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Ho firmato una clausola ma non voglio rispettarla: che fare?

23 aprile 2017


Ho firmato una clausola ma non voglio rispettarla: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 aprile 2017



Faccio parte del cda di una cooperativa di consumo; mi sono obbligato a non comunicare a terzi documenti e informazioni sulla gestione. Se lo faccio verrò revocato. Posso impugnare questa clausola?

La dichiarazione sottoscritta dal lettore potrebbe essere impugnata unicamente se ricorresse quello che il codice civile definisce “errore” cioè una errata, da parte sua, valutazione delle conseguenze e degli effetti legali dell’atto sottoscritto.

Il suggerimento è quello di tentare, innanzitutto, assieme agli organi sociali, di annullare consensualmente la dichiarazione già resa senza dover affrontare le lungaggini ed i costi di un contenzioso.

Se un accordo bonario non fosse possibile, i vizi fondamentali dei contratti, che la legge e la giurisprudenza ritengono applicabili anche alle dichiarazioni e atti unilaterali (cioè provenienti da una singola volontà), sono la violenza (cioè quell’azione che suscita, in chi la subisce, il timore di un male ingiusto e notevole), il dolo (cioè l’azione che, attraverso artifici e raggiri, induce il soggetto che la subisce a sottoscrivere un atto) e l’errore (cioè l’errata percezione delle conseguenze o degli effetti o del contenuto della dichiarazione o del contratto che si sottoscrive).

Analizzando il caso del lettore, è escluso che vi possa essere stata violenza o dolo. Per affermare, invece, che la sua volontà sia stata indotta a sottoscrivere l’atto a causa di un errore da parte sua circa le conseguenze o gli effetti legali delle clausole contenute nella dichiarazione, è necessario che tale errore sia riconoscibile dai soggetti a cui la dichiarazione era destinata (cioè gli organi sociali). Occorre, cioè, dimostrare che gli organi sociali a cui la sua dichiarazione era diretta erano in grado di riconoscere l’errore commesso dal lettore nel momento e all’atto della sua sottoscrizione.

Ebbene, si esclude che se vi fu errore da parte sua nel percepire le conseguenze e gli effetti della dichiarazione che stava sottoscrivendo, tale errore fosse riconoscibile (cioè percepibile) dai soggetti alla cui presenza egli appose la firma.

Ma c’è di più. Anche se la dichiarazione sottoscritta dovesse essere annullata, il lettore sarebbe comunque tenuto, per il rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati personali, a non divulgare a terzi il contenuto degli atti gestionali della cooperativa e, ove lo facesse senza autorizzazione degli organi sociali, tale condotta potrebbe comunque essere considerata idonea a provocare la sua revoca dalla carica. In sostanza, il lettore sarebbe comunque tenuto dalla legge a rispettare il contenuto fondamentale della dichiarazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

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