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Prima casa e auto non fanno più reddito

4 Aprile 2017
Prima casa e auto non fanno più reddito

Redditometro: non si possono più considerare beni di lusso una casa e un’auto per contribuente visto che ormai li hanno tutti.

A lungo sono stati lo spauracchio di tutti i contribuenti: l’acquisto di una casa o di un’auto, considerati come beni di lusso, hanno dato il “la” a numerosi accertamenti fiscali attuati mediante il redditometro. Questo perché l’Agenzia delle Entrate ha sempre ritenuto tali beni rivelatori di capacità contributiva e, in buona sostanza, indici di ricchezza. Ma non è più così: al contrario, quasi tutti i contribuenti dispongono di un tetto sotto cui dormire e di un mezzo di locomozione. Per cui è giusto arrivare alla definitiva presa di coscienza che prima casa e auto non fanno più reddito. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale della Toscana con una sentenza evolutiva [1] che, di certo, non passerà inosservata.

Al bando le ipocrisie e le visioni formalistiche: acquistare un’auto è ormai possibile con finanziamenti molto bassi e a tasso zero; diventare proprietari di una casa è meno costoso di prenderla in affitto se si dispone di un capitale di partenza (spesso regalato dai genitori). Così, come è impensabile procedere a un accertamento fiscale nei confronti di tutti coloro che hanno casa di proprietà, è altresì improbabile pensare che tutti costoro sono evasori fiscali.

Ovviamente ogni situazione deve essere valutata in modo critico e senza cadere in generalizzazioni. Una cosa è un appartamento, un’altra una villa. Un mezzo modesto e vecchio non è equiparabile a un’auto di grossa cilindrata nuova di zecca. Dunque, a influire sulla possibilità dell’accertamento fiscale di tipo sintetico (tramite, cioè, redditometro) è anche il valore del bene acquistato. Se si prescinde dai casi in cui la spesa è particolarmente elevata e sopra la media, sinonimo pertanto di «capacità contributiva», l’abitazione principale deve considerarsi non più un bene voluttuario, ma essenziale per il soddisfacimento del bisogno primario dell’uomo (tanto è vero che la legge ha reso la prima casa impignorabile); dall’altro lato il possesso di una macchina risulta ormai generalizzato: ogni contribuente ne dispone una e, spesso, in una famiglia, per ogni componente c’è una vettura differente.

È pertanto illegittimo – sostiene la sentenza in commento – l’accertamento fiscale da redditometro nei confronti del contribuente che è titolare solo di un’abitazione principale e di un’autovettura di modesto valore. Tali beni vanno pertanto tolti dal calcolo del reddito [2].


note

[1] Ctr Toscana, sent. n. 499/2017.

[2] Al riguardo si ricorda che, ai sensi art. 1, comma 1, del decreto ministeriale del 1992, applicabile ratione temporis, «la disponibilità di beni e servizi descritti nella tabella allegata che fa parte integrante del presente decreto, è valutata, ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo netto delle persone fisiche ai sensi dell’articolo 38, quarto comma, del predetto decreto secondo le modalità indicate nel presente decreto”, ossia sulla base della mera disponibilità del bene o servizio indice di capacità contributiva. A ciascuno dei beni e servizi elencati nella tabella allegata al citato dm del 1992 corrisponde un valore predefinito, da moltiplicare per il rispettivo coefficiente. Il valore così ottenuto è indicativo non della spesa sostenuta in relazione al possesso dello specifico bene o servizio, quanto piuttosto del reddito complessivo induttivamente espresso dalla disponibilità del medesimo bene o servizio».

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Ok ma per quanto riguarda il pagamento delle tasse universitarie?o borse di studio come ci si regola?

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