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Che fare se il testimone non si presenta in udienza?

22 aprile 2017


Che fare se il testimone non si presenta in udienza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 aprile 2017



Ci si può non presentare alle udienze per essere interrogato dal giudice? Ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento danni?

Al fine di rispondere al quesito è bene, preliminarmente, distinguere tra contumacia e mancata comparizione.

Ricorre la prima ipotesi quando taluno, essendo stato citato in giudizio, non si costituisce, cioè non conferisce al difensore un mandato affinché lo difenda nella causa che, in ogni caso, seguirà il proprio corso.

Si parla, invece, di mancata comparizione quando la parte processuale, dopo essersi regolarmente costituita, non si presenta alle udienze.

La differenza tra le due ipotesi appena richiamate è notevole poiché mentre il soggetto contumace andrà incontro a numerose preclusioni processuali (in altre parole non potrà esercitare in modo pieno il diritto di difesa), la parte processuale che non si presenta alle udienze dopo la regolare costituzione non riceverà alcuna limitazione di tutela avendo affidato al proprio legale il compito di rappresentarla e di curare i propri interessi processuali. Naturalmente, la presenza alle udienze risponde ad un interesse della parte processuale la quale, però, è libera di non presenziare non vigendo alcun obbligo in tal senso.

Peraltro il comportamento delle parti processuali nel corso del giudizio non è privo di rilievo: infatti, il legislatore prevede che sia le parti che i loro difensori hanno il dovere di comportarsi in giudizio con lealtà e probità. Qualora la parte tenga una condotta contraria ai doveri di lealtà e probità, il giudice potrà tenere conto del comportamento processuale nella sentenza che chiude il giudizio e, se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna al risarcimento dei danni oltre che alle spese processuali.

Diverso discorso va fatto per coloro che partecipano al processo in qualità di testimoni. Prima di iniziare la prova testimoniale il giudice richiede al testimone le generalità che, solitamente, nel processo civile vengono confermate mediante l’esibizione del documento d’identità. Le parti possono fare osservazioni sull’attendibilità del testimone ed, in tal caso, quest’ultimo dovrà fornire i chiarimenti necessari. Qualora il testimone regolarmente intimato non si presenti all’udienza, il giudice può ordinare una nuova intimazione e – in caso di condotta reiterata – può ordinare l’accompagnamento coattivo all’udienza nonché condannarlo ad una pena pecuniaria non inferiore a 100 euro e non superiore a 1000 euro. Inoltre, se il testimone rifiuta di giurare o di deporre senza giustificato motivo o se vi è il sospetto fondato che quegli non abbia detto la verità, il giudice lo denuncia al pubblico ministero.

Tanto premesso per quanto riguarda la disciplina generale in tema di regolare costituzione delle parti nel giudizio e di condotta dei testimoni, è possibile ora rispondere al quesito posto.

Poiché, nel caso di specie, l’autorità giudiziaria ha disposto un rinvio, l’obbligo di identificazione dovrà essere adempiuto in occasione della prossima udienza. È, inoltre, importante precisare che i testimoni non possono essere introdotti liberamente nel giudizio: possono deporre sui fatti della causa soltanto coloro che rientrano nella lista testimoniale predisposta dai difensori ed ammessa dal giudice. Di conseguenza, qualora il difensore conduca in giudizio un testimone non presente nella lista precedentemente ammessa quest’ultimo non potrà rendere alcuna testimonianza.

Quanto poi alle parti processuali, esse di norma non assumono l’ufficio di testimone (in quanto hanno un interesse diretto nel giudizio) ma possono comunque essere sentite nel corso della causa (pur non essendo sottoposte alle rigide regole prima indicate): per tale ragione, le loro dichiarazioni verranno valutate dal giudice con una maggiore elasticità.

Qualora l’attore decida di non voler essere sentito nel giudizio da lui avviato, il difensore potrà rinunziarvi liberamente a meno che non sia il giudice a ritenere necessario sentire l’attore o a meno che non sia il convenuto a disporne la citazione nel giudizio. In conclusione, l’attore può decidere di non presentarsi alle udienze ma ciò non incide sul regolare svolgimento del processo il quale continuerà anche in assenza di questi.

Quanto alla possibilità di ottenere un risarcimento del danno cagionato dalla condotta dell’attore, come già indicato nella premessa, la richiesta potrà essere accolta dal giudice qualora l’attore soccomba nel giudizio e purché abbia agito con colpa grave o malafede.

Diverso discorso vale nel caso di eccessiva durata del processo. Il nostro ordinamento si ispira al principio della ragionevole durata del processo secondo cui il processo deve svolgersi entro tempi contenuti al fine di arrecare il minor disagio possibile alle parti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

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