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Lo sai che? Assegno familiare per i genitori non sposati

Lo sai che? Pubblicato il 25 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 aprile 2017

Assegni al nucleo familiare per i genitori non coniugati e non conviventi: quando e a chi spettano?

Tra le agevolazioni e i sussidi previsti dallo Stato di cui il cittadino lavoratore può usufruire, troviamo gli assegni familiari, un’importante prestazione sociale che raggiunge e aiuta milioni di famiglie italiane. Questa prestazione spetta non soltanto alle famiglie “tradizionali”, con coniugi e figli, ma anche alle cosiddette famiglie di fatto, in cui i genitori non sono sposati, oppure non convivono nemmeno. In presenza di genitori non coniugati e non conviventi, però, ci sono degli ulteriori adempimenti da mettere in atto, per ottenere gli assegni. Vediamo quali.

Assegno al nucleo familiare: cos’è

L’assegno per il nucleo familiare (Anf) è una prestazione economica di tipo assistenziale che viene erogata dall’Inps in base al reddito familiare e alla composizione della famiglia. Per averne diritto, bisogna rispettare determinati quadri di riferimento all’interno dei quali rientrare, che vengono stabiliti annualmente dalla legge. Questa prestazione va ad integrare la retribuzione o la pensione.

Assegno al nucleo familiare: a chi spetta

In generale l’Anf spetta ai lavoratori:

  • dipendenti o lavoratori in particolari situazioni, per le quali spetta il pagamento diretto dell’Inps;
  • dipendenti agricoli;
  • domestici;
  • iscritti alla Gestione Separata;
  • titolari di prestazioni previdenziali.

L’assegno spetta dunque anche ai titolari di pensione (a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, fondi speciali ed Enpals). I piccoli coltivatori diretti e i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi, invece, hanno diritto a una prestazione differente.

Assegno al nucleo familiare: i componenti della famiglia

Vediamo come vengono identificati i componenti del nucleo familiare, discriminante importante ai fini dell’assegno, in quanto l’importo Anf varia in base alla composizione della famiglia.

Fanno parte del nucleo:

  • la persona che richiede l’assegno, quindi il richiedente;
  • il coniuge;
  • i figli (anche quelli adottivi o nati dal precedente matrimonio del coniuge o affidati secondo la legge), se di età inferiore a 18 anni, oppure maggiorenni inabili;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente se minori, o maggiorenni se inabili con la condizione indispensabile che non siano coniugati.

Non fanno parte invece del nucleo familiare del richiedente:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge che ha abbandonato la famiglia;
  • i figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge (in caso di separazione legale o divorzio);
  • i familiari di cittadino straniero non residente in Italia. Fanno eccezione i cittadini di stati che hanno stipulato apposite convenzioni bilaterali;
  • i figli naturali, riconosciuti da entrambi i genitori, che non convivono con il richiedente;
  • i figli naturali del richiedente coniugato che non siano inseriti nella sua famiglia legittima;
  • i figli ed equiparati maggiorenni, non inabili, anche se studenti o apprendisti;
  • i figli minorenni o maggiorenni inabili che sono coniugati;
  • i fratelli, le sorelli e i nipoti (ad eccezione dei nipoti viventi a carico dell’ascendente) – anche se minorenni o inabili – che sono orfani di un solo genitore o titolari di pensione ai superstiti o sposati;
  • i genitori e equiparati, e gli altri ascendenti.

In questi casi, per l’inclusione dei familiari nel nucleo, bisogna richiedere un’autorizzazione all’Inps, che la rilascia con modello Anf 43.

Assegno al nucleo familiare per i genitori non sposati

Ma soffermiamoci ora sulle norme che riguardano i genitori non sposati. Per capire come viene regolato il tutto e a quale dei due genitori spetta l’Anf, è essenziale studiare lo status della coppia.

La legge precisa che fa parte del nucleo familiare solo il coniuge che non è separato dal cittadino che richiede l’assegno familiare. Questo vuol dire, in pratica, che in caso di semplice convivenza o di genitori che non sono sposati e che vivono separatamente, l’Anf può essere richiesto da uno dei due genitori senza che il reddito dell’altro venga preso in considerazione, avendo, dunque, diritto ad una prestazione maggiore.

La legge, peraltro, specifica che non è necessario che i componenti del nucleo familiare debbano convivere: questo significa che è possibile che uno dei genitori, insieme ai figli, possa vivere anagraficamente in un posto diverso rispetto a quello del genitore richiedente, anche fuori dall’Italia.

È possibile, quindi, che solo uno dei due genitori possa richiedere l’assegno in relazione ai propri figli. Ma come viene stabilito l’avente diritto se si tratta di genitori che non convivono più, con un figlio nato fuori dal matrimonio?

Secondo quanto chiarito dall’Inps [1], è il genitore che convive con il minore ad aver diritto agli assegni, anche se non titolare di un autonomo diritto alla prestazione: pertanto, anche se privo di reddito, può chiedere il pagamento degli Anf sulla posizione dell’altro genitore, lavoratore dipendente non convivente.

In buona sostanza, quando i genitori non convivono e non sono coniugati:

  • l’Anf spetta comunque, avendo riguardo al rapporto di lavoro dipendente (o comunque alla diversa posizione tutelata) del genitore naturale non convivente con i figli;
  • il reddito da prendere in considerazione per l`erogazione della prestazione resta, invece, quello del nucleo familiare composto dal genitore convivente e dai figli del lavoratore richiedente.

Assegno al nucleo familiare genitori non sposati: domanda

Il genitore non sposato, non convivente con la prole, che sia lavoratore dipendente, deve presentare al proprio datore di lavoro la domanda di Anf utilizzando il normale modello Anf Dip (Sr 16), senza indicare, tuttavia, i propri redditi nel quadro relativo ai dati reddituali.

Deve, invece, allegare alla domanda la dichiarazione reddituale resa dal genitore naturale convivente con i figli, redatta sul modello Anf/Fn: in particolare, devono essere dichiarati i redditi del genitore convivente e quelli, eventuali, dei figli del lavoratore richiedente che convivono con l`altro genitore, oltre alle modalità di pagamento desiderate (bonifico o accredito).

Il datore di lavoro, al quale il lavoratore presenta la domanda, deve erogare la prestazione direttamente al genitore naturale convivente con i figli, con le modalità di pagamento dello stesso indicate nel modello Anf/Fn.

Assegno al nucleo familiare per i genitori separati

Vengono considerati non conviventi anche quelle coppie che sono, in via temporanea, “separati in casa”, a condizione che siano stati autorizzati dal giudice.

Le cose vanno diversamente, invece,  se i coniugi sono separati o divorziati e risiedono in abitazioni diverse, con affidamento condiviso del figlio. In questo caso entrambi i genitori hanno il diritto di richiedere l’Anf: sta quindi ai coniugi accordarsi tra chi dei due debba chiedere la prestazione.  Se questo però non succede e i due genitori non riescono a trovare un accordo, l’assegno viene concesso al genitore convivente con i figli. Questo diritto resta invariato anche quando il coniuge non abbia diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione).

note

[1] Inps Circ. n. 36/2008.


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32 Commenti

  1. grazie per l’articolo molto chiaro e ben scritto. io e il padre dei miei due bambini (che siamo non sposati, non conviventi, con due residenze diverse) rientriamo perfettamente in questo caso ma da parte del caf/patronato mi è stato detto che, avendo io reddito derivante da libera professione, non posso accedere all’assegno. ovviamente il padre dei bambini è lavoratore dipendente a tempo indeterminato..
    potrei avere un chiarimento in merito al mio caso specifico? è vero che potrò avere accesso anche agli arretrati se riuscirò finalmente a farmi accettare la domanda entro 5 anni?
    grazie,
    CM

    1. ciao, io sono nella tua identica situazione, è da un mese che cerco risposte, mi sono resa conto che la circolare 36 del 2008, quella che parla della nostra situazione, in alcuni patronati non sarà arrivata,visto che continuano a dirmi
      che bisogna avere la stessa residenza.
      al contat center dell’inps mi hanno detto che mi spettano,
      all inps di un comune della mia città mi hanno detto che devo avere il 70% di redd da lavoro dip, infine ho scritto a inps risponde sul sito e mi hanno risposto che ci vuole l autorizzazione. Forse trovato un patronato competente, nei prox giorni ci andrò, poi ti saprò dire.
      Prova anche tu a scrivere a inps risponde(nel sito dell’inps) e vedi cosa ti rispondono…casomai teniamoci aggiornate. buona serata

      1. Salve, sono nella stessa situazione anche io: 2 figlie, non sposati, con residenze diverse, le figlie risiedono con me, io libera professionista, lui dipendente a tempo indeterminato. Sto cercando di dirimere la situazione. Per ora la domanda è stata rifiutata e l’INPS del mio comune non mi ha dato risposte esaurienti. Proverò anche io a scrivere a INPS. Teniamoci aggiornate.
        A presto. Buona serata

        1. ciao..i primi di agosto sono andata al patronato a fare la domanda per gli assegni, ad oggi non mi è arrivata risposta, ma visto che a te l anno respinta ,faranno lo
          stesso anche con me..(ti saprò dire).
          L’impiegata del patronato non conosceva la circolare, perchè non le sono mai capitati casi come il nostro, , però leggendola, l ha interpretata come me e mi ha
          inviato la domanda con allegata la fotocopia della
          circolare 36 del 2008..secondo me anche all’inps non
          le conoscono tutte!!
          L’unica cosa che non riesco a capire è cosa intendano
          con ” PRIVO DI AUTONOMO DIRITTO” sulla circolare
          c è scritto cosi , noi siamo prive di autonomo diritto?
          secondo me si, qualcuno sa che significa per l’inps?
          Appena ci sono novità ti dico.
          Ciao Elisa

          1. ciao, sono nella vostra stessa situazione. siete riuscite a trovare una soluzione?
            Grazie

  2. ciao,io sono una mamma divorziata con 2 figlie a carico.il mio ex marito ha la stessa residenza con me ed è rimasto ad abitare nella stessa casa anche dopo il divorzio.la mia domanda è se devo mettere anche lui nello stato di famiglia al momento della compilazione del modulo per gli assegni nucleo famigliare.

  3. Anch’io sono nella stessa situazione di Elisa e Sara e ad oggi non sono riuscita a farmi riconoscere il diritto per il semplice motivo che l’azienda del padre di mio figlio sostiene che il mio reddito deve provenire almeno per il 70% da lavoro dipendente. L’azienda si rifiuta nonostante ci sia l’autorizzazione dell’INPS. Teniamoci in contatto il mio indirizzo email è ecolmar chiocciola libero.it

    1. BUONE NOTIZIE…mi è arrivata l’autorizzazione dell’inps
      per gli ANF e visto che il padre delle mie figlie è dipendente dal 2013..l autorizzazione parte da quell anno fino al compimento dei 18 anni.
      un consiglio…quando andate al patronato portatevi la copia della circolare 36 del 2008 e chiedete di mandarla
      in allegato alla domanda di autorizzazione.
      sono sempre piu convinta che questa circolare sia passata
      inosservata a molti, ma ciò non mi sconvolge visto la burocrazia che abbiamo in italia!!
      Per Anna…non credo che il datore di lavoro possa decidere se hai l autorizzazione inps, visto che non ti paga lui , ma fa solo da tramite!!! in bocca al lupo e non mollate!!! ciao

      1. Grazie Elisa, infatti non intendo mollare purtroppo però sarò costretta a fare causa all’azienda del mio compagno visto che loro non vogliono pagare nonostante l’autorizzazione adducendo come motivazione che io non ho un reddito da lavoro dipendente. Se trovate qualche circolare inps che chiarisce la questione del 70% di reddito proveniente da lavoro dipendente quale requisito per avere gli anf anche nel nostro caso specifico fatelo circolare. Grazie a tutti

        1. La circolare è quella che ti ho scritto scaricala da internet e portagliela…non parla del 70% anche perchè se tu avessi il 70% di reddito da lavoro dipendente te li potresti chiedere da sola gli assegni…non avresti bisogno di chiederli attraverso il padre … io ho pensato di allegare la circolare anche ai documenti che darò al suo datore di lavoro…cosi se la leggono….ciaoo

  4. Alla fine ho risolto anch’io, l’azienda “mi ha concesso gli assegni”. Dopo un anno di battaglie siamo riusciti a farci riconoscere un nostro diritto

    1. L azienda l ha concessa anche a me però ho dovuto firmare un autocertificazione in cui sollevo l azienda da
      eventuali problemi, perchè anche loro sostengono che
      ci vuole quel benedetto 70% di redditi
      Ma nel modello FN voi avete indicato i vostri redditi che provengono solo da lavoro autonomo?
      Attendo notizie
      Ciao Elisa

  5. Domanda: sono dipendente a tempo indeterminato e vorrei far fruire gli assegni familiari alla madre di mio figlio, la quale è disoccupata. Non siamo sposati né conviviamo, risultando in due residenze diverse. In fase di richiesta di ANF devo forse includere nei redditi del nostro nucleo familiare anche quelli della nonna pensionata che ha residenza con loro?

    1. Non so, nel mio caso, tua stessa situazione però la madre di mio figlio ha un reddito da lavoro autonomo e nel reddito ha messo solo il suo pur avendo residenza con i suoi genitori. Nel tuo caso, se la mamma è a carico dei suoi genitori presumo debba mettere anche il loro reddito

    2. ciao, se guardi l articolo “cosa si intende per nucleo familiare “sempre su questo sito, vedrai che distingue lo stato di famiglia( in cui ci sono tutti gli abitanti sotto lo stesso tetto) e il nucleo familiare che si compone dei familiari a carico del richiedente. quindi direi che la nonna non c entra. A me sembra di capire così. comunque fammi sapere perchè a breve anche mia mamma deve venire a vivere con me. Comunque anche a te consiglio di fare una fotocopia della circolare inps nr 36 del 2008 e consegnarla insiema alla domanda .
      Purtroppo neanche alcuni impiegati inps la conoscono.
      Ciao

  6. mi intrometto e vi allego la risposta del inps,nel mio caso
    tra le altre cose nel 2011 mi avevano accettato la domanda,ora vogliono indietro 9000 euro
    inps
    spett.le Azienda,
    la Sig.ra ……….. è priva di posizione tutelata per i trattamenti di famiglia in quanto titolare di impresa commerciale (non versa nelle casse della gestione separata, bensì in quelle di artigiani/commercianti).

    E’ stata applicata la normativa prevista dalla circolare 36 del 2008 (allegata); in caso i redditi della Sig.ra, comunicati tramite ANF/fn, non risultino almeno per il 70% da lavoro dipendente o assimilato: nulla è dovuto

    Abbiamo provveduto a produrre il provvedimento che limita la validità dell’autorizzazione 4772850 all’11/2/18, restiamo in attesa della domanda del Sig. Chari per figlio naturale convivente con decorrenza 12/2/18.

    cordiali saluti

    1. Questa è una vera mazzata. La normativa è così confusa e soggetta ad interpretazione che nè patronati, nè addetti inps, nè avvocati hanno saputo dare una risposta certa e definitiva. L’inps dal canto suo si prtonuncia con tempi biblici che creano grossi problemi. Invito chiunque abbia competenza di intervenire nella questione per fare chiarezza in particolare sulla questione del 70% di reddito da lavoro

    2. Siamo un paese allo sbando!!! Ma perchè non gli rispondi che se avesse avuto il 70 % dei redditi da lavoro dipendente se li sarebbe potuta chiedere da sola e non avrebbe avuto bisogno di chiederli sulla posizione dell altro genitore che invece ha il 70% da lavoro dipendente? Almeno questo é il mio caso…..grazie comunque dell informazione…..io l autorizzazione l ho avuta da bologna ciao

      1. Brava, ed è esattamente questo il punto. Possibile che non ci sia nessuna sentenza che chiarisca la questione?

    3. Io non sono mai stata sposata e non convivo con il padre dei miei figli …e sono lavoratrice autonoma (commercante)
      Daniele la tua situazione è uguale alla mia?

    1. Sicuramente quelle dei lavoratori dipendenti, ma non ti posso dare la certezza , però mi sembra ovvio.
      Nella risposta che ti ha dato l inps , c è scritto in pratica che se versi nella gestione separata, ovvero i liberi professionisti ecc. avresti diritto agli anf , versando come commerciante no. boh…allora stò 70% centra o no?
      Il problema è sempre quello, capire cosa vuol dire PRIVO DI PROTEZIONE PROTETTA per l inps..La circolare non specifica che TIPO di redditi deve avere il genitore convivente, ma l importante che abbia il 70% il genitore richiedente.
      Gli ANF , servono per il sostentamento dei figli e mi sembra giusto che anche i nostri ne abbiano diritto, e infatti chiedono il reddito della madre…se io guadagnassi per ipotesi 40.000 euro all anno è giusto che l anf sia proporzionale a tale reddito.
      Teniamoci in contatto, se qualcuno ha novità ce le comunichi, e prima di restituire i 9000 euro senti più campane.
      A presto

  7. Daniele io al posto tuo proverei a fare opposizione davanti ad un giudice. Spesso l’inps nei casi controversi interpreta sempre le cose a proprio favore, a meno di una senternza del giudice

  8. Buongiorno,

    la mia situazione è questa: siamo una coppia di conviventi non coniugati, quali moduli devo allegare alla autorizzazione anf 42? siamo entrambi dipendenti tempo indeterminato. Per ora ho allegato la rinuncia dell’altro genitore agli assegni ed il suo documento. Basta o si deve allegare anche il modello sr65 con i dati del non richiedente?

    Grazie.

    1. scusa perchè devi allegare la rinuncia dell’altro? l’assegno lo può chiedere solo uno dei due genitori o si può scegliere se uno solo o entrambi?

  9. Salve.
    Mi chiamo Daniele T e non ho ben capito ai fine della richiesta di assegno per nucleo familiare se ci sia differenza tra genitori non sposati con la stessa residenza e genitori non sposati con residenze differenti.

    1. Dal 1 gennaio 1998, gli Assegni al Nucleo Familiare sono stati estesi e riconosciuti anche agli iscritti alla gestione separata dei lavoratori autonomi, non iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie o pensionati.

      Sono state, inoltre, rimosse le limitazioni relative al reddito pro-capite prevedendo pertanto, il raggiungimento del requisito del 70% per la composizione mista del reddito, derivata dalla somma di un lavoro dipendente e di uno parasubordinato.

      Importante: L’assegno per il nucleo familiare è cumulabile con l’ assegno per il nucleo familiare concesso dai Comuni.

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