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I diritti di chi soffre di aterosclerosi

8 aprile 2017


I diritti di chi soffre di aterosclerosi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2017



Chi soffre di aterosclerosi ha diritto ad assentarsi per malattia dal lavoro e all’assegno pensionistico di invalidità? 

Cos’è l’aterosclerosi: l’aterosclerosi è l’irrigidimento della parete delle arterie, che perdono la propria elasticità per colpa dell’accumulo di calcio, colesterolo, cellule infiammatorie e materiale fibrotico. Il 60% degli anziani, con patologie aterosclerotiche, non ha altri fattori di rischio, se non l’età; è importante, quindi, fare controlli periodici perché l’aterosclerosi è silente. Le donne fumatrici hanno un pericolo fino a 5 volte maggiore rispetto agli uomini di sviluppare placche aterosclerotiche.

Una delle forme più diffuse di aterosclerosi è caratterizzata dalla formazione di placche parietali contenenti materiale amorfo, colesterolo, cellule muscolari lisce, cellule infiammatorie e cellule provenienti dal sangue. Se la placca protrude nel lume vasale può arrivare a ostacolare il flusso ematico al suo interno. Un’eventuale rottura della placca stessa, abitualmente rivestita da un sottile cappuccio fibroso e da cellule endoteliali, può portare a trombosi e a obliterazione completa del lume del vaso, con conseguente interruzione del flusso ematico. Una volta instauratasi, l’aterosclerosi appare come un processo irreversibile e in potenziale, continua espansione.

Veniamo ora ai diritti di chi soffre di aterosclerosi.

Il lavoratore che soffre di aterosclerosi e deve sottoporsi a terapie può assentarsi per malattia, non solo nel caso in cui debba subire un intervento chirurgico, ma anche se deve effettuare un trattamento non chirurgico in regime di day hospital, o se le tempistiche delle cure o il luogo in cui devono essere effettuate sono tali da renderle incompatibili con l’orario di lavoro. Perché le assenze siano indennizzabili come malattia, difatti, deve essere riconosciuta, in concreto, la sussistenza di uno stato di effettiva incapacità lavorativa; l’assegno pensionistico può variare in base alla invalidità secondo percentuali che vanno dal 5 al 100% a seconda della gravità della malattia.

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