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Lo sai che? Cartella pagamento, calcolo interessi dal 2017

Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2017

L’Agenzia delle Entrate fissa al 3,50% il tasso di interesse annuale da applicare sugli eventuali interessi di mora a partire dal 15 maggio 2017.

Il nuovo tasso d’interesse che si applica dalla data della notifica della cartella esattoriale e fino alla data del pagamento, scende dal 4,13% al 3,50% annuo. È questo l’effetto del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate di oggi che fissa il nuovo calcolo degli interessi di mora sulle cartelle esattoriali. Dunque, sul debito dovuto dal contribuente si applicheranno gli interessi al 3,50% per ogni anno di ritardo nel pagamento.

Cartella di pagamento: come avviene il calcolo degli interessi?

Gli interessi di mora scattano in caso di mancato pagamento entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella medesima. Il pagamento della cartella nei 60 giorni non è soggetto a interessi di mora.

Il nuovo tasso per chi paga in ritardo è del 3,50% ed entra in vigore dal 15 maggio 2017 relativamente alle somme versate in ritardo, a seguito della notifica di una cartella di pagamento.

Per quanto invece riguarda la rateazione (chi chiede cioè a Equitalia la dilazione), si applicano gli interessi legali. Dal 1° gennaio 2017 è anche cambiata la misura degli interessi legali, che sono passati dallo 0,2%, applicato fino al 31 dicembre 2016, allo 0,1% applicabile dal 1° gennaio 2017.

È invece del 4,50% il tasso applicato per chi decide di rateizzare le somme dovute in caso di rottamazione delle cartelle; la domanda si può presentare entro il 21 aprile.

 

Sono invece dovuti nella misura del 3,5% annuo – quindi al pari degli interessi di mora – gli interessi per le somme versate nei termini, in caso di rinuncia all’impugnazione dell’accertamento, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale.

Inoltre, per i pagamenti rateali, sugli importi delle rate successive alla prima, sono dovuti gli interessi legali. La misura del tasso di interesse legale deve essere determinata con riferimento all’annualità in cui viene perfezionato l’atto di accertamento con adesione, rimanendo costante anche se il versamento delle rate si allunga fino agli anni successivi.

Chi paga meno interessi?

Il contribuente che riceve una cartella e non effettua il pagamento entro i 60 giorni dalla notifica, è tenuto a pagare gli interessi di mora ad un tasso determinato annualmente con provvedimento del Direttore dell’Agenzia. Il tasso d’interesse, che si applica a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, a partire dal 15 maggio prossimo scenderà dal 4,13% al 3,50% annuo.

La misura, come previsto dall’art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973, è stata rideterminata in considerazione della media dei tassi bancari attivi, in basse alle stime fornite dalla Banca d’Italia.


Fissazione della misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo ai sensi dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento

Dispone

A decorrere dal 15 maggio 2017, gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo sono determinati nella misura del 3,50 per cento in ragione annuale.

Motivazioni

L’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 prevede che, decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, sulle somme iscritte a ruolo, escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

In attuazione di tale disposizione, con provvedimento del 27 aprile 2016, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo è stata fissata al 4,13 per cento in ragione annuale.

Considerato che anche l’articolo 13 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159 prevede che il tasso di interesse in questione sia determinato annualmente con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, è stata interessata la Banca d’Italia, la quale, con nota dell’8 marzo 2017, ha stimato al 3,50 per cento la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 1.1.2016 / 31.12.2016.

Il presente provvedimento fissa, pertanto, con effetto dal 15 maggio 2017, al 3,50 per cento in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

Riferimenti normativi

– Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle entrate

Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (artt. 57, 62, 67, comma 1 e 68, comma 1) Statuto dell’Agenzia delle Entrate (art. 5, comma 1)

– Disciplina di riferimento

Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (art. 30) Provvedimento Direttoriale del 27 aprile 2016
Decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159 (art. 13)

La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Roma, 4 APRILE 2017

PROT.66826

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

Rossella Orlandi

Firmato digitalmente


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