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Emorroidi: causa di servizio

3 aprile 2017 | Autore:


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Malattia emorroidaria: se causata dall’attività lavorativa può essere indennizzata dall’Inail come malattia professionale?

La malattia emorroidale, meglio nota col nome di emorroidi, è una delle patologie più fastidiose che si possano verificare: parliamo di emorroidi, in particolare, quando le vene emorroidali (situate nella parte finale del retto) si dilatano eccessivamente formando varici e dando origine a disturbi molto dolorosi.

Recentemente, è stato riscontrato che le emorroidi possono dipendere anche da un sollevamento pesi eccessivo: come comportarsi, dunque, se si verifica una patologia emorroidale a causa dell’attività lavorativa svolta, ad esempio facchinaggio? Si può far causa al datore di lavoro e chiedere l’indennizzo all’Inail come se si trattasse di una qualsiasi malattia professionale?

Inail: malattia professionale

È riconosciuta dall’Inail la malattia professionale quando una determinata patologia, che riduce o compromette la capacità lavorativa, è contratta dal lavoratore nell’esercizio della sua attività, a causa delle mansioni svolte o dell’ambiente di lavoro. In pratica, perché si abbia malattia professionale la patologia deve essere direttamente connessa all’attività lavorativa svolta: parliamo, difatti, di causa di servizio.

Bisogna però considerare che le malattie professionali si dividono in malattie tabellate e non tabellate:

  • le malattie tabellate sono malattie professionali individuate da un elenco tassativo, contratte nell’ambito di determinate lavorazioni elencate in una tabella; per queste malattie la causa di servizio è presunta, a condizione che sia denunciata entro i termini massimi di indennizzabilità previsti in tabella; il lavoratore deve provare soltanto:
    • lo svolgimento di mansioni rientranti nell’ambito delle lavorazioni tabellate;
    • l’esistenza di una malattia espressamente prevista;
  • le malattie non tabellate sono quelle non espressamente elencate in tabella, oppure indicate con la loro denominazione scientifica ma causate da attività lavorative non incluse nella tabella stessa; in questi casi, il lavoratore assicurato, per essere indennizzato dall’Inail, deve provare:
    • l’esistenza della malattia;
    • le caratteristiche morbigene della lavorazione;
    • il rapporto causale tra la malattia e il lavoro concretamente svolto.

Per essere indennizzato a causa delle emorroidi, dunque, non trattandosi di malattia tabellata il lavoratore dovrà provare la connessione tra la patologia e la lavorazione svolta.

Malattia professionale: chi è indennizzato

Sono  tutelati dall’Inail per l’insorgere di una malattia professionale tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i cococo e i lavoratori parasubordinati in genere, assieme ad alcune categorie di lavoratori autonomi, come ad esempio gli artigiani e coltivatori diretti.

Malattia professionale: denuncia

Se il medico riscontra che una determinata patologia ha origine professionale, deve redigere un apposito certificato (che invia all’Inail in via telematica), che il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia; diversamente, decade dal diritto all’indennizzo relativo al periodo antecedente alla denuncia.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di malattia professionale all’Inail, esclusivamente in via telematica, entro i 5 giorni successivi a quello nel quale il lavoratore gli ha comunicato il suo manifestarsi. Non è più tenuto a trasmettere, invece, la denuncia all’autorità di pubblica sicurezza.

Dal 22 marzo 2016 la denuncia di malattia professionale deve essere corredata soltanto dei riferimenti al certificato medico, già trasmesso all’Inail per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente.

Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione telematica i privati cittadini per le malattie professionali di colf e badanti o dei lavoratori retribuiti coi voucher (ora aboliti).

Emorroidi: come provare la causa di servizio

Per ottenere il riconoscimento delle emorroidi come malattia professionale non tabellata, il lavoratore deve produrre tutta la documentazione utile a verificare le condizioni di rischio e l’esistenza della malattia.

In particolare, deve:

  • dimostrare l’esposizione al rischio con riferimento alle mansioni svolte, alle condizioni di lavoro, alla durata e all’intensità dell’esposizione;
  • provare l’esistenza della malattia, con la presentazione di valida certificazione sanitaria;
  • produrre un certificato medico in cui si attesti la presunta origine professionale della malattia;
  • essere avvallato dalla denuncia del datore di lavoro, se la malattia si è manifestata in costanza di rapporto di lavoro.

L’Inail può esprimere una prima valutazione di sospetta malattia professionale in base ai documenti presentati dal lavoratore; in questo caso, tutti gli ulteriori approfondimenti per la verifica del collegamento tra patologia e attività lavorativa devono essere svolti a cura e a carico dell’Istituto stesso.

Riconoscimento della malattia professionale

Se l’Inail riconosce la malattia professionale può riconoscere le seguenti prestazioni:

  • cure ambulatoriali;
  • indennità giornaliera per l’inabilità temporanea, ovvero, un indennizzo in capitale o in rendita in base al grado e al tipo di menomazione, del danno biologico e per le sue conseguenze patrimoniali;
  • rendita ai superstiti;
  • assegno di incollocabilità;
  • speciale assegno continuativo mensile;
  • cure idrofangotermali e soggiorni climatici;
  • fornitura di protesi, ortesi e presidi;
  • assegno per assistenza personale continuativa;
  • rendita di passaggio (in caso di silicosi o asbestosi).

Rendita per inabilità permanente

Se le emorroidi vengono riconosciute come conseguenza dell’attività lavorativa, quindi come malattia professionale e la capacità lavorativa è ridotta, come anticipato si può aver diritto a un trattamento erogato dall’Inail. Il tipo di trattamento dipende dalla tipologia di inabilità, cioè di riduzione della capacità lavorativa, che l’Inail ha riconosciuto. L’inabilità può essere temporanea, quando la sua durata è limitata, o permanente. L’inabilità permanente può essere:

  • assoluta, se perdi completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro;
  • parziale, se la capacità lavorativa, pur diminuendo per tutta la vita, si perde soltanto in parte.

La rendita per inabilità permanente viene corrisposta se la capacità lavorativa è ridotta in misura superiore al 10% ed è rapportata al grado di inabilità: viene calcolata secondo la retribuzione effettiva dei 12 mesi precedenti, o secondo la retribuzione giornaliera.

Indennizzo per danno biologico

La rendita per inabilità permanente non deve essere confusa con l’indennizzo per danno biologico corrisposto, sempre dall’Inail, in forma di rendita: in questo caso, il trattamento dell’Inail è conseguente al danno alla persona nella sua totalità. In pratica, per l’indennizzo si considera  la lesione all’integrità psico-fisica, che si riflette su tutte le attività e capacità, compresa quella lavorativa generica.

L’indennizzo viene corrisposto in forma di rendita se il grado di invalidità è superiore al 16% ed in capitale se fra il 6 ed il 16%; in parole semplici:

  • sotto il 6%, l’Inail non risarcisce nulla;
  • dal 6 al 15%, l’indennizzo è liquidato in capitale;
  • dal 16% in su, l’indennizzo è liquidato in rendita.

Emorroidi, indennizzo e responsabilità del datore di lavoro

Se le emorroidi invalidanti, o il loro aggravamento, sono collegate all’attività lavorativa e vengono riconosciute come malattia professionale l’Inail, ricorrendo i requisiti, deve risarcire il lavoratore: a seconda delle ipotesi, come abbiamo visto, possono essere erogati l’indennità per inabilità temporanea assoluta, la rendita per inabilità permanente, l’indennizzo per danno biologico, più eventuali ulteriori prestazioni, come le prestazioni idrofangotermali e i soggiorni climatici.

L’Inail risarcisce anche se la responsabilità dell’aggravamento è riconducibile al datore di lavoro, che non ha rispettato le norme sull’igiene e la sicurezza: in questi casi, l’Istituto “si rifà” sull’azienda o sulla persona responsabile (cosiddette azioni di regresso e di surroga). Il datore di lavoro, per “liberarsi” dalle sue responsabilità, ha l’onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi della tua patologia.

Causa di servizio non riconosciuta: come fare ricorso?

Se le emorroidi non sono riconosciute come malattia professionale, l’assicurato, entro 3 anni dalla notifica della decisione Inail per il mancato riconoscimento, può fare ricorso e chiedere di essere sottoposto ad una visita medica collegiale tra il medico dell’Inail e il proprio medico di fiducia, quest’ultimo a spese del lavoratore. L’esito della visita collegiale non è però vincolante per nessuna delle due parti, anche se, in un eventuale giudizio, può avere il suo peso.

Se non si riceve risposta entro 60 giorni o se si riceve risposta negativa, si può fare un ricorso giudiziale al Giudice del Lavoro, sempre nel termine dei 3 anni dalla notifica della decisione Inail.

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