Patente B: come cambia l’esame di guida

3 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 aprile 2017



Nuove direttive per la valutazione dei candidati, tra rotonde, inversioni di marcia, parcheggi e retromarcia. Ecco quando si viene bocciati e come fare ricorso.

Cambia l’esame di guida per ottenere la patente B. O meglio: cambia il modo in cui si viene valutati. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una lunga circolare, stabilisce per la prima volta come deve essere fatta la prova al volante per gli aspiranti automobilisti. Gli esaminatori avranno, dunque, meno possibilità di interpretare in questo o in quel modo il comportamento del candidato e dovranno attenersi alle disposizioni del Ministero.

Le modifiche interessano soltanto l’esame di guida e non quello di teoria. Ma gli esaminatori non dovranno soltanto valutare l’abilità del ragazzo al volante: conterà anche quello che il candidato farà dal momento in cui apre la portiera dell’auto e sale in macchina. Vediamo, allora, come cambia l’esame di guida per ottenere la patente B.

Che cosa fare prima di accendere l’auto

Superata la prova teorica, la cui modalità resta sempre la stessa (ma, per completezza, ne parleremo più avanti), è il momento di dimostrare con l’esame di guida per la patente B se le lezioni al volante sono servite a qualcosa. Con le nuove disposizioni del Ministero, l’esaminatore terrà d’occhio il candidato ancor prima che quest’ultimo giri la chiave sul cruscotto per accendere l’auto. Quindi, attenzione:

  • la regolazione del sedile nella corretta posizione di guida: giusta distanza dai pedali e dal volante, altezza e inclinazione;
  • la regolazione degli specchietti retrovisori, delle cinture di sicurezza e del poggiatesta;
  • la chiusura delle porte: occorre dimostrare di essere in grado di azionare il blocco per i bambini, di capire se tutte le portiere sono effettivamente chiuse, di essere in grado di aprire il portabagagli;
  • il controllo dei dispositivi: il candidato deve capire lo stato degli pneumatici, conoscere i comandi posti sul volante, avvertire un’anomalia allo sterzo, verificare un’eventuale «corsa a vuoto» dei freni, controllare i livelli di olio o liquido di raffreddamento, utilizzare la regolazione delle luci in base al carico dell’auto, individuare le varie spie.

Sbagliare una di queste procedure può compromettere l’esito dell’esame di guida per la patente B: soltanto se si supera questa fase sarà possibile passare a quelle successive.

Le manovre da fare durante l’esame di guida

Cintura allacciata, specchietti e sedile regolati, poggiatesta a posto, porte ben chiuse, dispositivi funzionanti. Pronti, partenza, via: si entra nel vivo dell’esame di guida per la patente B. La circolare del Ministero indica le manovre che devono essere effettuate, in particolare:

  • marcia indietro in linea retta o con svolta a destra o a sinistra mantenendosi sulla stessa corsia;
  • inversione di marcia;
  • parcheggio ed uscita dal parcheggio allineato, a pettine obliquo o dritto, marcia avanti o indietro, in piano o in pendenza;
  • frenata di precisione rispetto ad un punto di arresto predeterminato.

Chi fa l’esame di guida per la patente B deve effettuare almeno due di queste manovre, di cui almeno una in marcia indietro.

Comportamento nel traffico durante l’esame di guida

La circolare ministeriale sull’esame di guida per la patente B stabilisce altre prove che il candidato deve effettuare mentre si trova nel traffico quotidiano:

  • la partenza da fermo da un parcheggio, dopo un arresto nel traffico (una coda, un semaforo rosso) e uscendo da una strada secondaria;
  • la guida su una strada rettilinea: l’esaminatore valuterà il comportamento nei confronti di chi arriva in direzione opposta anche in caso di spazio limitato;
  • la guida in curva;
  • il modo in cui si affronta un incrocio o un raccordo;
  • il cambio di direzione, la svolta a destra e a sinistra ed il cambio di corsia;
  • l’ingresso e l’uscita da un’autostrada o da una superstrada;
  • il modo in cui si sorpassa o si viene sorpassato da un altro veicolo e di superare un ostacolo (un’auto in doppia fila, ad esempio);
  • il comportamento del candidato in punti particolari della strada: una rotonda, un passaggio a livello, una fermata dell’autobus o del tram, una lunga salita o una lunga discesa, ingresso e uscita da una galleria, transito sulle strisce pedonali;
  • il rispetto di certe precauzioni nello scendere dal veicolo (verificare che non arrivi un’altra macchina, una moto o una bicicletta al momento di aprire la portiera).

Il tutto in almeno 25 minuti e, se possibile, su strade al di fuori dai centri abitati.

Esame di guida: come viene valutato il candidato

Su quattro delle manovre sopraelencate durante l’esame di guida per la patente B la circolare del Ministero chiede agli esaminatori di attenersi rigorosamente alle linee guida contenute nella circolare al momento di valutare il candidato. Si tratta di:

  • manovre in retromarcia: bisogna ruotare il busto e la testa verso destra, appoggiando un braccio sul sedile del passeggero, per coprire l’angolo morto dello specchietto destro. Se il veicolo non ha visibilità posteriore dall’interno, si può fare la manovra controllando i due specchietti laterali e tenendo entrambe le mani sul volante;
  • inversione di marcia: il candidato deve dimostrare di essere in grado di invertire la marcia effettuando più di una manovra, quindi sia spostando la macchina in avanti sia utilizzando la retromarcia;
  • parcheggio dell’auto: la valutazione principale consiste nella capacità del candidato di parcheggiare la macchina senza salire con una ruota sul marciapiede, senza «appoggiarsi» su un’altra auto o senza creare pericolo o eccessivo ingombro al traffico;
  • transito su una rotonda: il candidato deve sapere – con o senza segnali orizzontali o verticali – che ha la precedenza chi si trova o chi si immette in una rotonda.

L’esaminatore dovrà valutare se il candidato ha dimostrato durante l’esame di guida un atteggiamento prudente e senso civico, uno stile di guida confacente e sicuro che tenga conto delle condizioni meteo, della strada, del traffico, e degli interessi degli altri utenti della strada, anticipandone le mosse (ad esempio un pedone che attraversa la strada all’ultimo momento o un veicolo che fa cenno di uscire da un parcheggio).

Viene chiesto agli esaminatori di tenere conto delle condizioni psicologiche del candidato: insomma, un po’ di emozione durante l’esame di guida per la patente B ci può stare, purché non crei pericolo agli altri.

Quando viene bocciato un candidato all’esame di guida

La bocciatura dopo aver sostenuto l’esame di guida per la patente B deve arrivare, tra le tante altre cose citate nella circolare del Ministero, in caso di violazione di una qualsiasi norma del Codice della strada che preveda la sospensione della patente (superamento del limite di velocità, guida contromano, sorpasso in curva o in condizioni di scarsa visibilità, ecc.). Se, invece, l’infrazione non prevede la sospensione della patente oppure una manovra non è venuta bene (un’inversione di marcia o un parcheggio, ad esempio), l’esaminatore può chiedere al candidato di ripeterla. Una volta, però: dopo il secondo errore, arriva la bocciatura.

L’esaminatore, per giudicare idoneo o non idoneo chi ha sostenuto l’esame di guida per la patente B, dovrà tenere conto del numero e della gravità degli eventuali errori commessi e del senso generale di sicurezza percepito durante la prova.

La prova di teoria dell’esame per la patente B

Come già anticipato, poco o nulla cambia per quanto riguarda la prova di teoria dell’esame per la patente B. La prova si svolge presso la sede dell’Ufficio Motorizzazione civile di competenza e si sostiene con un sistema informatizzato, cioè davanti ad un pc touch-screen. Fogli, libri, telefonini o chiacchierate con il vicino sono vietati: comportano l’esclusione dalla prova.

Il candidato deve rispondere a 40 quesiti, indicando V o F quelli che ritiene veri o falsi.

La prova dura 30 minuti e consente un massimo di quattro errori. Include i contenuti delle prove per il conseguimento delle patenti A1, A2, A, B1 e B2. Il che vuol dire che, superando l’esame di teoria, si può accedere un domani all’esame di guida per ottenere qualsiasi di queste patenti senza dover ripetere la prova scritta.

Come fare ricorso contro la bocciatura all’esame della patente B

Chi ha effettuato l’esame teorico o di guida per la patente B e, anziché la chiave della nuova auto, ha portato a casa una bocciatura, può fare ricorso contro la decisione dell’esaminatore in uno di questi modi:

  • ricorso gerarchico: si tratta di un ricorso da presentare alla Direzione generale territoriale in cui opera l’Ufficio di Motorizzazione civile di competenza dell’esaminatore. Il ricorso si può presentare senza l’ausilio di un avvocato in bollo da 16 euro direttamente oppure tramite raccomandata a/r entro 30 giorni dalla prova contestata. Occorre spiegare il motivo del ricorso, in diritto e in fatto;
  • ricorso giurisdizionale: va inoltrato al Tribunale amministrativo regionale (Tar) in cui opera l’Ufficio di Motorizzazione civile di competenza dell’esaminatore entro 60 giorni dalla prova contestata. Serve l’ausilio di un avvocato;
  • ricorso straordinario al Capo dello Stato: va presentato entro 120 giorni dalla prova contestata, anche senza l’ausilio di un avvocato, ma dopo aver pagato un contributo unificato di 650 euro.

note

Autore immagine: 123rf.com

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