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Revocatoria fondo patrimoniale: i figli vanno citati in causa?

9 aprile 2017


Revocatoria fondo patrimoniale: i figli vanno citati in causa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 aprile 2017



Legittimazione passiva al giudizio di revocatoria: anche se il fondo patrimoniale è destinato ai bisogni della famiglia, i figli minori non sono litisconsorti necessari.

Il fondo patrimoniale – si sa – è una tutela volta a evitare che i beni in esso inseriti (soprattutto gli immobili come la casa) vengano pignorati dai creditori tutte le volte in cui questi agiscono per debiti non inerenti ai bisogni della famiglia. Per cui il fondo patrimoniale ha lo scopo di tutelare la famiglia stessa e le necessità dei suoi componenti, proteggendoli dagli imprevisti del futuro (in altri termini, dai debiti). Ma nel caso in cui il creditore intenda esercitare l’azione revocatoria, perché il fondo è stato costituito con lo scopo preciso di frodarlo, chi deve citare in causa? Se è vero che il fondo patrimoniale tutela la famiglia, i figli minori sono parti necessarie del giudizio (o, detto in termini giuridici, «litisconsorti necessari»)? A rispondere è stata la Cassazione con una recente sentenza [1]. Procediamo prima con una piccola digressione su cos’è e a cosa serve il fondo patrimoniale.

Il fondo patrimoniale è un atto notarile con il quale determinati beni, principalmente case e terreni, vengono protetti dai creditori. In particolare non si può procedere al pignoramento dei beni inseriti nel fondo tutte le volte in cui il debito è nato per esigenze di natura voluttuaria o speculativa. Per tutti gli altri debiti, invece, il fondo patrimoniale non garantisce alcuna tutela: si tratta dei debiti contratti per esigenze familiari (spese di condominio, imposte sulla casa, mantenimento e istruzione dei figli, ecc.).

Di recente la giurisprudenza ha ritenuto che, in presenza di debiti di lavoro e fiscali, è possibile il pignoramento della casa benché inserita nel fondo patrimoniale: di qui la nostra analisi secondo cui il fondo patrimoniale sarebbe stato di fatto abolito.

In ogni caso, il fondo patrimoniale è traballante nel primo anno dalla sua costituzione: se un creditore, nei 12 mesi successivi alla costituzione del fondo, iscrive il pignoramento della casa nei registri immobiliari, il fondo non opera.

Superato il primo anno, e per i successivi quattro anni (in totale 5 anni dalla sua costituzione), il fondo patrimoniale è revocabile. L’azione revocatoria consente al creditore di far dichiarare inefficace il fondo ma a condizione che egli dimostri l’intento fraudolento del debitore: prova che si fornisce dimostrando che il proprietario della casa non ha altri beni, all’infuori di quelli inseriti nel fondo medesimo, da poter pignorare.

Veniamo finalmente alla sentenza della Cassazione e alle regole processuali da seguire per il creditore. In particolare ci si è chiesto se, in caso di revocatoria, i figli minori vanno citati in causa. Questo perché, essendo il fondo destinato ai bisogni della famiglia, anche i bambini sarebbero interessati a difenderlo. Ma la risposta dei giudici supremi è stata negativa. Il figlio minore del debitore non è litisconsorte necessario nella causa contro il fondo patrimoniale e, pertanto, non deve essere citato.

In definitiva, quando il creditore agisce in giudizio per sentir dichiarare l’inefficacia dell’atto di costituzione in fondo patrimoniale di alcuni beni di proprietà del debitore, non deve chiamare in giudizio anche i figli minori di quest’ultimo: il litisconsorzio necessario deve infatti essere escluso perché il fondo patrimoniale, costituito dai coniugi, non implica – pur in presenza di figli – un diritto soggettivo in favore di questi ultimi e di tutti i componenti il nucleo familiare.

Chi citare in giudizio? La soluzione è dunque abbastanza chiara: poiché la costituzione del fondo patrimoniale non cambia la titolarità dell’immobile, che continua a rimanere intestato al suo legittimo proprietario (salvo diversa volontà nell’atto notarile), è solo quest’ultimo che deve essere citato in causa e nessun altro. Difatti, la costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni in esso inseriti, con l’obiettivo di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della famiglia con i frutti prodotti da essi. L’atto notarile che fa sorgere il fondo patrimoniale non incide sulla titolarità dei predetti beni.

note

[1] Cass. sent. n. 8905/17 del 6.04.2017.

Autore immagine: 123rf com

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