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Si può pignorare il credito riconosciuto con sentenza?

5 aprile 2017


Si può pignorare il credito riconosciuto con sentenza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 aprile 2017



Il creditore può pignorare il credito che un soggetto vanta nei confronti di un altro, il quale abbia perso una causa e sia stato condannato a pagare una somma di denaro.

Se abbiamo un debito che non abbiamo ancora pagato, ma nello stesso tempo abbiamo vinto una causa e il giudice ha condannato la controparte a versarci un risarcimento, tale importo potrebbe essere pignorato dal nostro creditore. Questo perché si tratta pur sempre di un credito definito nell’ammontare e immediatamente esigibile. A chiarirlo è una recente sentenza della Cassazione [1] che avverte: si può pignorare il credito riconosciuto con una sentenza.

Quindi, se abbiamo vinto una causa e avanziamo una somma dall’avversario sconfitto, tale somma può essere oggetto di pignoramento. Il nostro creditore potrà, attraverso il cosiddetto pignoramento presso terzi, imporre al nostro debitore di versare detto importo direttamente nelle sue stesse mani, bypassando il nostro portafogli.

Gli esempi potrebbero essere molteplici e consentono di fare diversi esempi per comprendere quando si può pignorare un credito riconosciuto con una sentenza.

Ad esempio, immaginiamo di aver subito un incidente stradale e di fare causa all’assicurazione. Dopo diversi anni di giudizio, il giudice ci dà finalmente ragione. Nello stesso momento in cui, però, viene emessa la sentenza di condanna e prima ancora di riscuotere le somme dalla compagnia (che non ha intenzione di promuovere appello), si fa vivo un nostro vecchio creditore, che ci notifica un atto di precetto. Non diamo molto peso all’atto, ma vorremmo riscuotere immediatamente la somma dall’assicurazione ed evitare che essa transiti sul conto corrente, per impedire il pignoramento in banca delle somme. Invece, il creditore notifica un pignoramento presso terzi alla compagnia che di deve i soldi, intimandole di pagarli direttamente a lui. Può farlo? Certamente sì, nella misura in cui la sentenza sia divenuta definitiva e non sia stata appellata.

Immaginiamo ancora di aver firmato un compromesso con una persona per venderle un nostro appartamento. Questa però dopo un po’ ci ripensa e non si presenta dal notaio. Così noi le facciamo causa e chiediamo al giudice che la condanni a versarci il prezzo pattuito con il compromesso stesso, a fronte del trasferimento coattivo della proprietà. Appena viene pubblicata la sentenza, un nostro creditore notifica all’acquirente un atto di pignoramento presso terzi, intimandogli di pagare il corrispettivo della vendita immobiliare nelle sue mani. Può farlo? Anche in questo caso sì. Difatti, la sentenza costitutiva che sostituisce il rogito notarile ed obbliga le parti a concludere la vendita fa sorgere subito, in capo al venditore, un credito per il pagamento del relativo prezzo. Pertanto il creditore del venditore può pignorare il corrispettivo che spetta al venditore medesimo.

note

[1] Cass. sent. n. 8682/17 del 4.04.2017.

Autore immagine: 123rf com

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