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Incidente stradale: quando responsabilità al 50%?


Incidente stradale: quando responsabilità al 50%?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2017



Presunzione di pari responsabilità e concorso di colpa nel caso di incidenti stradali: quale prova fornire per ottenere il risarcimento del danno dall’assicurazione.

Incidenti stradali: solo se riesci a dimostrare che la responsabilità dell’urto è dell’altro conducente e, nello stesso tempo, di aver rispettato il codice della strada e di aver fatto di tutto per evitare il sinistro, puoi sperare di ottenere un risarcimento integrale dall’assicurazione. Diversamente, scatta il concorso di colpa. La responsabilità al 50% è infatti la regola in caso di sinistri stradali e si applica tutte le volte in cui uno dei due automobilisti non riesce a fornire la predetta duplice prova. Ma procediamo con ordine e vediamo quando, in caso di incidenti stradali, c’è responsabilità al 50%.

Forse potrà sembrarti strano ciò che stiamo per dirti, ma nel campo dei sinistri stradali, si parte sempre da una presunzione di pari responsabilità o – altrimenti detto – concorso di colpa. La legge, infatti, presume che entrambi i conducenti siano responsabili al 50% dell’incidente, facendo ricadere su ciascuno di questi le colpe per l’urto. Ciò però non toglie che si possa dimostrare il contrario. Ma la prova deve essere particolarmente schiacciante.

La presunzione di responsabilità al 50%

Il codice civile [1] stabilisce che, nel caso di scontro tra veicoli, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Tale presunzione di corresponsabilità opera nel solo caso in cui non sia possibile ricostruire la dinamica del sinistro ed in tal modo determinare con esattezza la responsabilità di ciascun conducente. Quest’ultima prova, però, è a carico del danneggiato. Per cui se nessuno dei due automobilisti riesce a dare prova di quali siano state le cause del sinistro (ossia dell’assenza di propria responsabilità e della violazione delle norme da parte dell’altro conducente) scatta la pari responsabilità al 50%.

Quando opera la responsabilità al 50%

La presunzione di responsabilità al 50% dei conducenti vale solo in caso di scontro tra veicoli: secondo la Cassazione, nel concetto di «scontro» si intende solo la collisione fisica tra veicoli (e non quindi nel caso di investimento di pedone o di fuoriuscita dell’auto dalla strada e urto contro la proprietà altrui). È indifferente che un veicolo sia in marcia o fermo in un luogo idoneo al traffico (come nel caso di un’auto parcheggiata ai margini della strada); pertanto rientra nel concetto di scontro qualsiasi urto che avvenga tra due veicoli in marcia, o tra uno in moto ed uno fermo.

La presunzione è parimenti ammessa nell’ipotesi di scontro tra un veicolo ed una motocicletta o una bicicletta, salvo che nel sinistro sia rimasta coinvolta una bicicletta condotta a mano da un pedone, non potendo ritenersi in tal caso quest’ultimo “conducente” del veicolo.

La presunzione di pari responsabilità opera quando:

  • è incerto il grado di colpa attribuibile ai diversi conducenti;
  • non si può accertare il comportamento specifico dei conducenti che ha causato il danno.

Se queste prove non vengono fornite da nessuna delle due parti, scatta il concorso di colpa.

È appunto questo il senso della norma del codice civile: in caso di incidente, per superare la pari responsabilità al 50% non basta la colpa concreta di uno dei conducenti di un veicolo, ma bisogna anche provare di aver rispettato il codice della strada e alle norme di comune prudenza, nonché di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

Tuttavia, una tale prova può essere fornita anche indirettamente dal conducente incolpevole, dimostrando il rapporto di causa-effetto tra il danno e il comportamento dell’altro conducente. Sarebbe del resto assurdo imporre al conducente incolpevole di vincere la presunzione di responsabilità al 50% anche se è dimostrato che il danno è riconducibile in via esclusiva alla condotta dell’altro conducente. In tale contesto, si è anche giunti ad affermare che, ove si accerti che lo scontro si è verificato per colpa (esclusiva) di uno dei conducenti e che viceversa nessuna colpa è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo resta esonerato dalla presunzione e non è tenuto a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Corte d’Appello Roma Sezione 3 Civile, Sentenza del 30 marzo 2010, n. 1318

In tema di scontro tra veicoli, l’accertamento in concreto della colpa di uno dei conducenti non comporta, di per sé, il superamento della presunzione di colpa concorrente dell’altro, all’uopo occorrendo che quest’ultimo fornisca la prova liberatoria, ovvero la dimostrazione di essersi uniformato alle norme sulla circolazione ed a quelle della comune prudenza, e di essere stato messo in condizioni di non potere fare alcunché per evitare il sinistro.

 

Corte di Cassazione Sezione 3 Civile. Sentenza del 31 marzo 2010, n. 7781

La presunzione di cui all’art. 2054 c.c., c. 2, può essere superata unicamente dalla duplice prova, posta a carico del danneggiato, che lo scontro è dipeso dal solo comportamento colposo dell’altra parte e che il danneggiato medesimo ha fatto tutto il possibile per evitare il verificarsi dell’evento dannoso.

 

Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 22 aprile 2009, n. 9550

In tema di responsabilità da sinistro stradale con scontro di veicoli, l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti libera l’altro dalla presunzione della concorrente responsabilità di cui all’art. 2054, secondo comma, cod. civ. nonché dall’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno; la prova liberatoria per il superamento di detta presunzione di colpa non deve necessariamente essere fornita in modo diretto – e cioè dimostrando di non aver arrecato apporto causale alla produzione dell’incidente – ma può anche indirettamente risultare tramite l’accertamento del collegamento eziologico esclusivo dell’evento dannoso con il comportamento dell’altro conducente.

 

Tribunale Roma Sezione 13 Civile, Sentenza del 4 gennaio 2010, n. 411

La presunzione di responsabilità concorrente dei conducenti, di cui all’articolo 2054, comma 2, del Cc opera solamente nel caso di scontro tra veicoli, e l’estensione del concetto di scontro a tutte le ipotesi in cui si riscontra un nesso eziologico tra le reciproche manovre e l’evento lesivo contrasta sia con la inequivoca lettera della legge – dato che l’espressione «scontro» indica soltanto la collisione fisica – sia con la sistematica e la ratio della fattispecie.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 09.03.2004, n. 4754

La presunzione di corresponsabilità in caso di scontro tra veicoli, prevista dall’art. 2054, secondo comma, c.c. (nella sua duplice estensione di presunzione di un comportamento colposo e dell’esistenza del nesso causale tra tale comportamento e l’evento) è applicabile in ogni ipotesi di scontro, e quindi anche in caso di scontri immediatamente successivi, limitatamente ai rapporti tra i conducenti coinvolti in ciascuno di essi, a meno che non sia provato che un determinato danno sia derivato da uno soltanto di essi. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la corte di merito non avesse fatto corretta applicazione di tale principio, avendo rigettato per difetto di prova la domanda proposta dall’erede di un soggetto deceduto a seguito di un incidente stradale, nei confronti del conducente di uno dei veicoli sopraggiunti e rimasti coinvolti in uno scontro già in atto, laddove anche nei confronti del conducente sopraggiunto l’attore avrebbe potuto giovarsi della presunzione di corresponsabilità prevista dall’art. 2054, secondo comma, c.c.)

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 18.10.2001, n. 12750

La presunzione di responsabilità concorrente dei conducenti, di cui all’art. 2054 comma 2, c.c., opera solamente in caso di scontro tra veicoli.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 20.08.1998, n. 8249

La circostanza che non vi sia stato scontro tra veicoli impedisce l’applicazione della presunzione di ugual concorso di colpa di cui al secondo comma dell’art. 2054 c.c., ma non la presunzione di responsabilità prevista nel primo comma dello stesso articolo, poiché tale presunzione sorge a carico del conducente sempre che sia accertato il nesso di causalità tra la circolazione di un veicolo ed il danno all’altro veicolo. La prova del nesso di causalità, che grava a carico dell’attore, si risolve nella prova di un comportamento del conducente contrario alle norme, generiche e specifiche, che regolano la circolazione stradale, causativo del danno posto a fondamento della domanda.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 15.10.1997, n. 10110

Una corretta lettura della norma di cui all’art. 2054 c.c. conduce a ritenere del tutto indifferente, affinché lo si possa considerare “in circolazione”, che un veicolo sia in marcia ovvero in sosta in luoghi ove si svolga il traffico veicolare, dovendosi qualificare come “scontro” qualsiasi urto tra due (o più) veicoli in marcia ovvero tra uno in moto ed uno fermo.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 03.06.1978, n. 2786

La circostanza che non vi sia stato scontro tra i veicoli impedisce l’applicazione, a carico dei conducenti, della presunzione di eguale concorso nella produzione del danno subito dai singoli veicoli, di cui al secondo comma dell’art. 2054 c.c., ma non già della presunzione di responsabilità prevista nel comma primo dello stesso articolo, poiché tale presunzione sorge a carico del conducente sempre che sia accertato il nesso di causalità tra la circolazione di un veicolo ed il danno all’altro veicolo.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 22.09.2000, n. 12524

In tema di circolazione stradale, la presunzione di cui al secondo comma dell’art. 2054 c.c. -che trova applicazione anche nel caso in cui vengano a collisione un’autovettura ed una bicicletta, in quanto nella categoria dei veicoli sono ricompresi, anche per il nuovo codice della strada, gli stessi velocipedi- risulta superata quando, all’esito della valutazione delle prove, risulti individuato il comportamento colposo esclusivo di uno solo dei conducenti, e risulti, altresì, che l’altro conducente si sia, per converso, esattamente uniformato alle norme della circolazione ed a quelle di comune prudenza.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 07.01.1991, n. 57

Ai fini dell’applicabilità della presunzione di colpa di cui all’art. 2054, secondo comma, c.c. non può parlarsi di scontro di veicoli nell’ipotesi in cui nell’incidente sia rimasta coinvolta una bicicletta condotta a mano da un pedone, non potendo quest’ultimo essere considerato “conducente” del veicolo.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 15.12.2003, n. 19188

In presenza di sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli, il giudizio espresso dal giudice di merito in ordine alla dinamica e alla eziologia dell’incidente e alla condotta dei conducenti dei veicoli scontratisi, ai fini dell’accertamento e della graduazione delle rispettive colpe e delle conseguenti responsabilità, involgendo apprezzamenti di elementi di fatto, è incensurabile in sede di legittimità, sempre che sia sorretto da motivazione adeguata e sia immune da vizi logici e da errori di diritto.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 14.07.2003, n. 11007

La ricostruzione di un incidente stradale, come pure l’accertamento delle condotte dei veicoli coinvolti e della sussistenza o meno della colpa dei soggetti coinvolti è compito del giudice di merito, il cui apprezzamento, ove informato ad esatti principi giuridici ed esente da vizi logici e motivazionali, si sottrae al sindacato di legittimità, e ciò anche per quanto concerne il punto specifico se il conducente di uno dei veicoli abbia fornito la prova liberatoria di cui all’art. 2054 c.c.

Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 15 aprile 2010, n. 9040

In tema di circolazione stradale, l’art. 2054, secondo comma, cod. civ. non inibisce al giudice di merito di graduare, anche in caso di concorso di responsabilità, le percentuali imputabili a ciascun conducente in misura diversa da quella paritetica anche quando non sia provato che il concorrente danneggiato abbia fatto tutto il possibile per evitare lo scontro, qualora ritenga che il conducente dell’altro mezzo abbia una responsabilità prevalente in relazione alle positive risultanze processuali.

Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 5 maggio 2009, n. 10304

In tema di circolazione stradale, la presunzione di cui al secondo comma dell’art. 2054 cod. civ. – che trova applicazione anche nel caso in cui vengano a collisione un’autovettura ed una bicicletta, in quanto nella categoria dei veicoli sono ricompresi, anche per il nuovo codice della strada, gli stessi velocipedi – ha carattere sussidiario ed opera solo quando non sia possibile in concreto accertare le cause ed il grado delle colpe incidenti nella produzione dell’evento dannoso.

Corte d’Appello Firenze Sezione 2 Civile, Sentenza del 13 marzo 2009, n. 363

In tema di responsabilità derivante da sinistro stradale la norma di cui all’art. 2054 c.c. pone il principio generale – sebbene di carattere sussidiario, in quanto operante soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentono di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso – della presunzione di colpa concorrente in caso di scontro, ovvero del concorso di ciascun conducente alla produzione del danno in difetto di prova totalmente o parzialmente liberatoria da parte dell’uno, uguale a quella dell’altro. Il principio in oggetto trova applicazione in tutte le ipotesi in cui il conducente coinvolto nello scontro non riesca a fornire una prova liberatoria in ordine alla propria condotta, ovvero a dimostrare di essersi uniformato alle norme sulla circolazione stradale ed a quelle di comune prudenza e di essere stato messo in condizioni di non poter fare alcunché per evitare il sinistro. Nella specie, nonostante il positivo accertamento di responsabilità in capo all’odierno appellato, nulla ha dedotto il danneggiato appellante in ordine alla conformità della propria condotta alle regole anzidette (nello specifico all’intervenuto azionamento del segnalatore luminoso di cambio direzione).

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 17.12.2007, n. 26523

In tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, la presunzione di pari responsabilità stabilita dal secondo comma dell’art. 2054 cod. civ. in caso di scontro di veicoli, ricorre non solo nei casi in cui sia certo l’atto che ha causato il sinistro ma sia incerto il grado di colpa attribuibile ai diversi conducenti, ma anche quando non sia possibile accertare il comportamento specifico che ha causato il danno, con la conseguenza che, in tutti i casi in cui sia ignoto l’atto generatore del sinistro, causa presunta dell’evento devono ritenersi in eguale misura i comportamenti di entrambi i conducenti coinvolti nello scontro anche se solo uno di essi abbia riportato danni; detta presunzione può essere superata unicamente dalla duplice prova, posta a carico del danneggiato, che lo scontro è dipeso dal solo comportamento colposo dell’altra parte e che il danneggiato medesimo ha fatto tutto il possibile per evitare il verificarsi dell’evento dannoso. (Nella specie, la Suprema Corte ha anche precisato che lo “scontro”, di cui all’art. 2054 cod. civ., richiede solo l’urto fra veicoli e non anche che alcuno, od ognuno, di essi abbia riportato danni).

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 27.06.2007, n. 14834

In tema di circolazione stradale, la presunzione di responsabilità paritaria e concorrente dei conducenti, di cui all’art. 2054 secondo comma, cod. civ., impone una ripartizione delle responsabilità in egual misura nel caso in cui non risulti, in concreto, accertata l’entità della responsabilità esclusiva di ciascuno, mentre tale presunzione non opera, allorquando l’apporto causale colposo di almeno uno dei conducenti sia stato positivamente determinato ovvero (come nella specie) risulti che uno di essi abbia determinato lo scontro con dolo, non potendosi configurare un concorso tra una condotta colposa, da una parte, e una dolosa, dall’altra.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 12.01.2005, n. 456

La presunzione di concorso in pari grado di colpa posta dall’art. 2054 secondo comma, c.c. a carico dei conducenti coinvolti in uno scontro ha carattere sussidiario ed opera perciò soltanto quando non sia possibile accertare in concreto le cause ed il grado delle colpe incidenti nella produzione dell’evento dannoso. Ne consegue che il principio è logicamente e giuridicamente incompatibile con una qualsiasi concreta ricostruzione delle modalità del sinistro – da parte del giudice- e con l’attribuzione, a ciascuno dei conducenti, di uno specifico contributo causale.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 20.07.2004, n. 13445

In tema di responsabilità civile derivante da circolazione dei veicoli, ai sensi dell’art. 2054 primo comma, c.c. l’onere per il conducente di un veicolo di fornire la prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno vale per i danni cagionati a terzi estranei alla circolazione, ma non anche nello scontro tra veicoli, nel qual caso ciascun conducente non deve provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno bensì la colpa o il concorso di colpa dell’altro.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 16.05.2008, n. 12444

In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, il giudice che abbia in concreto accertato la colpa di uno dei conducenti non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell’altro dall’art. 2054, secondo comma, cod. civ., ma è tenuto ad accertare in concreto se quest’ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida irreprensibile. (Nella specie, il giudice di merito aveva attribuito la colpa esclusiva nella causazione di un sinistro stradale al conducente di un ciclomotore che, intendendo svoltare alla propria sinistra, aveva segnalato tale intenzione con il braccio, entrando subito dopo in collisione con un motociclo che, provenendo da tergo, aveva iniziato una manovra di sorpasso a sinistra dell’altro mezzo. La S.C., rilevato come il giudice di merito non avesse in alcun modo accertato se la condotta del conducente del motociclo si fosse uniformata alle prescrizioni dettate in tema di sorpasso dall’art. 148 del codice della strada, ha cassato la decisione di merito enunciando il riportato principio).

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 14.02.2006, n. 3193

In tema di scontro tra veicoli, l’accertamento in concreto della colpa di uno dei conducenti non comporta, di per sé, il superamento della presunzione di colpa concorrente dell’altro, all’uopo occorrendo che quest’ultimo fornisca la prova liberatoria, ovvero la dimostrazione di essersi uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle della comune prudenza, e di essere stato messo in condizioni di non potere fare alcunché per evitare il sinistro. (Nella specie la S.C. ha ritenuto censurabile la sentenza di merito perché non aveva accertato se l’autovettura procedesse a una velocità non superiore a quella massima vigente all’epoca del sinistro e se le condizioni ambientali non richiedessero una velocità inferiore).

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 06.04.2005, n. 7109

Nel caso di scontro tra veicoli, l’accertamento in concreto di responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente, sancito dall’articolo 2054 del c.c., essendo a tal fine necessario accertare in pari tempo che l’altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle di comune prudenza e abbia fatto tutto il possibile per evitare l’incidente. Conseguentemente, l’infrazione, anche grave, come l’inosservanza del diritto di precedenza, commessa da uno dei conducenti, non dispensa il giudice dal verificare anche il comportamento dell’altro conducente al fine di stabilire se, in rapporto alla situazione di fatto accertata, sussista un concorso di colpa nella determinazione dell’evento dannoso. Ove detto accertamento del comportamento dell’altro conducente non sia possibile, opera la presunzione di colpa per l’area residua di responsabilità rispetto a quella accertata in concreto a carico dell’altro conducente.

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