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Cartella esattoriale notificata col deposito in Comune: come saperlo?

9 aprile 2017


Cartella esattoriale notificata col deposito in Comune: come saperlo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 aprile 2017



Cartelle di pagamento: in caso di irreperibilità momentanea, per la notifica vigono le stesse norme previste per gli atti giudiziari. Pertanto è dovuta la seconda raccomandata informativa.

Quando si tratta di notificare cartelle esattoriali, se il messo notificatore non trova il contribuente in casa (né un familiare convivente o una domestica disposta a riceverlo per conto di questi), è tenuto a depositare la raccomandata in Comune ove resterà a disposizione del destinatario per 30 giorni. Al termine di tale periodo, non è più possibile ritirare l’atto, che si considererà ugualmente notificato. Con conseguente decadenza dalla possibilità di presentare opposizione in un momento successivo, nonostante la mancata conoscenza del suo contenuto. Diventa quindi estremamente importante sapere con esattezza quando è passato l’ufficiale giudiziario (o il messo notificatore) per tentare di notificare la cartella esattoriale. Ma, a meno di non recarsi in Comune tutti i giorni che si è stati fuori di casa per sapere se ci sono cartelle depositate per conto proprio, l’unico modo di venire a conoscenza di eventuali tentativi di notifica è la cosiddetta «raccomandata informativa». Si tratta di una seconda comunicazione che viene inviata – obbligatoriamente – tutte le volte in cui si tenta la notifica di una cartella e ciò non è possibile per momentanea irreperibilità del destinatario. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

Se la cartella viene depositata in Comune

La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di momentanea assenza del destinatario (cosiddetta «irreperibilità relativa»), per le cartelle esattoriali vigono le stesse regole previste per gli atti giudiziario dal codice di procedura civile [2]. Il risultato è che tutte le volte in cui bussa l’ufficiale giudiziario a casa per tentare la notifica di una cartella di pagamento e nell’appartamento non c’è il destinatario, né un familiare convivente o una persona addetta alla casa disponibili a prendere in consegna al posto suo la posta, è necessario compiere tre operazioni:

  • deposito della cartella in Comune;
  • affissione della notizia sulla porta dell’abitazione-ufficio-azienda;
  • spedizione della raccomandata informativa della giacenza con avviso di ricevimento.

Se manca uno solo di questi passaggi la notifica è nulla.

Diverso è invece il caso di irreperibilità assoluta, quella cioè che scatta quando il destinatario ha cambiato indirizzo e questo è sconosciuto. In tal caso per la notifica è necessario soltanto:

  • il deposito del plico presso la casa comunale;
  • l’affissione nell’Albo Comunale. La Corte Costituzionale ha ritenuto che le cartelle possono essere notificate senza ulteriori avvisi solo nei casi di irreperibilità assoluta, così come previsto per gli avvisi di accertamento.

Sul punto consigliamo la lettura di due importanti approfondimenti:

Dunque, per sapere se, in nostra assenza, è passato il messo notificatore o l’ufficiale giudiziario per tentare la notifica di una cartella esattoriale e, non trovandoci, ha depositato l’atto in Comune non dobbiamo far altro che verificare se ci è stata spedita una seconda raccomandata che ci avvisa di ciò. In altre parole, dobbiamo vedere nella nostra cassetta delle lettere.

Se la cartella viene consegnata a un familiare convivente

Discorso diametralmente opposto vale se l’ufficiale ha consegnato la cartella a un familiare convivente, a una persona addetta alla casa (la domestica, la colf) o al portiere. In questo caso, sostiene la Cassazione, non ci deve essere inviata la seconda raccomandata informativa (cosiddetta «Can», ossia Comunicazione di avviso di notifica). Con la conseguenza che potremmo non venire mai a conoscenza del fatto che un atto per noi importante è stato dato a un convivente il quale magari si è dimenticato di dircelo. Sul punto leggi Cartella di pagamento: la notifica al convivente vale.

note

[1] Cass. sent. n. 8433/17 del 31.03.2017: In tema di notifica della cartella di pagamento, nei casi di “irreperibilità cd. relativa” del destinatario, all’esito della sentenza della C. Cost. sent. n. 258/2012 relativa all’art. 26, co. 3 (ora quarto), d.P.R. n. 602/1973, va applicato l’art. 140 cod. proc. civ., in virtù del combinato disposto del citato art. 26, ultimo comma, e dell’art. 60, co. 1, d.P.R. n. 600/1973, sicché è necessario, ai fini del suo perfezionamento, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito presso la Casa Comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione, o comunque che siano decorsi 10 giorni dalla spedizione di detta lettera informativa. Tale assunto è stato statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 31 marzo 2017 n. 8433.

[2] Art. 140 cod. proc. civ.

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2 Commenti

  1. Non occorre “recarsi in Comune tutti i giorni”. Basta collegarsi on-line all`Albo Pretorio una volta a settimana.

    1. Partiamo dal presupposto che il comune non è la POSTA quindi perchè vengono depositati li? c’e un contratto privato tra COMUNE ed ENTE privato a carattere pubblico?

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