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Yogurt: la dose di calcio e la pubblicità ingannevole


Yogurt: la dose di calcio e la pubblicità ingannevole

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2017



Suggerire che solo assumendo un vasetto di yogurt al giorno è possibile raggiungere la metà delle dosi di calcio suggerito dai medici è un messaggio ingannevole.

 

Spesso le campagne pubblicitarie degli yogurt si macchiano di informazioni non corrette, tendenziose e volte a far credere che solo consumando uno specifico prodotto si può raggiungere la dose di calcio giornaliero sufficiente al fabbisogno quotidiano. Lo sa bene il Garante della Concorrenza e del mercato che, più volte, ha sanzionato le società produttrici di yogurt per pubblicità ingannevole.

In generale, il Garante ricorda che attribuire a un prodotto una specifica qualità che, invece, è tipica del genere cui esso appartiene costituisce illecito. Ad esempio, far credere che solo una marca di yogurt garantisce il 20% del calcio quotidiano, facendo così pensare che, invece, le altre non abbiano tale proprietà, è un messaggio ingannevole. Gli studi dimostrano infatti che un vasetto di yogurt apporta un quinto del calcio necessario a una persona di mezza età.

 

Sempre il Garante ricorda [1] che è ingannevole e fuorviante la campagna pubblicitaria di uno yogurt ricco di calcio focalizzata sulla suggestione che «introdurre ogni giorno la giusta quantità di calcio non è così semplice». Tale messaggio risulta suggestivo in quanto volto a far credere al consumatore che la nostra dieta, anche se ricca di latte e formaggio, sarebbe insufficiente ad apportare la dose raccomandata di calcio, mentre solo acquistando lo yogurt si può raggiungere il fabbisogno giornaliero suggerito dalla medicina.

Insomma, mettere a confronto il vasetto di yogurt con altri latticini, quasi attribuendo solo al primo le proprietà nutritive, è un messaggio ingannevole.

Nel caso di specie, ad essere incriminata era una delle più note case produttrici di yogurt. La pubblicità, che appariva più essere una compagna informativa per l’osteoporosi, dichiarava che le donne over 60 non sono in grado di assumere calcio a sufficienza, mentre una dose di yogurt garantirebbe loro il 50% del calcio quotidiano raccomandato. La pubblicità è ingannevole anche perché il prodotto non è in grado di fornire l’apporto di calcio indicato per lo specifico target individuato.

Dice il Garante: «È ingannevole l’utilizzo del claim «2 donne su 3 non assumono calcio» utilizzato nella presentazione di uno yogurt cui viene attribuita la proprietà di garantire il 50% del calcio quotidiano raccomandato, in presenza di un quadro di assoluta incertezza e oggettiva difficoltà nel misurare gli effettivi quantitativi di calcio assunto in media dalla popolazione italiana; ciò a fronte di un unico studio dal quale si evince, da un lato, che tale carenza è riferibile solo ad alcune fasce di età, peraltro colmabile con una sana alimentazione e, dall’altro, che viene preso a riferimento un parametro diverso e superiore rispetto a quello normativamente riconosciuto come Rda (dose quotidiana raccomandata).

note

[1] Garante concorr. e mercato, sent. n. 24027 del 31.10.2012.

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