SEZIONE PRIMA CIVILE

Nella causa civile iscritta al n. r.g. 9530/2016 promossa da:

X Y, con il patrocinio dell’avv. P. A. e dell’avv. , elettivamente domiciliato in VIA … presso il difensore avv. P.A.

ricorrente

contro

B. D., con il patrocinio dell’avv. FMA e dell’avv. , elettivamente domiciliato in VIA … presso il difensore avv. FMA

resistente

IL PRESIDENTE

 a scioglimento della riserva;

 letti gli atti del procedimento;

 sentita le parti ed esperito con esito negativo il tentativo di conciliazione ;

 rilevato che, con riferimento alla situazione economica delle parti, non vi sono rilevanti modificazioni rispetto a quanto valutato in sede di separazione, atteso che all’epoca la Y non lavorava mentre ora percepisce uno stipendio medio di poco superiore a euro 400,00 mentre non è dato sapere quale fosse l’attività lavorativa e il reddito del D. e non può affermarsi che quest’ultimo potesse fare conto sulle entrate della moglie perché gli fosse garantito il mantenimento del medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ; inoltre, con riferimento alla determinazione di un assegno divorzile, non vi è prova dell’oggettiva impossibilità in capo al D. di provvedere al proprio sostentamento tenuto anche conto della sua età;

 ritenuto pertanto di dovere confermare le vigenti condizioni stabilite con la sentenza di separazione;

 visti gli artt. 1 ss. l. 1 dicembre 1970, n. 898 e 737 ss. c.p.c.

P.Q.M.

dispone come sopra;

fissa per la prosecuzione l’udienza di comparizione e trattazione di cui all’art. 183 c.p.c., davanti a sé, quale giudice istruttore, tale nominato dal Presidente del Tribunale, il giorno 10.7.2017 alle ore 9,30 ss.;

assegna al ricorrente il termine perentorio di quindici giorni dalla comunicazione per il deposito in cancelleria della eventuale memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2, 3, 4, 5 e 6, c.p.c.;

avverte il convenuto che ha l’onere di costituirsi in cancelleria, ai sensi degli artt. 166 e 167, primo e secondo comma, c.p.c. almeno dieci giorni prima dell’udienza, e per proporre le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio;

avverte altresì il convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’articolo 167, primo e secondo comma e 38 c.p.c., e che oltre tale termine non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio

Cagliari, 22.3.2017.

Il Presidente

Dott. Mario Farina


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