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Risarcimento danni: paga il medico o l’ospedale?

28 aprile 2017


Risarcimento danni: paga il medico o l’ospedale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2017



Sono un medico dipendente ospedaliero. Ho ricevuto una lettera per risarcimento danni. L’azienda ospedaliera per cui lavoro deve pagare? Che fare se continuano a chiedere il risarcimento direttamente a me?

Il nostro ordinamento giuridico prevede la tutela, sotto forma di risarcimento del danno, in tutti i casi in cui un soggetto subisca un danno ingiusto ad opera di una condotta altrui.

Nel caso di specie, molto ricorrente nelle pronunce giurisprudenziali, la questione si complica stante la presenza di tre soggetti: l’azienda ospedaliera, il medico che esegue l’intervento e, infine, il paziente. Orbene, nonostante la conclusione del contratto di spedalità (cioè la richiesta e la contestuale accettazione di erogazione delle prestazioni sanitarie) sia avvenuta tra paziente ed azienda ospedaliera, la giurisprudenza maggioritaria ha ritenuto che di un eventuale danno debba essere chiamato a rispondere, in via contrattuale, anche il medico che ha eseguito l’intervento. Ciò perché, secondo i giudici della Corte di Cassazione, anche quest’ultimo, prestando la propria opera, avrebbe integrato un rapporto di tipo contrattualistico con il paziente per via del cosiddetto “contatto sociale”. A causa di questo orientamento, meno favorevole per i medici, questi ultimi possono esimersi dal risarcimento soltanto dimostrando di aver correttamente adempiuto alle loro prestazioni professionali, con la conseguenza che il danno occorso deriva da causa ad essi non imputabile. Diversamente, nel caso in cui il medico non riesca a fornire la suddetta prova, potrà essere chiamato a risarcire i danni insieme all’azienda ospedaliera per la quale lavora. In detti casi si parla di obbligazione solidale. Significa che il creditore (paziente) può chiedere legittimamente a ciascun debitore (medico e azienda ospedaliera) l’intero importo del risarcimento dovuto, salva la facoltà del debitore che adempie al pagamento di rivalersi pro quota sull’altro debitore.

Per cui, è possibile che una richiesta di risarcimento venga avanzata esclusivamente nei confronti del lettore, salva la sua possibilità di rivalersi sull’azienda sanitaria per la quota di sua competenza, da calcolarsi sul grado di colpa attribuibile a quest’ultima.

Concludendo, nel caso in cui il danno derivi da malpractice (malasanità) il soggetto danneggiato ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni sia dall’azienda ospedaliera che dal lettore, ritenuti dall’ordinamento giuridico entrambi obbligati in solido. A fronte della richiesta avanzata nei suoi confronti quel che è possibile fare è riscontrare la missiva di controparte cercando di indirizzare le sue pretese nei confronti dell’azienda sanitaria, opponendosi quando e se verrà il momento ad un’eventuale azione di rivalsa di quest’ultima nei suoi confronti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini

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