Diritto e Fisco | Articoli

Matrimonio gay: che fare per sposarsi all’estero?

24 Aprile 2015
Matrimonio gay: che fare per sposarsi all’estero?

Sono cittadino serbo, vivo in Italia e sto per sposarmi con un ragazzo italiano in Spagna. Mi serve il permesso di soggiorno o basta il visto studio che possiedo?

I matrimoni gay sono consentiti in diversi Stati europei, come Spagna, Olanda, Belgio e Norvegia. Nei primi tre Paesi è necessario che almeno uno dei futuri sposi prenda la residenza nella nazione in cui saranno celebrate le nozze, mentre in Norvegia questo requisito non è richiesto e la procedura è molto più semplice.

Per quanto riguarda il matrimonio in Spagna, i passi da fare sono i seguenti: è necessario che uno dei due sposi acquisti la residenza spagnola; tale operazione è molto più semplice per un cittadino comunitario piuttosto che per un extracomunitario. Ragion per cui, è consigliabile che ad acquisire la residenza sia il fidanzato italiano. A tal fine, bisogna:

  • prendere una casa in affitto, con regolare contratto, e allacciare le utenze (luce, gas, acqua). Il contratto d’affitto (o, in sostituzione, una dichiarazione del proprietario dell’immobile nella quale è indicato che l’appartamento è stato dato in comodato d’uso o ad altro titolo) e le bollette delle utenze sono necessarie per provare il domicilio stabile in Spagna;
  • iscriversi all’Aire (che sta per Anagrafe dei Cittadini Residenti all’Estero) presso la rappresentanza consolare competente per territorio (in Spagna, il consolato italiano è a Madrid). L’iscrizione è gratuita e il modulo necessario è presente sui siti internet delle rappresentanze consolari. Qualora la richiesta non sia presentata personalmente, è necessario allegare alla domanda una copia del documento di identità del richiedente.

Ottenuta l’iscrizione all’Aire e, avendo con sé un contratto d’affitto e copia delle bollette delle utenze, è possibile richiedere la residenza spagnola presso uffici detti Uac. Tali uffici, vagliata la documentazione presentata, rilasceranno il cosiddetto padròn.

Per ottenere la residenza spagnola è necessario ottenere prima il rilascio del padròn, il chè richiede mediamente un paio di mesi. In questo senso, è bene fare richiesta di residenza in un Comune spagnolo di dimensioni ridotte piuttosto che in città grandi come Madrid o Barcellona. Più è grande la città, maggiori saranno i tempi di attesa per ottenere i documenti richiesti. Potrebbero essere necessari un paio di mesi, ma alle volte i tempi si allungano a dismisura, in base al carico di lavoro dell’ufficio che riceve la richiesta. Ottenuto il padròn, non resta che richiedere al consolato italiano di Madrid il rilascio del certificato di capacità matrimoniale, che attesta lo stato civile del soggetto: libero, divorziato, sposato, separato.

Tutto questo per quanto concerne il cittadino italiano che chiede la residenza in Spagna.

Per quanto riguarda invece il cittadino serbo, ai fini del matrimonio, è necessario il certificato di capacità matrimoniale (che può essere richiesto al consolato serbo presente in Italia), una fotocopia del passaporto in corso di validità e un certificato di residenza. È  ininfluente il fatto di avere un semplice visto o un permesso di soggiorno in Italia.

La documentazione del cittadino italiano e del cittadino serbo devono, quindi, essere presentate all’ufficio del registro civile del Comune spagnolo prescelto, in attesa della fissazione di una data per la celebrazione delle nozze. Per la celebrazione sono necessari dei testimoni (da un minimo di due a un massimo di sei).

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è riconosciuto in Italia, se non ai fini del rilascio del permesso di soggiorno. In generale, l’unione coniugale tra un italiano residente in Italia e uno straniero, anche se celebrata all’estero, consente a quest’ultimo di guadagnare lo stato di “familiare” di un cittadino dell’Ue; in forza di tale stato, egli può ottenere il permesso di soggiorno. Ciò vale anche per le coppie gay, sposatesi in un Paese che non sia l’Italia. In questo modo, il cittadino extracomunitario può ricevere il permesso di soggiorno. A sancirlo in una nota è il ministero dell’Interno, che si è così uniformato all’orientamento prevalente adottato da tribunali e questure italiane. Un caso si è registrato nella questura di Treviso: un quarantenne messicano, sposatosi a Città del Messico con un trevigiano, ha ottenuto la regolarizzazione poiché divenuto “parente” di un cittadino comunitario. Ciò è possibile poiché, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, si tiene conto della nozione di famiglia contenuta nel diritto comunitario: in essa non si fa riferimento al sesso dei coniugi e si sancisce il diritto dei cittadini Ue e dei loro familiari di circolare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Per completezza di informazione, si riporta in sintesi la procedura per il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Norvegia. Si tratta di una trafila molto più semplice di quella spagnola poiché non è necessario che uno dei due coniugi prenda la residenza in Norvegia.

È necessario contattare l’ufficio di stato civile della città in cui si intende sposarsi (ad esempio, Oslo) e inviare la seguente documentazione:

  • certificato di nascita;
  • dichiarazione di stato civile;
  • fotocopia documento di identità in corso di validità o, nel caso di cittadino extracomunitario;
  • fotocopia del passaporto.

I documenti da spedire devono essere preventivamente autenticati.

In seguito all’analisi dei documenti, l’ufficio di stato civile norvegese fissa un appuntamento con i futuri sposi: è la data in cui si terrà la celebrazione. Dall’inizio della procedura, mediamente trascorrono solo 3 mesi.

Articolo tratto da una consulenze del dott. Temistocle Marasco



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube