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Cartella di pagamento: prescrizione

3 aprile 2017


Cartella di pagamento: prescrizione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 aprile 2017



Non è vero che la prescrizione della cartella di pagamento è sempre di cinque anni: l’equivoco generato sul web.

Lo scorso novembre, le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato un importantissimo principio in tema di prescrizione delle cartelle esattoriali: la tesi definitivamente sposata dalla Suprema Corte è quella secondo cui il termine di prescrizione non è sempre di 10 anni (come qualche giudice un tempo aveva affermato), ma cambia a seconda del tipo di tassa o sanzione di cui si richiede il pagamento. Dunque, ad esempio, per il bollo auto la prescrizione è di 3 anni, per le multe è di 5, per tutte le imposte erariali (Iva, Irperf, ecc.) la prescrizione è di 5 anni.

Poiché però il caso deciso dalla Corte atteneva a contributi previdenziali Inps e Inail, per i quali la prescrizione si forma in 5 anni, qualche giornale (specie sul web) ha titolato affermando che, da ora, la prescrizione delle cartelle di pagamento è sempre di cinque anni. Ovviamente, la notizia – non corretta – ha generato parecchie incertezze ed equivoci che qui cercheremo di dipanare. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire, quindi, qual è la prescrizione delle cartelle di pagamento.

Le Sezioni Unite della Cassazione

Il principio affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione [1] è piuttosto semplice: anche se il contribuente non impugna la cartella nei termini e questa diventa definitiva, i termini di prescrizione non cambiano e restano sempre quelli propri dello specifico tributo (leggi: Che fare contro la cartella di pagamento ricevuta molto tempo fa).

Ricordiamo che i termini per impugnare la cartella di pagamento sono di:

  • 60 giorni per le imposte e tributi;
  • 40 giorni per i contributi previdenziali Inps e Inail;
  • 30 giorni per le multe.
NATURA DEL DEBITO
TERMINI PER IMPUGNARE
GIUDICE
Iva
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Irpef
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Irap
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Canone Rai
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Contributi Camera Commercio
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Imposta di registro
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Imu
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Tasi
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Tari
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Bollo auto
60 giorni Commissione Tributaria Provinciale
Contributi Inps
40 giorni Tribunale ordinario, sez. lavoro
Contributi Inail
40 giorni Tribunale ordinario, sez. lavoro
Multe stradali
30 giorni Giudice di Pace

Se la cartella non viene impugnata nei suddetti termini diventa definitiva. Nel momento in cui la cartella diviene definitiva, però, il termine di prescrizione non cambia e non è uguale per tutte. Non è quindi sempre di cinque anni, né – come invece vorrebbe Equitalia – di dieci anni. Al contrario, il termine di prescrizione delle cartelle non impugnate varia a seconda del tipo tributo di cui si chiede il versamento. È proprio questo l’importante chiarimento fornito dalle Sezioni Unite che, affrontando però il caso delle cartelle per contributi previdenziali, si è riferita alla prescrizione quinquennale.

Prescrizione della cartella di pagamento

Vediamo, dunque quali sono i termini di prescrizione delle cartelle di pagamento, diversi –come detto – a seconda della natura del debito stesso:

  • imposte erariali: 5 anni secondo la sentenza in commento (in precedenza si riteneva fossero 10);
  • imposte locali: 5 anni;
  • multe, sanzioni e contravvenzioni del codice della strada: 5 anni;
  • bollo auto: 3 anni.

Leggi Cartella di pagamento: termini di prescrizione.

NATURA DEL DEBITO
TERMINI PRESCRIZIONE
Iva
10 anni (*)
Irpef
10 anni (*)
Irap
10 anni (*)
Canone Rai
10 anni
Contributi Camera Commercio
10 anni
Imposta di registro
10 anni
Imu
5 anni
Tasi
5 anni
Tari
5 anni
Bollo auto
3 anni
Contributi Inps
5 anni
Contributi Inail
5 anni
Multe stradali
5 anni
Sentenze di condanna
10 anni (**)

(*) Attenzione: Qualche giudice ritiene che la prescrizione sia di 5 anni. Leggi: Irpef e Iva si prescrivono in 5 anni.

(**) Diverso è il caso in cui il contribuente abbia impugnato la cartella nei termini e abbia perso il giudizio. In tal caso, il titolo non è più la cartella esattoriale, ma la sentenza di condanna, la quale – per regola generale – si prescrive in 10 anni.

Una volta che si è prescritto, il debito con l’agente della riscossione (Equitalia o, dal 1° luglio 2017, Agenzia delle Entrate-Riscossione) scade e non va più pagato. Sempre però che, nel frattempo, non sia arrivata una lettera, un pignoramento o un sollecito: questo ha l’effetto di interrompere la prescrizione e far decorrere nuovamente da capo i termini.

note

[1] Cass. sent. n. 23397/16 del 17.11.2016.

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