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Celiachia: diritti e agevolazioni per celiaci

30 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 agosto 2018



I celiaci, cioè gli intolleranti al glutine, combattono con una malattia fastidiosa e irreversibile. Ma possono contare su una serie di diritti e agevolazioni. Vediamo quali.

I tuoi problemi intestinali hanno finalmente un nome: celiachia. Purtroppo i prodotti senza glutine sono molto più costosi di quelli che si trovano in commercio. Spesso sei costretto a recarti in farmacia o in negozio biologici che commerciano tali particolari cibi. Ti chiedi dunque se esistono, oltre alle normali detrazioni fiscali sui farmaci che acquisti per curarti, delle agevolazioni per il resto della spesa. Insomma, vuoi sapere in caso di celiachia, i diritti e le agevolazioni per celiaci previsti dalla legge. Di tanto parleremo nel seguente articolo.

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia permanente su base infiammatoria dell’intestino tenue caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale. La causa è una reazione autoimmune al glutine, una sostanza che si trova in alcuni cereali quali grano, orzo, segale, e – di conseguenza  – negli alimenti che li contegono, tra i più diffusi pane, pizza, pasta, biscotti. I sintomi con cui la celiachia si manifesta (può farlo a qualsiasi età, anche avanzata) possono essere molteplici, a carico di diversi organi e sistemi dell’organismo umano. Solitamente, nei bambini si tratta di episodi di diarrea maleodorante (per presenza di grassi nelle feci), meteorismo (addome gonfio), con dolori addominali sotto forma di crampi. Negli adulti, invece, può aversi:

  • anemia da carenza di ferro;
  • osteoporosi;
  • debolezza muscolare;
  • disturbi della fertilità e ripetuti aborti spontanei;
  • alterazioni della coagulazione;
  • afte orali (bollicine su lingua e gengive);
  • alopecia (perdita di capelli);
  • convulsioni.

Spesso accade che i sintomi non siano facilmente riconoscibili e la diagnosi corretta richiede anni.

Come si comprende, si tratta di una patologia – classificata come una malattia rara -che comporta disagi di varia natura. Proprio per questo, il Sistema Sanitario Nazionale prevede particolari forme di tutela per le persone che ne sono affette:

  • erogazione gratuita dei prodotti entro un tetto di spesa;
  • somministrazione di pasti privi di glutine a scuola e in ospedale;
  • esenzione dal ticket.

Celiachia: erogazione gratuita di alimenti senza glutine

La prima agevolazione riguarda il problema principale dei soggetti affetti da questa patologia che, in sostanza, ruota intorno alla impossibilità di mangiare pasti in cui è presente il glutine: pane, pasta, biscotti, cereali, ecc.

Proprio di recente è stato approvato un bonus mensile -differenziato per sesso ed età – fino a un massimo di 124 euro, per gli affetti da celiachia.

In particolare il celiaco ha diritto ad approvvigionarsi gratuitamente di alimenti, pane e pasta su tutti, riportanti in etichetta la dizione «senza glutine, specificatamente formulati per celiaci», oppure l’indicazione «senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine». A breve vedremo di quali prodotti si tratta.

Il costo di tali prodotti è a carico del Servizio sanitario nazionale. Ma gli acquisti non potranno essere illimitati. Diritto alla gratuità e limiti di spesa vengono, infatti, disposti da un decreto del ministero della salute, datato 10 agosto 2018 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28 agosto scorso (che puoi leggere qui sotto nel box “La legge”).

Il contributo mensile più elevato è di 124 euro. E viene concesso ai ragazzi tra 14 e 17 anni; per i maschi adulti, invece, il tetto di spesa scende a 110 euro.

Per le donne il bonus è più basso, seppure non di molto. In ogni caso, i tetti di spesa saranno aggiornati di continuo dal ministero.

La lista dei prodotti senza glutine gratuiti

Il decreto ministeriale contiene una lista stringata di prodotti (e affini), che gli affetti da celiachia potranno acquistare gratuitamente nei negozi. Si tratta di:

  • pane e prodotti da forno salati;
  • pasta, pizza e piatti pronti a base di pasta;
  • preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza;
  • prodotti da forno e dolciari;
  • cereali per la prima colazione.

Come avere il bonus per celiaci

Per beneficiare del bonus d’acquisto, gli alimenti per celiaci dovranno essere schedati in un registro nazionale, istituito presso la direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti del ministero della salute. Di conseguenza, gli operatori alimentari, che intendono offrire ai consumatori alimenti in grado di beneficiare del contributo del sistema sanitario nazionale dovranno notificare allo stesso dicastero questi prodotti, affinché siano inclusi nel registro.

A seguito della diagnosi del medico specialista, il celiaco, quindi, ha diritto ai prodotti dietetici senza glutine, indispensabili per la sua dieta che dovrà essere rigorosa e portata avanti per tutta la vita. Può, quindi, ritirare prodotti nelle farmacie, pubbliche e private, nei supermercati e negozi specializzati, fino al raggiungimento di un tetto di spesa mensile.

Da precisare, però che i tetti di spesa effettivamente riconosciuti, così come la tipologia dei punti vendita in cui sono disponibili i prodotti senza glutine distribuiti in regime di erogazione gratuita, possono essere differenti a seconda della regione di residenza e della Asl di appartenenza. Pertanto, ogni dettagliata informazione deve essere richiesta all’Associazione Italiana Celiachia della regione di residenza.

Ma come fanno i celiaci a sapere che cosa esattamente possono mangiare? Un decreto ministeriale del 2001 ha istituito il Registro Nazionale dei Prodotti Destinati a un’Alimentazione Particolare che viene aggiornato con cadenza mensile dal Ministero: al suo interno sono presenti tutti gli alimenti senza glutine erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale e che sono facilmente identificabili grazie ad un logo ministeriale ufficiale che le aziende possono apporre sulle confezioni.

Celiachia: come ottenere l’erogazione gratuita degli alimenti?

Per ottenere l’erogazione gratuita degli alimenti privi di glutine sono necessari alcuni documenti:

  • certificato di accertata diagnosi di malattia celiaca rilasciato da parte di uno dei centri ospedalieri o universitari di riferimento;
  • rilascio da parte dell’Azienda Sanitaria Locale dell’autorizzazione a fruire gratuitamente dei prodotti privi di glutine.

Il ritiro dei prodotti avviene secondo modalità definite dalle singole Regioni, direttamente presso i presidi delle Asl, le farmacie convenzionate o i fornitori da queste autorizzati.

Celiachia: quali diritti a scuola e negli ospedali?

Agevolazioni per i celiaci sono previste anche a scuola e nei luoghi pubblici. La legge [2] riconosce la possibilità di ottenere, su richiesta, la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense scolastiche, ospedaliere e nelle mense di strutture pubbliche. Ciò al fine di agevolare l’inserimento dei celiaci nelle attività scolastiche, sportive e lavorative garantendo un accesso sicuro ai servizi di ristorazione collettiva.

Celiachia: visite gratuite?

Esenzioni sono previste anche per le prestazioni finalizzate alla diagnosi della malattia, a condizione che il sospetto circa la sua presenza sia formulato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, il quale si occuperà di indirizzare l’assistito, in base alle indicazioni del competente centro interregionale di riferimento, al presidio della rete in grado di garantire la diagnosi. Nel caso in cui fossero necessarie indagini genetiche sui familiari dell’assistito, esse sono erogate in regime di esenzione dai presidi della rete. I relativi oneri sono a carico della Azienda Sanitaria Locale di residenza dell’assistito.

Celiachia: spettano i benefici della 104?

Attualmente, il soggetto celiaco non rientra tra quelli che beneficiano delle agevolazioni previste dalla legge 104: tale legge si rivolge ai portatori di handicap, cioè a coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che comporta difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e che è causa di svantaggio sociale o di emarginazione.

Celiachia: vantaggi sul lavoro?

Se il celiaco è anche malato oncologico può passare da un lavoro a tempo pieno a uno a tempo parziale. Può accadere che i contratti collettivi non prevedano nulla in tal senso e che il datore di lavoro si rifiuti: in una simile ipotesi non resta che proporre una trasformazione a tempo parziale prevedendo una data di scadenza (per esempio, 6 mesi). In questo modo il lavoratore potrebbe gestire le terapie opportune senza incidere troppo sull’organizzazione del lavoro, mentre l’azienda risparmierebbe sul costo del lavoro, dal momento che la fissazione di un orario part-time comporta una riduzione dei costi retributivi e contributivi.

note

[1] È previsto un aggiornamento periodico a cura del ministero della Salute, sentita la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome, sulla base della rilevazione del prezzo dei prodotti sul libero mercato.

[2] L. n. 123 dello 04.07.2005, “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia”.

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 10 agosto 2018

Limiti massimi di spesa per l'erogazione dei prodotti senza  glutine,
di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge  4  luglio  2005,  n.
123, recante:  «Norme  per  la  protezione  dei  soggetti  malati  di
celiachia». (18A05590) 

(GU n.199 del 28-8-2018)

 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
  Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, di attuazione
della  direttiva  89/398/CEE,  concernente  i   prodotti   alimentari
destinati ad  una  alimentazione  particolare,  per  quanto  previsto
dall'art. 7 sulla commercializzazione dei prodotti; 
  Visto  il decreto  ministeriale 8   giugno   2001   sull'assistenza
sanitaria  integrativa  relativa  ai  prodotti   destinati   ad   una
alimentazione particolare; 
  Vista la legge  4  luglio  2005,  n.  123  recante  «Norme  per  la
protezione dei soggetti malati di celiachia»; 
  Visto il decreto ministeriale 4 maggio 2006 sui limiti  massimi  di
spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all'art. 4,
commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante «Norme per la
protezione dei soggetti malati di celiachia», in particolare l'art. 3
sui tetti di spesa; 
  Visto il regolamento (UE) 1155/2013  che  modifica  il  regolamento
(UE) 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio  relativo  alla
fornitura di informazioni sugli alimenti ai  consumatori  per  quanto
riguarda le informazioni sull'assenza di glutine o sulla sua presenza
in misura ridotta negli alimenti; 
  Visto il  regolamento  (UE)  828/2014  relativo  alle  prescrizioni
riguardanti l'informazione dei consumatori sull'assenza di glutine  o
sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti; 
  Visto  il decreto  ministeriale 17  maggio  2016  sulla  assistenza
sanitaria  integrativa  per  i  prodotti   inclusi   nel   campo   di
applicazione  del  regolamento  (UE)  609/2013  e  per   i   prodotti
alimentari destinati ai celiaci e modifiche al decreto 8 giugno 2001; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  12
gennaio 2017 sulla definizione e aggiornamento dei livelli essenziali
di assistenza, di cui all'art. 1, comma 7, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, in particolare l'art. 14; 
  Considerato che e'  opportuno  rendere  uniformi  le  modalita'  di
erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati  per
celiaci al fine di garantire i livelli essenziali  di  assistenza  su
tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il  Servizio
sanitario nazionale; 
  Considerato  che  il  celiaco  deve  seguire  una  dieta  varia  ed
equilibrata con un  apporto  energetico  giornaliero  da  carboidrati
stimabile in almeno il 55%,  che  deve  derivare  anche  da  alimenti
naturalmente privi di glutine provenienti da  riso,  mais,  patate  e
legumi come fonte di carboidrati  complessi,  per  cui  la  quota  da
soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e  farina)
e' stimabile nel 35% dell'apporto energetico totale; 
  Ritenuto di revisionare le  categorie  di  alimenti  senza  glutine
incluse  nel  registro  nazionale  di  cui  all'art.  7   del decreto
ministeriale 8 giugno 2001 per mantenervi, ai fini dell'erogabilita',
solo quelle  relative  ai  sostituti  degli  alimenti  caratterizzati
tradizionalmente dalla presenza di cereali contenenti  glutine,  alla
luce della possibilita' intervenuta per  gli  alimenti  destinati  al
consumo generale di  riportare  la  dicitura  «senza  glutine»,  come
informazione accessoria, quando composti da ingredienti  naturalmente
privi di glutine; 
  Rivalutati i limiti massimi di spesa,  distinti  per  sesso  e  per
fasce di eta', secondo i fabbisogni energetici  totali  definiti  dai
Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed  energia  (LARN)
2014 al secondo livello di attivita' fisica incrementati del 30%  per
tener conto di particolari  esigenze  nutrizionali,  sulla  base  dei
prezzi medi di mercato del canale di distribuzione prevalente che  e'
quello delle farmacie; 
  Acquisito  il  parere  della  Conferenza  Stato-Regioni,  ai  sensi
dell'art. 4, commi 1 e 2 della legge 4 luglio 2005, n. 123 (Atti  CSR
repertorio n. 106 del 10 maggio 2018); 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
                       Diritto all'erogazione 
 
  1. Ai soggetti affetti da celiachia,  compresa  la  variante  della
dermatite erpetiforme,  e'  riconosciuto  il  diritto  all'erogazione
gratuita degli alimenti con dicitura «senza glutine, specificatamente
formulati per celiaci» o «senza glutine,  specificatamente  formulati
per  persone  intolleranti  al  glutine»,  ai   sensi   dell'art.   1
del decreto ministeriale 17 maggio 2016. 
                               Art. 2 
 
Categorie  erogabili  di  alimenti   senza   glutine   specificamente
                        formulati per celiaci 
 
  1.  Ai  fini  dell'erogazione  a  carico  del  Servizio   sanitario
nazionale sono inclusi nel registro nazionale,  istituito  presso  la
Direzione generale per l'igiene, la sicurezza  degli  alimenti  e  la
nutrizione del Ministero della salute, gli alimenti di cui all'art. 1
rientranti nelle seguenti categorie: 
    a) pane e affini, prodotti da forno salati; 
    b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; 
    c) preparati e basi  pronte  per  dolci,  pane,  pasta,  pizza  e
affini; 
    d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari; 
    e) cereali per la prima colazione. 
  2. Ai fini dell'inclusione nel registro  nazionale,  gli  operatori
del  settore  alimentare  devono  notificare  tali  alimenti  con  le
modalita' di cui all'art. 7 del decreto legislativo 27 gennaio  1992,
n. 111. 
  3. Il Ministero della salute pubblica  sul  proprio  sito  internet
aggiornamenti periodici del registro nazionale. 
                               Art. 3 
 
                           Limiti di spesa 
 
  1. I limiti  massimi  di  spesa  per  l'erogazione  gratuita  degli
alimenti senza glutine  specificamente  formulati  per  celiaci  sono
riportati nell'allegato 1 del presente decreto. 
  2. I limiti massimi di spesa di cui  all'allegato  sono  aggiornati
periodicamente dal Ministero della salute considerando la  variazione
dei prezzi medi al consumo  degli  alimenti  senza  glutine  di  base
specificamente formulati per celiaci (pane e pasta). 
                               Art. 4 
 
                          Norme transitorie 
 
  1. Entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto viene pubblicato il registro nazionale privo  degli  alimenti
senza glutine che non rientrano nelle categorie di  cui  all'art.  2,
comma 1. 
  2. Entro tre mesi dalla pubblicazione del registro nazionale di cui
al comma  1  le  regioni  provvedono  ad  adeguare  le  modalita'  di
erogazione  degli  alimenti  senza  glutine  conformemente  a  quanto
previsto dal presente decreto. 
                               Art. 5 
 
                      Disposizioni finanziarie 
 
  1. Alle  disposizioni  recate  dal  presente  decreto  si  provvede
nell'ambito  delle  risorse  disponibili  a  legislazione  vigente  e
comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. 
                               Art. 6 
 
                             Abrogazione 
 
  Il presente decreto abroga il decreto ministeriale 4 maggio 2006. 
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana 
    Roma, 10 agosto 2018 
 
                                                  Il Ministro: Grillo 
                                                             Allegato 
    
    
        =====================================================
        |             |   Limite mensile    |Limite mensile |
        |Fasce di eta'|     maschi (€)      |  femmine (€)  |
        +=============+=====================+===============+
        | 6 mesi - 5  |                                     |
        |    anni     |                    56               |
        +-------------+-------------------------------------+
        | 6 - 9 anni  |                    70               |
        +-------------+-------------------------------------+
        |10 - 13 anni |         100         |       90      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |14 - 17 anni |         124         |       99      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |18 - 59 anni |         110         |       90      |
        +-------------+---------------------+---------------+
        |  ≥ 60 anni  |         89          |       75      |
        +-------------+---------------------+---------------+


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2 Commenti

  1. Non capisco la riduzione COSI’ DRASTICA dell’importo erogato che mi è passato dai140€. ai 110€ (30€ in meno) sono tanti dal momento che i prodotti costano parecchio, cerchiamo quindi di far abbassare il prezzo dei prodotti.

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