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Cartella di pagamento depositata in Comune, comunicazione necessaria

6 aprile 2017


Cartella di pagamento depositata in Comune, comunicazione necessaria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 aprile 2017



Irreperibilità relativa del destinatario: sussiste l’obbligo di raccomandata informativa del deposito presso la casa comunale.

Se il contribuente non è a casa quando arriva il messo notificatore per consegnargli una cartella di pagamento, né è presente (o accetta di ritirare la raccomandata) un familiare convivente, un addetto alla casa o il portiere, l’ufficiale giudiziario deposita la cartella presso la Casa comunale: subito dopo, però, è necessario che avvisi il destinatario con una seconda raccomandata informativa. Senza tale comunicazione la notifica è nulla. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1] che in sintesi afferma: in caso di momentanea irreperibilità del contribuente, nel momento in cui la cartella di pagamento viene depositata in Comune, la seconda comunicazione è necessaria.

Il principio espresso dalla Corte garantisce al destinatario della cartella di pagamento le stesse garanzie di chi riceve un atto giudiziario: garanzie riconosciutegli a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale [2] che ha equiparato le due situazioni. Prima, infatti, se il postino non trovava il destinatario della cartella nella sua abitazione e la consegna a un’altra persona convivente o la depositata al Comune non doveva inviare al destinatario medesimo la seconda raccomandata informativa. Ora invece non è più così. Grazie alla raccomandata informativa si può sapere se, in propria assenza, è stata tentata una notifica e questa non è andata a buon fine o se il plico è stato consegnato ad un’altra persona (un familiare convivente, un addetto alla casa o il portiere).

La Cassazione distingue le due ipotesi di irreperibilità relativa e di irreperibilità assoluta:

  • si ha irreperibilità relativa quando il contribuente, pur risiedendo all’indirizzo ove ha bussato il postino, non è in quel momento a casa (per es. è al lavoro o in vacanza). In tal caso il codice di procedura civile [3] che, per quanto riguarda la notifica di atti giudiziari – ma la stessa si applica anche alla consegna di cartelle di pagamento – se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità (o per incapacità o rifiuto dei familiari conviventi, addetti alla casa o portiere), l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento. Dunque, dopo il deposito della cartella in Comune, il postino è tenuto a inviare al contribuente una seconda raccomandata che lo informa del predetto deposito e della possibilità di recuperare il plico recandosi presso l’ente locale [4];
  • si ha invece irreperibilità assoluta del destinatario quando questi non vive più all’indirizzo ove si è recato il postino e non è certo il suo attuale domicilio. Sicché il contribuente deve essere considerato «irreperibile» in termini assoluti quando «non si conosce con certezza la sua residenza attuale » e, quindi, nel caso in cui sia sconosciuto il luogo ove eseguire la notifica (invece nel caso di irreperibilità temporanea, il luogo ove notificare l’atto è noto e ben individuabile, ma la notifica non risulta possibile poiché il contribuente non si trova in detto luogo solo provvisoriamente). In tal caso, a differenza di quello precedente, la notifica può essere eseguita solo con affissione della notizia presso l’Albo Comunale, senza bisogno di seconda raccomandata informativa.

Come notificare la cartella se il destinatario non è a casa

In sintesi, in caso temporanea assenza del destinatario (irreperibilità relativa) per la validità della notifica sono necessari tre passaggi:

  • deposito del plico presso la casa comunale;
  • affissione della notizia sulla porta dell’abitazione-ufficio-azienda;
  • spedizione della raccomandata informativa della giacenza con avviso di ricevimento.

Invece nel caso di irreperibilità assoluta bastano solo due passaggi:

  • deposito del plico presso la casa comunale;
  • affissione nell’Albo Comunale. La Corte Costituzionale ha ritenuto che le cartelle possono essere notificate senza ulteriori avvisi solo nei casi di irreperibilità assoluta, così come previsto per gli avvisi di accertamento.

note

[1] Cass. sent. n. 8433/17 del 31.03.2017.

[2] In tema di notifica della cartella di pagamento, nei casi di “irreperibilità cd. relativa” del destinatario, all’esito della sentenza della C. Cost. sent. n. 258/2012 relativa all’art. 26, co. 3 (ora quarto), d.P.R. n. 602/1973, va applicato l’art. 140 cod. proc. civ., in virtù del combinato disposto del citato art. 26, ultimo comma, e dell’art. 60, co. 1, d.P.R. n. 600/1973, sicché è necessario, ai fini del suo perfezionamento, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito presso la Casa Comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione, o comunque che siano decorsi 10 giorni dalla spedizione di detta lettera informativa. Tale assunto è stato statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 31 marzo 2017 n. 8433.

[3] Art. 140 cod. proc. civ.

[4] La notifica della cartella di pagamento, ex art. 140 c.p.c., è inesistente, in quanto effettuata con modalità non conformi allo schema legale tipico, se la raccomandata contenente la notizia del deposito presso la casa comunale dell’atto non consegnato, per irreperibilità cd. relativa, non perviene nella sfera di conoscenza del contribuente, ma viene restituita al mittente a causa di un errore dell’ufficiale postale, il quale appone la dicitura “trasferito” riferita al destinatario, pur essendone rimasta invariata la residenza (Cass. civ., Sez. V, n. 25079/2014).

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. V Civile, sentenza 13 febbraio – 31 marzo 2107, n. 8433
Presidente Bielli – Relatore Fuochi

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza n. 82 del 2011 la CTR della Campania, in riforma della decisione della CTP, ha accolto l’appello del contribuente, annullando la cartella di pagamento per nullità della notifica attesa la mancata comunicazione al contribuente a mezzo raccomandata del messo dell’avvenuta notifica dell’atto.
2. Ha proposto ricorso per cassazione EquitaIia Sud Spa con tre motivi.
Resiste con controricorso il contribuente, nonché l’Agenzia delle Entrate che aderisce alle censure del ricorrente.
Il Collegio delibera l’utilizzazione di motivazione semplificata.

Ragioni della decisione

3. Con il primo motivo Equitalia Sud Spa denuncia, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art. 60, lett. d), del d.P.R. n. 600 del 1973, in combinato disposto con l’art. 37, comma 27, lett. a), del d.l. n. 223 del 2006, trattandosi di norme non pertinenti alla notifica a persona irreperibile. Con il secondo denuncia nuovamente la violazione dell’art. 37 cit., in quanto applicato retroattivamente. Con il terzo motivo, infine, denuncia, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art. 60, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973, non applicato dalla CTR.
4. I motivi, il cui esame può effettuarsi congiuntamente, sono inammissibili per difetto di autosufficienza.
Il ricorrente, infatti, ha omesso di trascrivere la relata di notifica della cartella impugnata, sulla quale si fonda l’intera contestazione, ossia se nella specie ricorressero le condizioni per ritenere, come da esso sostenuto, che l’irreperibilità del contribuente fosse assoluta e non, come ritenuto dalla CTR – per la quale il messo, sulla base della mera assenza del contribuente, sia pure in due accessi, si è limitato a procedere nelle forme ex art. 60 cit. e non ex art. 140 c.p.c. – , solo relativa, sì da consentirne la valutazione da parte della Corte.
Va del resto sottolineato, sul punto, che in tema di notifica della cartella di pagamento, nei casi di “irreperibilità cd. relativa” del destinatario, all’esito della sentenza della Corte costituzionale n. 258 del 22 novembre 2012 relativa all’art. 26, terzo comma (ora quarto), del d.P.R. n. 602 del 1973, va applicato l’art. 140 c.p.c., in virtù del combinato disposto del citato art. 26, ultimo comma, e dell’art. 60, comma 1, alinea, del d.P.R. n. 600 del 1973, sicché è necessario, ai fini del suo perfezionamento, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione (Cass. n. 25079 del 2014), o comunque che siano decorsi dieci giorni dalla spedizione di detta lettera informativa (Corte costituzionale n. 3 del 2010 e n. 258 del 2012).
5. Il ricorso pertanto va dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese, liquidate come in dispositivo, a favore del resistente C. Srl.
Compensa le spese rispetto all’Agenzia delle entrate.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i motivi del ricorso. Condanna il ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità a favore del resistente C. Srl che liquida in euro 4.000,00 per compenso, oltre 15% per spese generali, oltre accessori. Compensa le spese rispetto all’Agenzia delle entrate.

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1 Commento

  1. clienti con residenti all’estero iscritti al EIRE con proprietà immobiliari in Italia a disposizione per brevi periodi, come deve essere informato del deposito della corrispondenza in Comune della notifica di pagamento?

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