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Scendono gli interessi di mora sulle cartelle di pagamento

6 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 aprile 2017



L’Agenzia delle Entrate ha abbassato al tasso del 3,5% annuale gli interessi di mora da versare per il ritardato pagamento delle cartelle esattoriali.

Con il provvedimento n. 66826 del 4 aprile 2017 è stato sensibilmente abbassato il tasso degli interessi di mora da pagare sulle somme iscritte a ruolo, ovvero sulle somme di cui viene richiesto il pagamento per mezzo delle cartelle notificate dall’Agente della riscossione. Dal 15 maggio 2017 il tasso annuale di interesse sarà dunque del 3,5%, e non più del 4,13%, che è il tasso di interesse attualmente in vigore. Ma su quali somme di preciso si applicano gli interessi di mora?

Cosa sono gli interessi di mora

Quando riceviamo la notifica di una cartella di pagamento, abbiamo a disposizione sessanta giorni per effettuare il pagamento delle somme richieste dall’Agente della riscossione (oggi Equitalia, dal 1° luglio 2017 Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Significa che nei sessanta giorni siamo tenuti a pagare proprio la somma che viene indicata nella prima pagina della cartella di pagamento.

Se non paghiamo nei sessanta giorni, sulle somme contenute nella cartella scattano gli interessi di mora [1].

Gli interessi di mora costituiscono una sorta di risarcimento per l’Agente della riscossione, a fronte del ritardo nel pagamento.

Quindi, ricapitolando:

  • in caso di pagamento entro sessanta giorni dalla notifica della cartella, non maturano interessi di mora;
  • in caso di pagamento dopo i sessanta giorni dalla notifica, alle somme indicate nella cartella vanno aggiunti gli interessi di mora, da calcolare fino al giorno del pagamento.

Se in ogni caso intendiamo pagare a rate una cartella di pagamento, è bene presentare domanda di rateazione [2] entro i sessanta giorni dalla notifica della cartella. In questo modo non matureranno sul debito anche gli interessi di mora.

Qual è il tasso degli interessi di mora?

Il tasso degli interessi di mora da pagare sulle somme iscritte a ruolo, cioè sulle somme richieste tramite cartella di pagamento, viene stabilito ogni anno sulla base dei tassi di interesse medi applicati dalle banche.

Il tasso oggi in vigore è del 4,13% su base annuale. Come detto, il tasso degli interessi di mora è stato abbassato con il provvedimento n. 66826 del 4 aprile 2017 della Agenzia delle Entrate, scaricabile in pdf alla fine di questo articolo.

Dunque, a partire dal 15 maggio 2017, per il ritardato pagamento delle cartelle dell’Agente della riscossione matureranno gli interessi di mora al tasso del 3,5%.

Su quali somme maturano gli interessi di mora?

Gli interessi di mora maturano, in base alla legge, sulle somme iscritte a ruolo, in caso di mancato pagamento entro il termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale.

Le somme iscritte a ruolo sono i debiti affidati all’Agente della riscossione. Facciamo un esempio per capirci meglio.

Quando non paghiamo un atto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, un atto emesso dal Comune, una multa stradale e così via, l’ente pubblico creditore nei nostri confronti affida la nostra posizione debitoria all’Agente della riscossione. Sarà poi quest’ultimo ad attivarsi praticamente per la riscossione delle somme. Infatti è l’Agente della riscossione che, per conto dell’Agenzia delle Entrate, dei Comuni e dell’Inps, notifica cartelle di pagamento, fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

Dunque gli interessi di mora maturano sul debito affidato all’Agente della riscossione, con due importanti eccezioni.

Non maturano interessi di mora su:

  • le somme richieste a titolo di sanzioni pecuniarie tributarie;
  • gli interessi già maturati.

Se un atto della riscossione dovesse richiedere interessi di mora anche sulle sanzioni e sugli interessi già maturati, lo stesso sarebbe illegittimo e perciò impugnabile.

Gli interessi di mora si applicano anche alla rottamazione delle cartelle?

Gli interessi di mora, di cui abbiamo parlato fino ad ora, non sono gli stessi che si applicano sulla rottamazione delle cartelle. Lo ricordiamo: con la rottamazione si annullano sanzioni e interessi di mora.

Infatti per il pagamento rateale della rottamazione, che illustriamo nell’articolo Si può pagare a rate la rottamazione?, si pagano gli interessi cosiddetti da dilazione.

Gli interessi di dilazione previsti al momento dalla legge sono al tasso del 4,5% [3] e sono quelli che si applicano alle rateazioni normalmente concesse dall’Agente della riscossione.

Con la rottamazione quindi:

  • vengono annullati le sanzioni e gli interessi di mora;
  • solo in caso di pagamento rateale, si pagano gli interessi di dilazione sulla somma dovuta (ovvero già decurtata di sanzioni e interessi di mora).

Provv. 66826 Agenzia delle Entrate

note

[1] Art. 30 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[2] Art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[3] Art. 21 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

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