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Lo sai che? Come si divide la spesa di acqua in condominio

Lo sai che? Pubblicato il 3 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 aprile 2017

Condominio: criteri di ripartizione per il consumo d’acqua e pagamento dei proprietari secondo millesimi.

Chi vive in condominio e partecipa alle riunioni dell’assemblea sa bene come le decisioni sulla ripartizione dei consumi di acqua determinino puntualmente lo scontro tra i proprietari. Eppure la legge è molto chiara nello stabilire che la spesa di acqua in condominio si divide per millesimi. A stabilirlo è il codice civile [1] che, nel definire le modalità di ripartizione delle spese necessarie per i servizi di interesse comune (tra cui appunto l’acqua) stabilisce che ciò debba avvenire «in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione. Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne. Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità».

Tutto ciò si riassume in un’unica parola: millesimi. I millesimi sono la misura e il criterio per determinare la partecipazione dei condomini alle spese comuni, salvo che il regolamento di condominio – approvato all’unanimità – stabilisca regole differenti.

Non è quindi corretto ritenere, come spesso si vorrebbe far credere, che l’acqua in condominio si divide in base al numero di persone presenti in ogni appartamento. Fino a prova contraria, a valere sono solo i millesimi di proprietà. Millesimi che non vengono determinati solo in base alla dimensione dell’immobile, ma anche tenendo conto di altre caratteristiche strutturali (ad esempio il piano), estetiche (la vista e il panorama) e di comodità (l’esposizione, le linee delle pareti, ecc.). Quindi ben potrebbe avvenire che un appartamento più piccolo presenti maggiori millesimi rispetto a uno più grande.

Come dicevamo, il regolamento di condominio potrebbe contenere regole differenti. Ma tale regolamento deve essere stato approvato all’unanimità. Il che può avvenire:

  • o con votazione in assemblea a cui abbiano partecipato tutti condomini e tutti abbiano condiviso la decisione (cosiddetto regolamento assembleare);
  • o con l’approvazione dal notaio, in sede di acquisto dell’appartamento (cosiddetto regolamento contrattuale).

Se il condomino ha più contatori e uno di questi è per il giardino, la spesa verrà ripartita in modo uguale tra tutti i condomini e non per millesimi. Difatti il cortile spetta ai condomini in parti uguali. Tutti, infatti, godono in misura uguale degli spazi verdi, dell’estetica e dell’ombra. Pertanto i relativi costi (come l’acqua di irrigazione) vengono divisi non per millesimi.

note

[1] Art. 1123 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    sono uno studente universitario fuori sede e sono (insieme ad altri tre colleghi) affittuario di un appartamento sito in un condominio (abbiamo sottoscritto un Contratto di locazione per studenti universitari).
    Il sopracitato condominio è dotato di un unico contatore e la ripartizione delle spese viene effettuata attraverso dei contatori a sottrazione.
    A partire da quest’anno, la tariffazione che ci viene applicata dall’amministratore è quella “ad uso domestico NON residente” (che si distingue da quella “ad uso domestico residente” utilizzata per la restante parte dei condomini) nonostante il Gestore del servizio idrico invii un’unica bolletta.
    Chiedo:
    L’amministratore, vista l’applicazione di due metodi di tariffazione differenti e visto l’invio di un’unica bolletta, ha segnalato al Gestore del servizio idrico la presenza di appartamenti in cui sono locati dei “residenti” e dei “non residenti”?
    in questo scenario, è lecito applicare due distinti metodi di tariffazione?
    Saluti.

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