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Il procedimento di scioglimento di comunione

7 aprile 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 7 aprile 2017



Procedimenti camerali e di volontaria giurisdizione: la procedura per lo scioglimento di comunione e la divisione a domanda congiunta.

Il procedimento di scioglimento di comunione

Ogni partecipante di una comunione ha il diritto di chiederne lo scioglimento (artt. 713 c.p.c. e 1111 c.c.). se la divisione non si effettua con l’accordo dei partecipanti, ciascuno di essi può sperimentare l’apposita azione (actio communi dividendo).

Questa si inizia con citazione di tutti gli interessati (caso tipico di litisconsorzio necessario); tuttavia, se non sorgono contestazioni, la divisione è disposta con ordinanza dal g.i. (art. 785).

Se invece le parti non si accordano si procede nelle forme ordinarie del contenzioso.

se, invece, non vi è controversia nè sul diritto alla divisione, nè sulle quote o altre questioni pregiudiziali, risulta applicabile il procedimento di divisione a domanda congiunta di cui all’art. 791bis c.p.c., introdotto   dal D.L. 69/2013, conv., con modif., in L. 98/2013.

La divisione a domanda congiunta

L’art. 791bis c.p.c., disciplina una nuova fattispecie di divisione giudiziale, definita “a domanda congiunta”, che risulta configurabile qualora non sussista controversia, tra i comproprietari, né sul diritto alla divisione, né sulle quote o su altre questioni pregiudiziali. in tale ipotesi, gli eredi o condomini, e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione, possono, con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio (ex artt. 22 e 23 c.p.c.), domandare la nomina di un notaio ovvero di un avvocato, aventi sede nel circondario, al quale demandare le operazioni di divisione.

Le sottoscrizioni apposte in calce al ricorso possono essere autenticate, quando le parti lo richiedono, da un notaio o da un avvocato. se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere trascritto ai sensi dell’art. 2646 c.c.

Qual è il procedimento della divisione a domanda congiunta?

Il procedimento si svolge con il rito camerale, ai sensi degli artt. 737 e ss. c.p.c. Il giudice, con decreto, nomina il professionista incaricato, eventualmente indicato dalle parti, e, su richiesta di quest’ultimo, nomina un esperto estimatore. Il professionista incaricato designato, sentite le parti e gli eventuali creditori iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato diritti sull’immobile ai sensi dell’art. 1113 c.c., nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili (cui si applicano, se compatibili, gli artt. 591bis e 591ter c.p.c.) e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita.

Entro trenta giorni dal versamento del prezzo il professionista incaricato predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati.

Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di 30 giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione. L’opposizione si svolge secondo le disposizioni del procedimento sommario di cognizione di cui  agli artt. 702bis e ss. c.p.c., ad esclusione di quelle di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 702ter c.p.c. Se l’opposizione è accolta, il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al professionista incaricato.

Decorso il termine di 30 giorni senza che sia stata proposta opposizione, il professionista incaricato deposita in cancelleria il progetto con la prova degli avvisi effettuati. Il giudice dichiara esecutivo il progetto con decreto e rimette gli atti al professionista incaricato per gli adempimenti successivi.

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