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I diritti di chi deve fare la terapia del dolore

26 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 aprile 2017



La legge riconosce il diritto ad affrontare la malattia con dignità e nel modo meno doloroso. Ecco come e dove alleviare la sofferenza dei pazienti più gravi.

Oltre al coraggio per affrontare una malattia allo stato terminale, ci vogliono anche le cure adeguate affinché quella malattia sia il meno dolorosa possibile e che il paziente abbia la sufficiente dignità e la necessaria serenità. C’è una legge [1] che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. Il suo scopo è quello di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze. Vediamo in che cosa consiste e quali sono i diritti di chi deve fare la terapia del dolore.

La legge individua tre reti di assistenza: quella dedicata alle cure palliative, quella che riguarda la terapia del dolore e, infine, quella su cui ci sono maggiori tutele e attenzioni, vale a dire quella destinata al paziente pediatrico, cioè ai bambini.

E’ obbligo delle strutture sanitarie che si occupano delle cure palliative e della terapia del dolore garantire un programma di cura individuale per ogni malato e per la sua famiglia, senza discriminazioni di alcun tipo e nel rispetto della tutela della dignità e dell’autonomia del paziente. Sono tenute anche a tutelare e promuovere la qualità della vita durante la malattia, soprattutto se terminale, e un adeguato sostegno al malato e ai suoi parenti.

Quali diritti garantisce la legge sulla terapia del dolore

La legge sui diritti di chi deve fare la terapia del dolore impone che, nelle sezioni medica e infermieristica della cartella clinica del paziente, vengano riportate le caratteristiche del dolore rilevato dal malato, del suo decorso durante il ricovero, delle cure prestate, dei farmaci somministrati e del risultato della terapia.

Chi deve fare la terapia del dolore, inoltre, ha il diritto ad essere assistito in una struttura appositamente dedicata a questo tipo di trattamento e alle cure palliative, sia su base regionale sia, in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale.

Il paziente ha diritto anche a ricevere alcuni farmaci particolari durante la terapia del dolore. Si tratta degli oppiacei non iniettabili che i medici del Sistema sanitario nazionale possono prescrivere non su un ricettario speciale in triplice copia, come in passato, ma con il semplice ricettario del Ssn.

Chi si occupa della terapia del dolore ha il dovere di garantire un’adeguata gestione del dolore e dei sintomi correlati che concorrono alla sofferenza del paziente e la corretta informazione su diagnosi, trattamenti, alternative terapeutiche e prognosi.

La terapia del dolore in ospedale

Chi deve affrontare la terapia del dolore in ospedale, cioè in una struttura di livello Hub (le più specializzate), ha diritto a ricevere interventi diagnostici e terapeutici ad alta complessità, finalizzati alla riduzione del dolore e delle disabilità delle persone con dolore acuto e cronico. Tre le possibilità: essere curati in regime di day hospital, di ricovero oppure in regime ambulatoriale, a seconda della situazione del malato.

Le prestazioni a cui ha diritto chi deve fare la terapia del dolore in ospedale sono:

  • prestazioni specialistiche diagnostiche (ad esempio la sua capacità sensoriale);
  • prestazioni specialistiche di alto livello (neurostimolazione spinale e periferica, neuromodulazione spinale farmacologica, ecc.);
  • quanto previsto nei percorsi diagnostici e terapeutici in base alle sue esigenze;
  • la consulenza ospedaliera, con particolare attenzione ai casi complessi (valutazione del dolore e dell’efficacia del trattamento scelto, ecc.);
  • la consulenza per pazienti in assistenza domiciliare secondo quanto previsto nel percorso diagnostico-terapeutico del suo caso.


La terapia del dolore in un centro ambulatoriale

Chi, invece, deve fare la terapia del dolore in una struttura di livello Spoke (quindi meno specializzata), ha diritto a ricevere comunque tutte le prestazioni di terapia del dolore previste in regime ambulatoriale. Nella struttura deve operare almeno un medico anestesista rianimatore dedicato alla terapia analgesica. Al suo fianco ci dovrà essere un infermiere esperto in grado di assistere il medico durante gli interventi più invasivi.

La cartella clinica dovrà riportare l’inquadramento diagnostico, la valutazione del dolore con scale validate, il piano terapeutico, il consenso del paziente, la valutazione dell’efficacia del trattamento ed il follow up, cioè i successivi controlli o interventi da eseguire.

La terapia del dolore a domicilio

La legge prevede anche il diritto all’intervento a domicilio per chi deve fare la terapia del dolore. Si tratta di interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali sia a livello di base, coordinati dal medico di medicina generale (cioè il medico di famiglia) sia a livello specialistico attraverso un’apposita équipe di cui fa parte anche il medico di base. L’obiettivo è quello di fornire continuità assistenziale ininterrotta.

note

[1] Legge n. 38/2010.

Autore immagine: 123rf.com

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