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Incidenti: l’Anas non risponde dell’ostacolo visibile ai bordi della strada

28 Gennaio 2013
Incidenti: l’Anas non risponde dell’ostacolo visibile ai bordi della strada

La mancata manutenzione della strada pubblica e la non conformità della stessa alle prescrizioni del codice della strada determina una responsabilità per la pubblica amministrazione solo se da tale omissione deriva un pericolo insidioso: ossia non visibile e non prevedibile.

La violazione dell’obbligo [1] di segnalare con strisce colorate di vernice bianca e nera eventuali ostacoli (per es. muretti ai margini della carreggiata) non è fonte di responsabilità automatica per la pubblica amministrazione: l’obbligo di risarcimento, infatti, scatta solo se l’ostacolo era comunque di per sé visibile da una persona media.

La colorazione zebrata è volta ad evitare eventi dannosi, ma la responsabilità della P.A. si ha solo se il mancato rispetto delle norme da parte di quest’ultima determina l’insorgere di una situazione di obiettivo pericolo. Lo ha ribadito la Cassazione [2] che ha anche specificato come la sola violazione delle norme sulla segnalazione degli ostacoli non può essere di per sé fonte di responsabilità dell’Amministrazione: occorre invece che l’omissione abbia determinato, nelle circostanze di tempo e di luogo in cui si è verificato il sinistro, una situazione di non visibilità oggettiva dell’ostacolo.


Se un ostacolo posto nelle adiacenze della strada – per es. un murettto – è oggettivamente visibile, seppure non segnalato con la dovuta colorazione zebrata non consente all’automobilista di chiedere il risarcimento al proprietario della strada.

La visibilità va valutata anche tenendo conto delle dimensioni dell’ostacolo e dell’ora in cui si è verificato l’incidente. Per es.: se il sinistro si verifica nelle ore diurne, il danneggiato non potrà che prendersela con la propria disattenzione nell’evitare l’evidente ostacolo.

note

[1] Art. 42 cod. str. e 175 regolam. attuat.

[2] Cass. sent. n. 15224 del 20.06.2005.


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