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Il sequestro

31 marzo 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 31 marzo 2017



I provvedimenti cautelari: presupposti e procedura per il sequestro giudiziario e il sequestro conservativo.

Il codice di procedura civile prevede due tipi di sequestro:

  • il sequestro giudiziario;
  • il sequestro conservativo.

Il sequestro giudiziario (art. 670) è diretto ad assicurare la custodia  di cose mobili o immobili, o universalità di beni dei quali sia controversa la proprietà o il possesso; ovvero di libri, registri, campioni o altre cose da cui si pretende desumere elementi di prova, quando è controverso il diritto alla esibizione o comunicazione, ed è opportuno provvedere alla loro custodia.

Il sequestro conservativo (art. 671) ha per oggetto beni mobili o immobili del debitore o cose o somme a lui dovute e tende ad assicurare la garanzia generica sui beni del debitore stesso contro il pericolo di sottrazioni e alterazioni; è, in un certo senso, un’anticipazione del pignoramento, fondata sui seguenti due presupposti:

  1. la ragionevole apparenza del diritto, ossia la probabile fondatezza delle ragioni creditorie (fumus boni juris);
  2. il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia del credito (periculum in mora) desumibili sia da elementi obiettivi concernenti la capacità patrimoniale del debitore, sia da elementi soggettivi derivanti da un comportamento del debitore tale da rendere verosimile il deprezzamento del suo patrimonio e così sottrarlo all’esecuzione forzata.

La L. 353/1990, nel disciplinare in via generale il procedimento cautelare, ha conseguentemente abrogato gli articoli che regolavano le fasi di autorizzazione e di convalida del sequestro, sostituiti dalla normativa di cui agli artt. 669bis e ss. (cd. procedimento cautelare uniforme).

Nel quadro del nuovo assetto del procedimento cautelare uniforme delineato dal d.L. 35/2005, conv. in L. 80/2005, i sequestri rappresentano una tipica misura conservativa: ne consegue che nel caso di provvedimento di accoglimento (art. 669octies), adottato ante causam, il giudice deve assegnare alle parti un termine perentorio non superiore a sessanta giorni per l’instaurazione del giudizio di merito e che, laddove quest’ultimo si estingua o non venga intrapreso nel termine de quo, il provvedimento di sequestro perde efficacia (art. 669novies).

Restano in vigore una serie di disposizioni dirette ad integrare la richiamata normativa generale. in particolare:

  • l’art. 675, che prevede una particolare ipotesi di perdita di efficacia del sequestro nel caso in cui esso non venga eseguito entro trenta giorni dalla pronuncia del provvedimento;
  • gli artt. 677 ss. i quali regolano la fase dell’esecuzione del sequestro, richiamando la disciplina dell’esecuzione forzata e, precisamente:
  1. per il sequestro giudiziario, le forme dell’esecuzione per consegna o rilascio;
  2. per il sequestro conservativo, le forme proprie del pignoramento;
  3. una regola particolare vige per il sequestro conservativo su beni immobili, giacché esso viene eseguito mediante la trascrizione del provvedimento presso la conservatoria dei registri immobiliari.

La funzione cautelare del sequestro trova compiuta realizzazione quando il giudizio di merito accerta la fondatezza del diritto del sequestrante. in tal caso:

  • nel sequestro giudiziario su cose determinate, il sequestrante vittorioso acquista un titolo di possesso autonomo sulle cose oggetto del procedimento;
  • nel sequestro conservativo, l’art. 686 stabilisce che esso si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva.

Di un certo rilievo è la disposizione di cui all’art. 155sexies disp. att. c.p.c. in base alla quale le disposizioni relative alla ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare, si applicano anche per l’esecuzione del sequestro conservativo.


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