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Lo sai che? Cartella esattoriale: come verificare la prescrizione dei contributi?

Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2017

Mi è stata notificata una cartella esattoriale da un messo di agenzia privata. Vorrei verificare la prescrizione dei contributi.

Per prima cosa, spieghiamo cosa si intende per decadenza e cosa per prescrizione.

I termini di decadenza costituiscono il tempo massimo entro cui Equitalia deve notificare la cartella esattoriale al contribuente. Se la cartella viene notificata dopo tali termini, la cartella è nulla e non può più essere rinotificata.

I termini di prescrizione rappresentano il tempo massimo entro cui, una volta notificata la cartella di pagamento, Equitalia deve riscuotere esecutivamente il proprio credito.

Con l’entrata in vigore della legge n. 335/1995, dal titolo “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare”, è stato disciplinato, il termine prescrizionale relativo alle contribuzioni di previdenza ed assistenza sociale obbligatoria. Nello specifico [1], le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate con il decorso dei termini di seguito indicati: dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà [2] ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dall’1° gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti.

Inoltre, l’azione esecutiva dell’Agente della riscossione rivolta al recupero del credito previdenziale non è soggetta al termine decennale di prescrizione [3], ma al termine proprio della riscossione dei contributi e, quindi, al termine quinquennale introdotto dalla legge n. 335/1995. Pertanto, tutte le volte in cui tra la data di notifica della cartella e la notificazione dell’intimazione di pagamento sia decorso il termine quinquennale di prescrizione, senza il compimento tempestivo di atti interruttivi, il debitore potrà chiedere con ricorso l’estinzione del credito erariale per intervenuta prescrizione.

A questo punto tiriamo le somme.

È possibile presentare un’istanza in autotutela a Equitalia chiedendo l’annullamento parziale della cartella di pagamento. Inoltre, e in subordine che potrebbe diventare principale, è possibile chiedere l’annullamento totale della cartella qualora dalla notifica e il primo atto interruttivo siano decorsi più di cinque anni.

 

Articolo tratto da una consulenza del dott. Alessandro Cesarano

note

[1] Art. 3, co. 9, l. n. 335 dello 08.08.1995.

[2] Previsto dall’art. 9-bis, co. 2, d.l. n. 103 del 29.03.1991, convertito con modificazioni della l. n. 166 dello 01.06.1991.

[3] Di cui all’art. 2953 cod. civ.


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