Professionisti Denuncia di nuova opera e di danno temuto

Professionisti Pubblicato il 31 marzo 2017

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I provvedimenti cautelari: presupposti e procedura per la denuncia di nuova opera e di danno temuto.

Le azioni di denuncia di nuova opera e di danno temuto spettano al proprietario, al titolare di diritto reale, o al possessore il quale abbia a temere danno da una nuova opera da altri intrapresa, ovvero da un edificio, da un albero o altra cosa preesistenti: nel primo caso questi denuncia la nuova opera, nel secondo la situazione di fatto pericolosa per il suo diritto (artt. 1171 e 1172 c.c.).

La L. 353/1990 ha innovato anche la materia in esame mediante l’abrogazione degli artt. 689 e 690 che sono stati sostituiti dalla normativa sui procedimenti cautelari in generale.

Le azioni di nunciazione sono annoverate dall’art. 669octies, co. 6 (novellato ex d.L. 35/2005, conv. in L. 80/2005) tra i procedimenti di natura anticipatoria per cui, nel caso di emissione del provvedimento cautelare, l’instaurazione del giudizio di merito è facoltativa e il giudice non deve assegnare un termine ad hoc.

Per altro verso nell’ipotesi di estinzione del giudizio di merito, eventualmente intrapreso, il provvedimento nunciatorio non perde comunque efficacia (art. 669octies, co. 7).

Quando può essere proposta istanza per le azioni di nunciazione?

In particolare, la domanda può essere proposta:

  • prima del giudizio di merito, nel qual caso la domanda si propone con ricorso al giudice competente a norma dell’art. 21, ossia al Tribunale del luogo in cui è posto l’immobile;
  • durante il giudizio di merito, nel qual caso si applicano le disposizioni sulla competenza di cui all’art. 669quater.

Altra regola particolare è contenuta nell’art. 691, il quale dispone che se la parte obbligata dal provvedimento cautelare viola il divieto di compiere l’atto dannoso o di mutare lo stato di fatto, il giudice, su ricorso dell’altra parte, può disporre con ordinanza che le cose siano rimesse al pristino stato a spese del contravventore.


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