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Lo sai che? Sconti sul costo del lavoro proposti dalle cooperative, sono leciti?

Lo sai che? Pubblicato il 22 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 aprile 2017

I consulenti del lavoro mettono in guardia sui forti risparmi promessi da alcune cooperative sull’utilizzo dei lavoratori.

Una cooperativa mi ha proposto dei lavoratori in appalto a costi bassissimi: è legale?

Complice la crisi e, nelle ultime settimane, la scomparsa dei voucher, il mercato del lavoro si sta trasformando in una vera e propria giungla: da una parte, ci sono gli imprenditori che non sanno più “che pesci pigliare” per risparmiare sul costo del lavoro, dall’altra ci sono società che propongono dei lavoratori “in appalto” con costi molto bassi.

Sono numerose, difatti, le cooperative che propongono di risparmiare sul costo del lavoro attraverso il ricorso alla fornitura di manodopera in appalto: in diversi casi viene suggerito alle imprese di licenziare i dipendenti in forza, per farli poi assumere dalla cooperativa per essere utilizzati dal medesimo ex datore di lavoro.

Ma come è possibile che, attraverso un appalto, il costo della manodopera sia più basso, se comunque devono essere rispettate le retribuzioni minime previste dai contratti collettivi, e su queste retribuzioni devono essere pagati obbligatoriamente i contributi previdenziali e assistenziali e i premi Inail, oltreché versate le imposte?

Appalto e utilizzazione illecita di manodopera

Bisogna fare molta attenzione, perché il nostro ordinamento punisce molto severamente l’appalto illecito e l’utilizzazione illecita di manodopera: è quindi molto probabile che gli imprenditori, allettati dai bassi costi promessi, restino invece intrappolati nella responsabilità solidale assieme a chi viola la normativa in materia retributiva e contributiva.

In pratica le imprese, invece del risparmio sul costo della manodopera promesso da alcune cooperative, che si muovono al limite della legalità, potrebbero trovarsi a pagare pesanti sanzioni, oltre a ingenti differenze negli stipendi e nei contributi.

A tal proposito, bisogna ricordare che un appalto è genuino quando l’imprenditore appaltatore ha un’organizzazione autonoma, per la quale si assume il rischio d’impresa ed esercita il potere direttivo nei confronti dei dipendenti. In buona sostanza, deve essere la cooperativa (appaltatore) a fornire le direttive ai lavoratori subordinati, non il committente (ex datore di lavoro): i lavoratori, infatti, dipendono dall’appaltatore.

Appalto irregolare: sanzioni

Quello che propongono le cooperative è dunque un appalto irregolare: per l’assenza dei requisiti essenziali del contratto di appalto [1] (organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, assunzione del rischio d’impresa da parte dell’appaltatore), non sono più previste sanzioni penali, ma è ora prevista una sanzione di 50 euro, per ogni giornata e per ciascun lavoratore occupato, comminata a pseudo-appaltatore e pseudo-committente. La sanzione minima non può, in ogni caso, essere inferiore a 5.000 euro e superiore a 50.000 euro.

Somministrazione illecita di manodopera e distacco illecito

In diversi casi, quanto proposto dalle cooperative in questione configura una somministrazione o utilizzazione di manodopera illecita. In altri casi, ancora, si propone un distacco irregolare.

Il distacco privo dei requisiti essenziali (il distacco si configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa) è punito con una sanzione pari a 50 euro per ogni giornata di lavoro e per ogni lavoratore; la sanzione è comminata allo pseudo-distaccante ed allo pseudo-distaccatario, e va da un minimo di 5.000 a un massimo di 50.000 euro.

Risparmio sul costo del lavoro: meglio affidarsi al proprio consulente

In base a quanto esposto, le insidie che si nascondono dietro gli allettanti messaggi pubblicitari che promettono forti risparmi sul costo dei lavoratori superano, di gran lunga, i millantati benefici che potrebbero derivare da questi pseudo-appalti, o pseudo-utilizzazioni che dir si voglia. Senza contare le ulteriori conseguenze derivanti dalla responsabilità solidale.

Pertanto, se si vuole studiare una soluzione per risparmiare sul costo del lavoro, la via più sicura è affidarsi al proprio consulente del lavoro di fiducia: non si può negare che, al momento, una “soluzione miracolosa” non esista, perché il costo del personale, in Italia, è elevatissimo a causa del peso di contributi e imposte. Tuttavia, agire in modo illegale non risolve i problemi, ma ne comporta di ulteriori.

note

[1] Art.29, Co.1, D.lgs 276/2003.


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